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I ricchi e chi conta davvero non porta più orologi e gioielli ma un semplice anello nero

di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Il nuovo status symbol non brilla al polso: è un anello nero, capace di monitorare sonno e salute. Gli smart ring, con Oura in testa, trasformano i dati del corpo in prestigio.

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IDC ha registrato circa 880.000 smart ring venduti nel mondo nel 2023 e ha previsto 1,7 milioni di unità nel 2024, mentre gli smartwatch superavano i 160 milioni. La distanza tra i due mercati resta enorme. Eppure il piccolo anello dotato di sensori sta assumendo un significato che supera la tecnologia: comunica disciplina, attenzione al sonno, controllo dello stress e capacità di organizzare la propria salute.

Il nuovo segnale degli ambienti più agiati non coincide quindi sempre con un cronografo svizzero o con un bracciale vistoso. Può avere la forma di una fascia nera, grigio titanio o color oro, quasi indistinguibile da un gioiello essenziale. Sotto quella superficie discreta, però, lavora un dispositivo che registra dati durante la notte, segue l'attività fisica e ogni mattina restituisce una valutazione della forma del corpo.

Dal lusso visibile all'anello nero

Per decenni l'orologio di lusso ha parlato il linguaggio diretto del potere. Marca, materiali preziosi, complicazioni meccaniche e prezzo erano leggibili a colpo d'occhio. Lo smart ring funziona in modo diverso: il suo valore non sta soltanto in ciò che mostra, ma in quello che promette di fare senza attirare l'attenzione.

Un anello intelligente non comunica per forza ricchezza. Parla piuttosto di efficienza, autocontrollo e cura personale. Chi lo porta può voler sapere se ha recuperato abbastanza, se il riposo è stato interrotto, se il battito notturno è aumentato oppure se una giornata particolarmente intensa richiede una pausa.

La discrezione ha anche un risvolto pratico. Il dispositivo non possiede uno schermo, non vibra per ogni notifica e non obbliga a sollevare il polso davanti agli altri. I dati si leggono nell'applicazione per smartphone, di norma collegata tramite Bluetooth. Il gesto quotidiano cambia: non si controlla l'ora, si apre una pagina con i punteggi relativi a sonno, attività e recupero.

Da qui nasce un paradosso. L'accessorio più sobrio può diventare una forma più sofisticata di status, perché non comunica soltanto quanto si è speso. Suggerisce anche quanto si riesca a ottimizzare il proprio tempo.

Che cosa sono davvero gli smart ring

Gli smart ring sono dispositivi indossabili progettati nella forma di un anello, con i sensori rivolti verso la pelle. I modelli più diffusi utilizzano titanio, rivestimenti ceramici, resine ipoallergeniche e finiture nere o metalliche. Pesano in genere pochi grammi: molto meno di uno smartwatch.

Il funzionamento è quasi sempre passivo. L'anello si indossa giorno e notte, si ricarica ogni pochi giorni e sincronizza i dati con l'app. Per misurare il battito o avviare il monitoraggio del sonno non servono pulsanti. L'anello raccoglie i segnali; il telefono li elabora e li presenta all'utente.

Tra i modelli più noti, le differenze principali riguardano materiali, autonomia, prezzo e gestione delle funzioni software:

Modello

Materiali e autonomia dichiarata

Prezzo indicativo e abbonamento

Oura Ring 4

Titanio interno ed esterno; da 5 a 8 giorni

Da circa 349 euro; 5,99 euro al mese o 69,99 all'anno per le funzioni complete

Samsung Galaxy Ring

Titanio, tre finiture; fino a 6-7 giorni secondo la misura

Circa 399,99 euro; nessun abbonamento obbligatorio

Ultrahuman Ring Air

Titanio con rivestimento al carbonio e resina interna; da 4 a 6 giorni

Circa 349 euro; nessun abbonamento dati obbligatorio

RingConn Gen 2

Lega leggera e sensori per il monitoraggio continuo; 10-12 giorni

Circa 299 euro; nessun abbonamento

RingConn Gen 2 Air

Struttura leggera; autonomia più estesa rispetto ai modelli con ricarica frequente

Circa 199 euro; nessun abbonamento

Si tratta di riferimenti ai listini internazionali. Tasse, promozioni, finiture e mercato di vendita possono modificare il prezzo effettivo. Anche la misura dell'anello influisce spesso sull'autonomia: batterie e componenti interni non sono identici in tutte le taglie.

Perché Oura è diventato un simbolo

Oura ha contribuito a portare l'anello intelligente fuori dalla nicchia dei primi utilizzatori e dentro la cultura del benessere. Il Ring 4 è realizzato interamente in titanio, resiste all'acqua fino a 100 metri e comprende sensori ottici, un sensore di temperatura e un accelerometro.

Nel 2026 il marchio dichiara più di cinque milioni di membri. Il dato riguarda gli utenti collegati all'ecosistema Oura e non coincide necessariamente con il numero di anelli venduti nello stesso periodo. La società ha reso centrale anche il modello dell'abbonamento: l'hardware costituisce soltanto una parte dell'esperienza, mentre le analisi più ampie richiedono l'accesso all'app.

