Non solo rarità da migliaia di euro: alcune 50 lire del 1990 e 1991 e certi 2 euro commemorativi valgono da 9 a 50 euro. Quali sono, quanto è probabile trovarle e perché i cassetti battono i resti.
Ogni volta che si parla di monete rare, i titoli promettono cifre da capogiro. La realtà dei collezionisti è molto più modesta: esiste una fascia di monete che valgono da 3 a 50 euro, non cambiano la vita ma possono ripagare il controllo di un cassetto. La domanda utile per chi legge è quindi un’altra: quali di queste monete è davvero probabile avere in casa? Per rispondere abbiamo messo insieme le quotazioni indicative di alcuni siti specializzati, le tirature dei cataloghi e una simulazione di probabilità, che spieghiamo nei dettagli per non far passare per certezze quelle che sono stime.
Tra le lire, il caso più interessante riguarda le monete da 50 lire a dimensioni ridotte, quelle in acciaio coniate dal 1990 al 1995. Secondo Valtellina Mobile (articolo aggiornato il 28 giugno 2026), la quotazione cambia molto in base all’anno: 15 euro per il 1990, 9 euro per il 1991 e 3 euro per il 1995. Le 100 lire a dimensioni ridotte, sempre secondo la stessa fonte, partono da circa 2 euro per quelle coniate fino al 1992 e arrivano fino a 25 euro per alcune varianti.
Il motivo della differenza tra un anno e l’altro lo mostrano le tirature. Dal catalogo Numista, per la 50 lire emessa dalla zecca di Roma, i numeri per la circolazione sono questi:
Le monete in euro: i 2 euro commemorativi da 15 a 50 euro
Sul fronte dell’euro, la fascia intermedia è fatta di 2 euro commemorativi di piccole emissioni o con difetti, che valgono secondo le stime tra 15 e 50 euro. Dalle guide di Valtellina Mobile (14 luglio 2024) e di Businessonline emergono questi casi:
Per confrontare lire ed euro abbiamo costruito due simulazioni semplici, basate sulle tirature dei cataloghi. Sono modelli con ipotesi dichiarate, non misurazioni.
Il cassetto delle lire. Abbiamo immaginato un cassetto con monete da 50 lire a dimensioni ridotte e abbiamo ipotizzato che ogni anno compaia in proporzione alla tiratura. Con questo criterio il 1990 pesa per l’8,5% delle monete, il 1991 per l’11,3%, il 1993, il più comune, per il 30%. Su un cassetto di 20 monete la probabilità di trovarne almeno una del 1990 è dell’83% e di trovare almeno un 1990 o un 1991 è del 99%. Su 50 monete si sale quasi al 100%. Il valore atteso per ogni moneta, contando solo i tre anni quotati, è di circa 2,76 euro: su 100 monete verrebbero fuori circa 275 euro.
Qui però bisogna essere prudenti. Il risultato è un limite massimo, perché le quotazioni valgono per monete in ottime condizioni, mentre quelle passate di mano in mano valgono molto meno. Se si ipotizza che solo una moneta su dieci sia in buono stato (una nostra ipotesi, non un dato), il valore su 100 monete scende intorno a 27 euro e la probabilità di avere almeno un 1990 in buone condizioni è circa del 57%.
I 2 euro nel resto. Per l’euro il calcolo è molto diverso, perché le tirature sono piccole rispetto a tutte le monete in circolazione. Non abbiamo trovato un dato ufficiale sui 2 euro in circolazione (la Bce parla di oltre 150 miliardi di monete in totale, senza la divisione per taglio), quindi abbiamo ipotizzato uno stock compreso tra 6 e 10 miliardi di pezzi da 2 euro. Con questa ipotesi, la probabilità che un singolo 2 euro scelto a caso sia quello della Spagna 2009 è di circa 1 su 80.000 con uno stock intermedio di 8 miliardi, e per la Slovenia 2007 di circa 1 su 200.000. Su 1.000 monete da 2 euro controllate, la probabilità di trovarne almeno una della Spagna è tra l’1% e l’1,7% e per la Slovenia tra lo 0,4% e lo 0,7%. In pratica, per trovare uno di questi pezzi tra i resti servirebbe controllare decine di migliaia di monete, e per di più sono emissioni di altri Paesi che in Italia circolano ancora meno.
Il risultato è netto: in termini di probabilità, le lire dimenticate valgono la pena di essere controllate molto più dei resti in euro. Le 50 lire del 1990 e del 1991 sono state coniate in decine di milioni di pezzi, mentre i 2 euro “interessanti” in qualche decina di migliaia. Per chi non ha un cassetto di lire, le possibilità di trovare un commemorativo da 20 o 50 euro nel portafoglio sono bassissime.
Va ricordato però un limite: le lire non circolano più dal 2002, quindi si trovano solo dove sono state conservate. Chi non ha mai tenuto monete da parte, o le ha cambiate in banca, probabilmente non ne ha. Mentre il resto in euro, ogni volta che lo si riceve, offre almeno la possibilità di avere una sorpresa, anche se piccola.
Come controllare e cosa evitare
Prima di pensare a una vendita conviene seguire pochi passaggi:
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...