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Le auto nuove non hanno più la ruota di scorta: quale è il motivo e cosa succede se si buca

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Cosa succede se si buca

Sempre più auto nuove rinunciano alla ruota di scorta: una scelta legata a costi, spazio e consumi, che lascia spazio a kit e ruotini. Ma cosa fare se si buca, e quale soluzione è davvero adatta al proprio viaggio?

Una ruota completa di cerchio e pneumatico può pesare circa 15-20 kg e occupare il vano sotto il pianale. Per questo molte auto nuove, al posto della scorta, vengono consegnate con un compressore e un flacone di sigillante. Si riducono così massa, ingombro e costi di produzione, ma una parte della gestione della foratura ricade sul conducente: il kit serve soltanto per alcuni tipi di danno e non può sostituire una ruota in ogni emergenza.

Il bagagliaio, dunque, non contiene la stessa dotazione su tutte le auto. Si può trovare un kit, un ruotino, una ruota di dimensioni normali oppure un treno di pneumatici run-flat; in certi casi la scorta è prevista solo per alcuni allestimenti o come optional. Prima di partire, conviene sapere quale soluzione è presente e che cosa permette di fare. L’idea che le auto moderne siano tutte prive di ruota di scorta, da sola, non basta.

Perché la ruota è stata tolta

Per un costruttore, uno dei vantaggi più immediati è non trasportare per tutta la vita dell’auto il peso della ruota e dei relativi attrezzi. Il gruppo può arrivare a circa 20 kg, mentre un kit di riparazione pesa molto meno. La differenza incide poco sulla massa complessiva della vettura, ma contribuisce a contenere consumi ed emissioni misurate: anche il risparmio di pochi chilogrammi aiuta a rispettare obiettivi di efficienza sempre più severi.

Non bisogna però aspettarsi che togliere la ruota si traduca da solo in un risparmio evidente alla pompa. Il risultato varia in base all’auto, al percorso e allo stile di guida. I dati disponibili non consentono di indicare una percentuale valida per tutti i modelli. Il vantaggio pesa soprattutto nella progettazione e nelle prove di omologazione; non è una promessa di risparmio individuale quantificabile allo stesso modo per ogni conducente.

Anche lo spazio conta. Il vano della ruota può essere usato per i bagagli o per altri componenti, mentre sulle auto ibride ed elettriche il pianale deve già accogliere batterie, cablaggi e sistemi tecnici. Lasciare libero il pozzetto offre ai progettisti più possibilità nella disposizione dell’abitacolo e del vano di carico. C’è poi l’aspetto industriale: eliminare ruota, cric e chiave significa assemblare meno componenti. Il risparmio per il costruttore, però, non comporta necessariamente un prezzo più basso per chi compra l’auto.

Una ruota tradizionale può restare inutilizzata per anni, ma non per questo è esente da controlli. La gomma lasciata nel bagagliaio può perdere pressione e invecchiare. La scelta del kit, quindi, non elimina la manutenzione: sostituisce una dotazione pesante con strumenti o servizi che si ritengono adeguati nella maggior parte delle situazioni.

Che cosa può esserci nel bagagliaio

Kit, ruotino e ruota intera rispondono a necessità diverse. La dotazione cambia secondo marca e modello, ma anche in base a motorizzazione, allestimento e mercato di vendita. Persino due versioni della stessa vettura possono essere equipaggiate in modo diverso, per esempio perché una monta pneumatici run-flat o perché le batterie occupano parte del pianale. L’aspetto dell’auto e il suo nome commerciale non sono indizi sufficienti per capire che cosa si trova a bordo.

Le soluzioni più diffuse hanno limiti distinti:

