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Intervista a Mario, camionista di vecchia data, sui problemi e richieste di chi lavora degli autotrasporti

di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Intervista a Mario, camionista esperto, che racconta i cambiamenti del mestiere, le difficoltà quotidiane, i costi gravosi, la carenza di giovani e le richieste del settore.

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L'autotrasporto in Italia vive oggi una congiuntura di grandi difficoltà, rese esplicite dalle mobilitazioni, scioperi e proteste. Nonostante il settore sia spesso poco visibile al grande pubblico, milioni di famiglie e di imprese dipendono ogni giorno dall'impegno degli autisti che percorrono la rete stradale nazionale. Dietro ogni viaggio si nascondono storie di sacrificio, passione e resilienza.

Per offrire una lettura autentica e approfondita delle problematiche e delle richieste degli autotrasportatori, diamo voce a Mario, camionista con alle spalle decenni di esperienza sulla strada. Attraverso la sua testimonianza, emergono le grandi trasformazioni vissute dal mestiere nel contesto attuale segnato da rincari energetici, nuove normative, crescenti pressioni e cambiamenti sociali.

L'intervista che segue è l'opportunità di entrare nel vissuto di chi affronta ogni giorno i disagi e le sfide di un comparto poco tutelato, ma essenziale per la tenuta logistica del Paese. Dal traffico alle soste, dalla sicurezza economica alla dignità professionale, Mario racconta con lucidità quali sono i nodi cruciali che oggi affliggono chi lavora negli autotrasporti.

Cambiamenti nel mestiere del camionista negli anni

Mario, da quanti anni fai questo lavoro e com'è cambiato il mestiere del camionista rispetto a quando hai iniziato?

Porto avanti questa professione da oltre quarant'anni. Quando ho iniziato, lavorare come camionista significava soprattutto passione, fatica e un senso di avventura. Si partiva per lunghi tragitti senza cellulare, spesso isolati dal mondo, ma c'era un rapporto diretto con colleghi e committenti. Negli ultimi vent'anni ho visto una trasformazione radicale. Oggi i ritmi sono diventati più serrati, controlli più stretti, la tecnologia gestisce percorsi, orari e pause. Sono diminuiti i margini per l'improvvisazione, mentre le responsabilità burocratiche sono aumentate. Le rotte sono più veloci, ma spesso più stressanti. Un tempo, chi guidava un camion era rispettato e considerato parte integrante della filiera produttiva. Ora si percepisce una pressione a tagliare tempi e costi e la dignità professionale è messa in discussione dalle continue sfide economiche e dagli obblighi amministrativi che rischiano di gravare più della stessa fatica fisica”.

Le difficoltà quotidiane dell'autotrasportatore

Quali sono oggi le difficoltà più pesanti che un autotrasportatore deve affrontare ogni giorno, tra tempi di consegna, traffico, costi e burocrazia?

Le difficoltà sono cambiate, ma non certo diminuite. Il traffico e le infrastrutture spesso non sono all'altezza. Bisogna calcolare ogni minuto, perché i tempi di consegna sono diventati ancora più fattore decisivo per il clima di lavoro. Un ingorgo o un incidente possono far saltare tutto. Ogni tratto è ormai segnato da code, lavori in corso, variazioni improvvise che rendono impossibile la programmazione. I rincari del carburante degli ultimi mesi sono una vera emergenza: con il gasolio che supera i 2 euro al litro, il margine tra spesa e guadagno si fa risicato. Le aziende spesso non riescono a riconoscere aumenti adeguati: la burocrazia cresce: prima si portavano due documenti, ora serve conoscere decine di procedure diverse, tra permessi, dichiarazioni digitali, green pass energetici. Un errore può bloccare una consegna. Il rischio di multe e sanzioni per violazioni spesso minime o per colpe non proprie (ad esempio, ritardi dovuti a scarichi o carichi lenti) rimane alto. Tutto ciò genera uno stress continuo. La sensazione diffusa è di lavorare sempre sul filo, con la paura costante di non riuscire a coprire spese e obblighi fiscali nell'incertezza generale”.

Il punto di vista di chi vive la strada ogni giorno

C'è un problema che, secondo te, viene sottovalutato da chi non conosce davvero il mondo dell'autotrasporto?

Molti pensano che siamo solo alla guida, senza capire cosa significhi davvero trascorrere ore da soli, lontano da casa e dalla famiglia. La solitudine può pesare più dei turni e dei chilometri. Inoltre, viene ignorato quanto sia impegnativo gestire l'incertezza economica: ogni tratta può essere un rischio, tra costi imprevisti e pagamenti che spesso arrivano in ritardo. Un altro aspetto poco considerato è la responsabilità sul carico: viaggiamo con merci di valore e dobbiamo garantire sicurezza e tempistiche. Se ci sono furti o danni, spesso siamo i primi a dover rispondere, anche quando le cause sono esterne. Infine, la percezione pubblica rimane distante dalla realtà del nostro sacrificio: per molti siamo solo un ‘ostacolo' in autostrada, dimenticando che senza il nostro lavoro l'Italia si fermerebbe”.

