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Le nuove monete di 2 euro di San Francesco riaccendono la corsa a trovare nei resti pezzi che possono valere molto

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Due monete da 2 euro dedicate a San Francesco, una con milioni di pezzi e una con tiratura molto più bassa: quale può valere davvero qualcosa e quali precedenti aiutano a capire cosa aspettarsi adesso

Gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi hanno portato a due diverse monete da 2 euro. La prima è quella italiana, uscita ad aprile con una tiratura di oltre tre milioni di pezzi. La seconda è quella di San Marino, arrivata il 6 ottobre, di cui ne sono stati coniati appena 60.000. Una differenza enorme, che riaccende la caccia alle monete rare e fa porre una domanda: possono valere più dei 2 euro che indicano? Ecco i numeri, cosa dicono i collezionisti e che cosa conviene sapere prima di mettersi a cercare.

La moneta italiana: milioni di pezzi, valore per ora di 2 euro

Il 2 euro italiano dedicato al Santo è uscito il 1° aprile 2026. È stato emesso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e coniato a Roma, di cui porta la lettera “R”. Il disegno è dell’incisore Antonio Vecchio: al centro il Santo, ispirato a un affresco del XIV secolo di Simone Martini nella Basilica di San Francesco ad Assisi, con la scritta “SAN FRANCESCO D’ASSISI 1226-2026”.

La tiratura complessiva è di 3.279.000 pezzi, secondo una ricostruzione dei dati: tre milioni destinati alla circolazione ordinaria e il resto alle versioni da collezione. Queste sono 12.000 Fior di Conio singole, 12.000 Proof, 5.000 Reverse Proof (la prima 2 euro Reverse Proof della storia della Repubblica) e 250.000 Fior di Conio in 10.000 rotolini da 25 pezzi. È probabile che i 260.000 esemplari citati in alcune fonti corrispondano alle versioni Fior di Conio: rotolini più singole sommano circa 262.000 pezzi.

Quanto vale? La moneta che si trova nel resto vale due euro. Un catalogo specializzato stima il Fior di Conio intorno a 3,50 euro, definendola una “stima preliminare” in linea con le recenti commemorative italiane. Non abbiamo trovato prezzi ufficiali per le versioni da collezione, che si acquistano sul sito dell’Istituto Poligrafico e nei suoi punti vendita fino a esaurimento scorte.

La moneta di San Marino: solo 60.000 esemplari

La seconda moneta ha un’altra storia. Il 2 euro di San Marino è uscito il 6 ottobre 2026, dopo l’annuncio di Poste San Marino del 29 settembre. Il disegno è di Fani Ivanka Taurino, artista di 30 anni formata alla Scuola dell’Arte della Medaglia dell’Istituto Poligrafico. Al posto del volto del Santo compaiono una mano tesa e il lupo di Gubbio che si avvicina senza paura, accanto al cingolo francescano con tre nodi, simbolo dei voti di obbedienza, castità e povertà. Ci sono le scritte “SAN MARINO” e “FRANCESCO D’ASSISI”, le date 1226-2026 e le dodici stelle europee. È stata coniata a Roma.

La tiratura è di 60.000 pezzi complessivi: 52.000 Fior di Conio, 4.000 Proof e 4.000 Reverse Proof. Si può acquistare allo Shop filatelico e numismatico di Piazzetta Garibaldi a San Marino città o sul sito di Poste San Marino. Il prezzo, nelle fonti che abbiamo letto, non è indicato.

La moneta è entrata in circolazione: lo conferma anche chi l’ha già vista tra il resto. Con soli 60.000 esemplari, però, trovarla è molto meno probabile che per la moneta italiana, che ha una tiratura circa cinquanta volte più alta, anche contando solo i tre milioni destinati alla circolazione.

