Una Bugatti Chiron sparisce dalla sede croata e il suo proprietario, dopo un’ora di ritardo, si lancia all’inseguimento in Porsche 911. I dati dell’auto e una sosta in Austria conducono a un finale sorprendente.
Mate Rimac ha inseguito a bordo di una Porsche 911 la Bugatti Chiron che gli era stata rubata dalla sede croata dell’azienda, ma non è riuscito a raggiungerla prima che superasse i confini. Il ceo di Bugatti Rimac ha seguito gli spostamenti della supercar attraverso la telemetria e ha passato gli aggiornamenti alla polizia, che l’ha recuperata in Austria. Il ladro aveva circa un’ora di vantaggio; durante la fuga si è fermato per fare rifornimento ed è ripartito senza pagare.
Le chiavi erano state lasciate nell’abitacolo, una consuetudine nella sede dove colleghi e ingegneri utilizzavano le vetture. I dati di bordo hanno poi permesso di seguirne il percorso in tempo reale. La Chiron è stata recuperata con danni lievi. Dopo l’episodio Rimac ha detto che non intende presentare denuncia e ha annunciato un cambiamento nelle procedure aziendali: le chiavi non resteranno più nelle auto.
Il furto è avvenuto nel complesso di Rimac a Sveta Nedelja, in Croazia, a circa 16 chilometri da Zagabria. La Bugatti Chiron personale di Mate Rimac era parcheggiata nell’area aziendale con le chiavi all’interno. A notare l’uomo al volante è stato un dipendente. Non lo aveva mai visto alla guida di quella vettura e ha avvisato i colleghi.
Lasciare le chiavi nelle auto era diventato normale, ha raccontato Rimac. Nella sede le vetture venivano usate e provate da dipendenti e ingegneri, perciò non era sempre facile sapere chi fosse al volante o dove si trovasse ciascun mezzo. Anche il campus era accessibile al pubblico, sebbene per entrare in alcune zone servisse un pass. In quel caso, la Chiron era rimasta parcheggiata con le chiavi già nell’abitacolo.
L’uomo, un cittadino croato sulla trentina, era entrato nel complesso dicendo di cercare lavoro. Quando ha visto l’auto e le chiavi, è partito senza autorizzazione. Rimac ha ricostruito l’accaduto sui propri canali social: la disponibilità della vettura e delle chiavi ha consentito al conducente di mettersi in viaggio.
Quando i dipendenti hanno avvertito Rimac, la Chiron aveva già lasciato la sede. Il manager ha contattato la polizia e ha chiesto di controllare i dati telematici dell’auto. La direzione indicata era quella della Slovenia. Rimac è salito sulla propria Porsche 911 con il serbatoio pieno e si è messo in strada per cercare di raggiungere il ladro.
La distanza accumulata era considerevole: il conducente della Bugatti aveva circa un’ora di vantaggio. Nel gruppo di messaggistica Rimac ha condiviso le informazioni sull’itinerario, permettendo a colleghi e agenti di seguire gli spostamenti dell’auto. La posizione della Chiron veniva aggiornata attraverso i sistemi di bordo mentre lui cercava di ridurre il distacco al volante della Porsche.
La 911 non è riuscita a fermare la supercar. Rimac sperava che le autorità potessero bloccarla prima del successivo confine, ma la Bugatti è entrata in Slovenia e ha proseguito verso l’Austria. La Porsche gli consentiva di avvicinarsi; intanto la telemetria manteneva visibile la posizione della Chiron anche mentre il conducente guadagnava terreno.
La telemetria restituiva più di un punto sulla mappa. Tra i dati consultabili c’erano la velocità e il livello del carburante, indicazioni che aiutavano a seguire il movimento della vettura e a trasmettere aggiornamenti tempestivi agli agenti. Le informazioni venivano condivise nel gruppo di messaggistica lungo il tragitto, anche dopo che la Chiron aveva lasciato la Croazia.
Per un’auto ad alte prestazioni, conoscere la posizione e il livello del carburante può aiutare a ricostruire l’itinerario e a capire quando il veicolo potrebbe fermarsi. In questo caso gli aggiornamenti hanno accompagnato l’intervento delle forze dell’ordine oltre confine. Un agente austriaco faceva parte del gruppo e poteva ricevere le indicazioni sulla posizione della Chiron.