La popolarità tra i personaggi dello spettacolo ha avuto un peso. Gwyneth Paltrow è stata associata a Oura come investitrice e promotrice del mondo wellness costruito attorno a Goop, il gruppo editoriale e commerciale fondato dall'attrice. Jennifer Aniston ha parlato pubblicamente del dispositivo e ha raccontato di esserne diventata molto coinvolta, al punto da perderlo dentro un'insalata durante una cena.

Le immagini di entrambe hanno aggiunto un'altra lettura. Da lontano, l'anello nero o metallico può sembrare un gioiello personale, persino un anello di fidanzamento. La confusione aumenta quando viene portato sull'anulare insieme ad altri anelli. La superficie liscia e l'assenza di pietre, però, fanno riconoscere un oggetto tecnologico più che un gioiello tradizionale.

La notorietà di Paltrow, Aniston e di altri personaggi pubblici ha rafforzato il legame tra vita piena di impegni e monitoraggio del benessere. Il ragionamento è semplice: chi lavora per molte ore, viaggia, gira film, partecipa a eventi o pratica sport ad alto livello può cercare un indicatore sintetico che segnali quando è il momento di recuperare.

I sensori leggono il corpo durante la notte

Il dito offre una posizione favorevole alla rilevazione ottica, perché mantiene un contatto stabile con la pelle. I sensori PPG, cioè fotopletismografici, impiegano luce verde, rossa o infrarossa per stimare il battito e alcune variazioni del flusso sanguigno.

In base al modello, uno smart ring può rilevare o stimare:

  • frequenza cardiaca a riposo e durante alcune attività;
  • variabilità della frequenza cardiaca, spesso indicata con la sigla HRV;
  • temperatura cutanea e variazioni rispetto alla propria media;
  • saturazione periferica dell'ossigeno durante il sonno, nei modelli che offrono questa funzione;
  • movimento, passi, durata dell'attività e periodi di inattività;
  • frequenza respiratoria notturna;
  • fasi e durata del sonno, con stime di sonno leggero, profondo e REM;
  • indicatori sintetici relativi a recupero, stress e preparazione alla giornata.
Non tutti questi valori vengono misurati direttamente. Il sonno, per esempio, è una stima ottenuta combinando movimento, battito, variabilità cardiaca e segnali raccolti durante la notte. Anche il punteggio di recupero nasce da un'elaborazione software, che confronta i dati recenti con la linea di base personale.

È la personalizzazione a distinguere il dispositivo da un semplice contapassi. Un battito a riposo di 55 pulsazioni può essere normale per una persona e insolito per un'altra. L'app guarda quindi soprattutto agli scostamenti dalle abitudini individuali, non a valori standard identici per tutti.

Pressione e influenza: che cosa indicano

La pressione arteriosa è uno degli ambiti in cui occorre maggiore prudenza. Oura presenta funzioni come Nighttime Blood Pressure e Blood Pressure Profile come strumenti per osservare segnali e tendenze della pressione durante la notte, non come sostituti di uno sfigmomanometro. Alcune di queste funzioni sono state introdotte come studio o profilo sperimentale per utenti idonei.

Il Galaxy Ring, invece, non esegue da solo una misurazione completa della pressione arteriosa. Nell'ecosistema Samsung la funzione è collegata soprattutto a dispositivi Galaxy Watch compatibili e richiede procedure di calibrazione. Il ring può contribuire alla valutazione generale del benessere, ma non va descritto come un misuratore di pressione.

Più articolata è la funzione di Oura chiamata Symptom Radar. Il sistema osserva insieme le variazioni della temperatura media, della frequenza respiratoria, del battito a riposo, della variabilità cardiaca e dei periodi di inattività. Uno scostamento significativo può essere compatibile con una fase di stress fisico oppure con i primi segnali di raffreddore e influenza.

La formulazione non è un dettaglio: il produttore parla di segnali compatibili con una malattia respiratoria, non di diagnosi. Un aumento della temperatura può dipendere da una stanza calda, dall'alcol, dall'allenamento, dal ciclo mestruale, dalla gravidanza o da un sonno disturbato. Il dispositivo può segnalare un'anomalia quando la persona sta bene e, al contrario, non mostrare nulla anche in presenza di sintomi.

Il mercato cresce, ma resta piccolo

Le stime IDC disponibili per il 2023 indicavano 880.000 smart ring venduti nel mondo. Oura avrebbe rappresentato circa l'80% del mercato, mentre Ultrahuman si sarebbe collocata al secondo posto con circa il 12%. Per il 2024 la previsione saliva a 1,7 milioni di unità; quella relativa al 2028 raggiungeva 3,2 milioni.

Il confronto con gli smartwatch ridimensiona le dimensioni del fenomeno. Nel 2023 le vendite globali degli orologi intelligenti erano circa 161 milioni. Gli anelli partono da una base molto più bassa e non sembrano destinati a sostituire il display, il GPS, le notifiche o le chiamate di uno smartwatch.

La domanda è sostenuta dall'ingresso di Samsung, dalla disponibilità di più modelli senza abbonamento e dall'interesse per sonno e recupero. Restano però tre ostacoli concreti: prezzi elevati, scelta accurata della misura e utilità meno immediata rispetto a un orologio capace di mostrare messaggi e applicazioni.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...