Perché la tiratura conta: i precedenti

Il motivo per cui la moneta sammarinese fa discutere è la tiratura bassa. Nel mercato dei 2 euro, i pezzi che valgono davvero sono quelli dei piccoli Stati, coniati in poche decine di migliaia di esemplari e acquistati quasi sempre in confezione originale. Qualche esempio, dalle stime giornalistiche:

  • Grace Kelly, Monaco 2007: circa 20.000 esemplari, 2.000-3.000 euro per un pezzo in condizioni perfette.
  • Palais Princier, Monaco: 10.000 pezzi, 1.500-2.500 euro.
  • Galileo Galilei, San Marino 2004: 110.000 esemplari, 200-250 euro.
  • Olimpiadi di Parigi 2024, Francia: circa 500.000 pezzi della versione non destinata alla circolazione, 10-20 euro.
  • Mappa dell’Unione europea errata: 30-50 euro, oltre 100 per le serie più limitate.
La moneta di San Marino per San Francesco ha una tiratura più bassa di quella del Galileo del 2004. Questo non significa che varrà altrettanto: la rarità da sola non rende ricchi, e il valore dipende da condizione, domanda e mercato. È un precedente, non una previsione.

Sfuso o in confezione: la differenza che conta

Luca Alagna, esperto citato in un approfondimento, è chiaro: gli euro sfusi immessi in circolazione “non hanno alcun valore numismatico”. Una 2 euro ha valore collezionistico quando è in confezione ufficiale della Zecca, con il foglietto descrittivo, e in qualità fior di conio. Anche per le monete non confezionate che risultano introvabili, il valore massimo è di qualche decina di euro. Per questo le monete di Monaco, San Marino, Vaticano e Andorra, che escono in tirature limitate e spesso solo in confezioni, sono le più ricercate.

I valori citati sopra sono stime giornalistiche, non prezzi di vendita verificati: i testi usano formule prudenti come “può arrivare” o “può raggiungere”. Le aste online possono portare a cifre più alte, ma dipendono da chi compra.

Per lo stesso motivo conviene diffidare degli annunci online. Le offerte da 1.500, 2.000 euro o più per un pezzo sfuso sono da guardare con grande cautela: un prezzo richiesto non è un prezzo pagato.

Quanto può valere, allora?

La risposta dipende dalla moneta:

  • Italia, in circolazione: due euro. Con tre milioni di pezzi non c’è rarità.
  • Italia, versioni da collezione: tirature limitate, da poche migliaia (Proof e Reverse Proof) a circa 260.000 (Fior di Conio), con una stima di 3,50 euro per quest’ultimo. Potrebbero rivalutarsi, ma è solo una possibilità.
  • San Marino: 60.000 pezzi in tutto, tra cui 8.000 Proof e Reverse Proof, e già in circolazione. È l’unica delle due con una tiratura da vera moneta ricercata, e quindi può valere più di 2 euro. Potrebbe crescere di valore nel tempo, ma oggi non conosciamo né il prezzo di emissione né quotazioni verificate.
C’è anche un’altra moneta da tenere d’occhio: il Vaticano dovrebbe emettere una moneta dedicata a Papa Leone XIV, ancora da confermare.

Come muoversi se si vuole provare

  • Controllare l’emittente e l’anno: San Marino, Monaco, Vaticano e Andorra sono i primi da guardare.
  • Verificare la tiratura: i casi rari citati vanno da 10.000 a poche centinaia di migliaia di esemplari, mentre le monete italiane per la circolazione si contano in milioni.
  • Non pulire la moneta: è un consiglio di prudenza che i collezionisti danno di solito, per non rovinare la superficie.
  • Conservarla in confezione originale, con il foglietto descrittivo.
  • Diffidare dei prezzi richiesti e cercare i prezzi realmente pagati, magari chiedendo a un negoziante di numismatica.
Ora che la moneta di San Marino è in circolazione, vale la pena guardare il resto con più attenzione: tra le due monete di San Francesco, quella che per tiratura più somiglia ai pezzi inseguiti dai collezionisti è la sammarinese, con il lupo di Gubbio. Se ne capita una tra le mani, conviene tenerla da parte e conservarla in buone condizioni. Quanto valga davvero lo diranno, nei prossimi mesi, i prezzi a cui verrà scambiata, e finché non ci sono quotazioni verificate resta una possibilità e non una certezza.




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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...