È stata la polizia austriaca a intercettare e recuperare l’auto. La condivisione dei dati ha permesso agli agenti di seguirne gli spostamenti, mentre Rimac continuava il viaggio in Porsche. La supercar era ormai entrata in un altro Paese e la 911 non l’aveva raggiunta.
Durante la fuga il conducente si è fermato in Austria per fare rifornimento. Per Rimac poteva essere un’occasione per recuperare terreno, ma la sosta è durata poco: secondo il racconto, il ladro ha versato nel serbatoio soltanto una quantità parziale di carburante ed è ripartito senza pagare. La Chiron ha quindi proseguito il viaggio.
Gli aggiornamenti passati nel gruppo hanno consentito agli agenti di seguire l’auto anche dopo la sosta. La polizia austriaca è riuscita a localizzarla e a fermare il sospettato, che è stato arrestato. Rimac ha poi incontrato l’uomo in custodia. Il sospettato avrebbe detto di essere entrato nel campus per cercare un impiego e di aver deciso di prendere la vettura dopo aver notato le chiavi.
Il percorso si è snodato attraverso tre Paesi: la Chiron è partita dalla Croazia, ha attraversato la Slovenia ed è arrivata in Austria. Il tracciamento e la collaborazione con la polizia hanno portato al recupero. La 911 non ha raggiunto il ladro; gli aggiornamenti condivisi hanno aiutato gli agenti a intercettare la vettura.
La Chiron recuperata ha riportato danni lievi ed è riparabile. Il prezzo base del modello è stimato attorno ai 2,7 milioni di dollari, prima di imposte, oneri e personalizzazioni. Il valore finale cambia in base al mercato e alla configurazione dell’auto.
Bugatti Rimac è la società congiunta che gestisce i marchi Bugatti e Rimac; il gruppo fondato da Mate Rimac ne detiene la maggioranza. La vettura rubata era quella personale del dirigente alla guida dell’azienda. Il suo recupero, con danni lievi, ha evitato conseguenze più pesanti per un’auto dal valore eccezionale.
Rimac ha seguito la traiettoria della Chiron e ha cercato di ridurre il distacco, mentre le forze dell’ordine si occupavano dell’intercettazione. La conclusione è arrivata in Austria, quando la polizia ha raggiunto la vettura e fermato il sospettato.
Dopo il recupero Rimac ha dichiarato di non voler sporgere denuncia contro il conducente. Ha ringraziato la polizia austriaca per l’intervento e ha detto che la cosa più importante era che nessuno fosse rimasto ferito. La sua scelta personale non cancella le eventuali conseguenze legali: le autorità croate e austriache possono occuparsi degli aspetti di loro competenza.
Il manager ha raccontato l’episodio con un tono leggero, pur riconoscendo che l’auto era stata rubata e aveva riportato danni. La decisione di non presentare denuncia è stata una scelta personale, presa dopo una fuga oltre confine e il recupero della Chiron in Austria.
Per l’azienda, invece, la risposta è una modifica concreta delle procedure. Rimac ha annunciato che nella sede le chiavi non verranno più lasciate nelle auto, neppure quando i dipendenti e gli ingegneri le usano regolarmente. Le chiavi non resteranno a bordo. La telemetria ha permesso di seguire la vettura attraverso tre Paesi; la misura preventiva scelta dopo il furto è molto più semplice.
La vicenda offre un’indicazione utile anche ai proprietari di auto di valore: un sistema di localizzazione può aiutare la polizia a ricostruire gli spostamenti e organizzare un intervento, ma la prima precauzione resta custodire le chiavi separatamente dal veicolo. Conta anche limitare l’accesso alle aree in cui sono parcheggiati mezzi particolarmente costosi.
In questa occasione le informazioni dell’auto sono state comunicate rapidamente alle autorità attraverso un canale condiviso con colleghi e agenti. La polizia ha gestito l’intercettazione. Segnalazione, tracciamento e coordinamento hanno portato al recupero della Chiron; la Porsche 911 è rimasta una parte spettacolare della vicenda, mentre a fermare il ladro sono stati gli agenti.
La vettura è tornata al proprietario con danni lievi e Rimac ha detto che non presenterà personalmente denuncia. In azienda, da ora, le chiavi non saranno più lasciate nelle auto. La fuga si è svolta tra Croazia, Slovenia e Austria; l’episodio è cominciato con una chiave rimasta nell’abitacolo.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...