  • Kit con sigillante e compressore: il compressore si collega alla presa a 12 volt e gonfia il pneumatico; il sigillante, introdotto attraverso la valvola, può chiudere temporaneamente alcune piccole forature del battistrada. Non ripara uno squarcio sul fianco, un danno esteso, un cerchio piegato o una gomma uscita dalla sede.
  • Ruotino di emergenza: più stretto e leggero di una ruota normale, permette di ripartire dopo il montaggio. La velocità e la distanza percorribile sono limitate: fanno fede le indicazioni sul ruotino o nel manuale. Il limite massimo previsto è spesso di 80 km/h, ma va controllato quello specifico del veicolo.
  • Ruota di scorta a grandezza normale: permette di sostituire la gomma danneggiata senza i limiti tipici del ruotino, a condizione che ruota e pneumatico siano compatibili con l’auto. Pesa e ingombra di più; se è diversa da quelle montate, bisogna comunque attenersi alle indicazioni del costruttore.
  • Pneumatici run-flat: i fianchi rinforzati sostengono il veicolo anche dopo una perdita di pressione e consentono di raggiungere un’officina entro una distanza limitata, viaggiando a velocità ridotta. Distanza e velocità ammesse dipendono dal pneumatico e dal modello. Non sono una garanzia in caso di danni gravi.
Il manuale resta il riferimento per i limiti e le procedure. Il kit può risolvere alcune forature, ma non costituisce una riparazione definitiva: dopo averlo usato, occorre far controllare il pneumatico e avvertire il gommista che è stato introdotto il sigillante. Il prodotto può sporcare il sensore di pressione. In base al danno e alle istruzioni del produttore, potrebbe quindi essere necessario sostituire la gomma o alcuni componenti.

Come verificare la dotazione corretta

Prima di mettersi in viaggio, il controllo più affidabile si fa consultando il manuale e guardando nel vano bagagli. Il manuale spiega dove sono gli strumenti, come collegare il compressore e quali limiti rispettare. Per un’auto usata è bene controllare con attenzione: la dotazione può essere stata tolta o sostituita, e kit, sigillante e accessori devono essere presenti e in buone condizioni.

La scadenza del sigillante merita un controllo specifico. Una bomboletta vecchia potrebbe non funzionare quando serve. Verificate anche che il compressore si accenda e che il cavo arrivi alla presa prevista. Se a bordo ci sono una ruota o un ruotino, controllate la pressione e lo stato della gomma, oltre a cric, chiave e compatibilità con le misure ammesse per il veicolo. Un cerchio che entra nel passaruota non è per questo adatto ai freni, al mozzo o alla bulloneria.

Per ricostruire la dotazione prevista all’origine, sono più utili il manuale del modello e la scheda della versione specifica rispetto a una descrizione generica dell’intera gamma. Quando resta un dubbio, concessionario e costruttore possono verificare la configurazione usando i dati del veicolo. Prima dell’acquisto si può chiedere se siano ordinabili un ruotino o una ruota completa, se l’auto abbia un vano dedicato e se aggiungere la scorta riduca lo spazio disponibile per i bagagli.

Foratura: quando il kit non basta

La prima cosa da decidere non è se usare il sigillante, ma dove fermare l’auto. Se si avverte una perdita di pressione o una vibrazione anomala, occorre rallentare senza manovre brusche e, se possibile, raggiungere un punto sicuro, lontano dal traffico. Su una strada veloce non si dovrebbe rimanere accanto alla carreggiata per tentare una riparazione in condizioni rischiose. Prima viene la sicurezza delle persone, poi il recupero del pneumatico.

Una volta fermo, il veicolo va valutato solo se il luogo è sicuro. Il kit è pensato per una piccola perforazione del battistrada, non per uno squarcio sul fianco, uno scoppio o un cerchio danneggiato. Se la gomma è lacerata a vista, molto sgonfia o non rimane nella sua sede, continuare a usare il compressore non risolve il guasto. In queste condizioni è più appropriato chiamare l’assistenza stradale.

Quando il danno sembra compatibile con il kit, bisogna seguire le istruzioni del costruttore per collegare il flacone e gonfiare la gomma. Dopo il trattamento si può proseguire soltanto rispettando i limiti di velocità e di distanza indicati sul kit e nel manuale. Il pneumatico non va considerato riparato in modo permanente. Le specifiche cambiano da un prodotto all’altro, quindi non esiste un unico limite valido per tutte le auto. Se la pressione non sale o torna a calare, bisogna fermarsi e chiedere soccorso.

Nel caso dei run-flat, il sensore di pressione può segnalare la perdita, ma non bisogna comportarsi come se il pneumatico fosse integro. Occorre attenersi alle istruzioni del veicolo, ridurre la velocità e raggiungere un’officina entro la distanza consentita. Se la pressione cala rapidamente o si sospetta un danno strutturale, è preferibile fermarsi in sicurezza e contattare l’assistenza anziché continuare.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...