Le spese che pesano: carburante, pedaggi, manutenzione

Dal punto di vista economico, quanto incidono sul lavoro di un camionista voci come carburante, pedaggi, manutenzione e compensi spesso non adeguati?

I costi vivi sono quelli che ‘mangiano' il nostro guadagno. Il carburante oggi è diventato la spesa principale: solo nell'ultimo anno abbiamo visto aumenti di circa il 25%. Poi ci sono i pedaggi autostradali, con tariffe che non tengono conto del reale servizio ricevuto: si paga tanto anche quando si incontrano ritardi a causa dei lavori: per le manutenzioni, ogni piccolo guasto può tradursi in centinaia o migliaia di euro, senza contare che i mezzi più nuovi richiedono attrezzature e ricambi costosi; i compensi sono spesso bloccati da anni, mentre le richieste della committenza aumentano; non sempre si riesce a ribaltare l'aumento dei costi sul cliente: alla fine, il rischio è lavorare in perdita, se si rimane sotto la soglia dei costi tecnici calcolati dal Ministero dei Trasporti. Oggi il margine operativo per alcuni tragitti si è ridotto allo 0,5-1 euro al km, in certi casi anche meno. Tutto questo rende le aziende e gli autonomi sempre più vulnerabili a qualunque imprevisto, con il rischio concreto di chiudere se cambiano le condizioni o arrivano fatture non pagate”.

Aree di sosta, sicurezza e condizioni di viaggio

La questione delle aree di sosta, della sicurezza e delle condizioni di viaggio è spesso al centro delle proteste: qual è la situazione reale vista da chi sta sulla strada tutti i giorni?

Nelle zone più trafficate trovare un'area di sosta sicura è un'impresa. Capita spesso di doversi fermare in spazi non attrezzati, con servizi igienici carenti o inesistenti. Le aree attrezzate sono troppo poche rispetto al fabbisogno, e di notte c'è il problema della sicurezza personale: furti, episodi di violenza e minacce, soprattutto vicino alle grandi arterie e nei pressi dei porti. Sempre più spesso lavoriamo in condizioni di stress anche per queste ragioni. Dormire male, in aree rumorose o a rischio, si traduce in meno attenzione durante la guida e maggiori rischi per tutti. Credo che investire su autogrill idonei, segnalati e protetti dovrebbe essere una priorità condivisa tra Stato e operatori privati. La qualità delle aree di sosta non è ‘un lusso', ma una condizione minima per lavorare in sicurezza”.

Pperché i giovani non scelgono il mestiere del camionista

Oggi si parla molto di mancanza di autisti: perché, secondo te, sempre meno giovani scelgono di fare questo mestiere?

C'è poco ricambio generazionale. I motivi principali sono legati alle condizioni di lavoro: orari lunghi, lontananza da casa, mancanza di certezze economiche e una percezione sociale poco attrattiva. I giovani oggi chiedono una qualità della vita che questo mestiere, almeno in queste condizioni, difficilmente può garantire. La difficoltà di accesso alle licenze, i costi iniziali elevati e una paga che non sempre copre sacrifici e responsabilità rendono difficile trovare nuove leve. Serve una politica di incentivi, formazione tecnica, ma anche un cambiamento culturale che restituisca orgoglio e dignità a chi lavora nei trasporti”.

Cosa serve per cambiare davvero il settore

Se potessi parlare direttamente con istituzioni e aziende del settore, quali sarebbero le tre richieste più urgenti per migliorare davvero il lavoro negli autotrasporti?

Credo ci siano tre priorità su cui non si può più attendere: interventi concreti e rapidi su carburante e compensi: servono meccanismi automatici e trasparenti per adeguare i prezzi agli aumenti delle spese reali, sia attraverso sgravi fiscali che clausole contrattuali obbligatorie; più aree di sosta attrezzate, sicure e diffuse: è essenziale per garantire sicurezza e dignità a chi lavora sulle strade; semplificazione burocratica: ridurre la complessità delle pratiche renderebbe il lavoro più sostenibile, diminuendo errori e rischi di sanzioni. In aggiunta, è importante sostenere politiche di formazione continua e rafforzare l'accesso ai rimborsi per accise e incentivi, così da non lasciare indietro le imprese più piccole”.

Motivazioni, passioni e ciò che vorremmo far capire

Nonostante tutto, cosa ti ha tenuto legato a questo mestiere per tanti anni e che cosa vorresti far capire a chi guarda i camionisti solo dall'esterno?

La passione per la guida e la consapevolezza di essere un ‘ingranaggio' che muove la vita del Paese non mi hanno mai abbandonato. Per noi autisti, ogni consegna è una responsabilità verso milioni di persone. Vorrei che fosse chiaro a tutti quanto sia complesso il nostro lavoro, dal punto di vista tecnico, logistico ed emotivo. Dietro quel mezzo che sorpassate o che trovate in una rotatoria, c'è una persona che sta portando medicine, cibo, materie prime. Chiediamo solo rispetto e comprensione. Se il trasporto si ferma, si ferma tutto. A chi pensa che sia un mestiere ‘superato', dico che la logistica cambia, ma dietro ogni innovazione ci saranno sempre donne e uomini come noi: determinati, silenziosi e pronti ad andare avanti nonostante tutto”.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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