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Quanti debiti ha chi è sovraindebitato, quanto paga ogni mese e fino a che punto regge e cosa può fare quando non riesce più

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

Chi è sovraindebitato gestisce in media 2,5 posizioni debitorie per un totale residuo di quasi 24.000 euro, con un esborso mensile che supera i 550 euro solo per le rate, a cui si aggiunge ora il peso del caro bollette: dati e numeri sulle attuali situazioni debitorie degli italiani.

Il sovraindebitamento non è più un fenomeno marginale che riguarda pochi casi isolati. È una condizione che coinvolge un numero crescente di famiglie italiane, strette tra rate dei prestiti, spese quotidiane e ora anche il rincaro delle bollette energetiche. Ma cosa significa davvero essere sovraindebitati? Quanti debiti ha in media chi si trova in questa situazione, quanto paga ogni mese e, soprattutto, cosa può fare quando il peso diventa insostenibile?

Quanti debiti ha in media chi è sovraindebitato

Secondo i dati dell'Osservatorio Finsight di Bravo, che ha analizzato un campione di 14.400 clienti dal 2021, chi si trova già in una condizione di sovraindebitamento ha in media 2,5 posizioni debitorie attive. Non si tratta quindi, nella maggior parte dei casi, di un singolo prestito rimasto insoluto, ma di un intreccio di finanziamenti, prestiti personali, cessioni del quinto e piccoli debiti che si sommano nel tempo fino a diventare ingestibili.

Il debito complessivo residuo mediano di questi soggetti si attesta a 23.895 euro. Una cifra che, se rapportata al reddito medio di una famiglia italiana, rappresenta un macigno difficile da sostenere soprattutto quando il reddito è discontinuo o insufficiente.

Questo dato va letto in una prospettiva più ampia. L'indebitamento medio delle famiglie italiane è infatti più che raddoppiato in vent'anni: si è passati dai 13.000 euro del 1998 ai 27.000 euro del 2018 (dato che esclude il mutuo sulla prima casa). Un incremento che racconta un cambiamento strutturale nelle abitudini di consumo e di accesso al credito: se un tempo il debito era un'eccezione legata a spese straordinarie, oggi è diventato per molte famiglie uno strumento ordinario per arrivare a fine mese, pagare le utenze o sostenere consumi che il reddito da solo non permetterebbe.

Il risultato è che sempre più nuclei familiari si trovano esposti contemporaneamente su più fronti: finanziamenti per l'auto, prestiti personali, carte revolving, magari una cessione del quinto dello stipendio. E quando le entrate non crescono nella stessa proporzione dei debiti accumulati, il rischio di scivolare nel sovraindebitamento aumenta considerevolmente.

Quanto paga ogni mese chi è sovraindebitato

Il secondo dato chiave riguarda l'impatto mensile di queste posizioni debitorie. Chi è sovraindebitato versa in media oltre 556 euro al mese solo per il rimborso di rate e finanziamenti in corso. A questa cifra vanno naturalmente sommate le spese ordinarie: bollette, spesa alimentare, affitto o rata del mutuo, utenze varie, che assorbono un'ulteriore quota significativa del reddito disponibile.

A complicare ulteriormente il quadro è arrivato, nel corso del 2026, il rincaro delle bollette energetiche. Le stime parlano di un aumento di circa 270 euro tra settembre e dicembre 2026, che porterebbe la spesa energetica complessiva fino a 982 euro nel periodo considerato. L'impennata è dovuta soprattutto al forte rialzo dei costi delle materie prime: il gas è aumentato del 43% e l'elettricità del 27%.

Per una famiglia già impegnata a rimborsare oltre 550 euro al mese di rate, un incremento così marcato della bolletta energetica può fare la differenza tra una gestione finanziaria faticosa ma sostenibile e una situazione di crisi conclamata. Non è raro che sia proprio un evento apparentemente circoscritto, come il rincaro di una singola voce di spesa, a far saltare gli equilibri già fragili di un bilancio familiare al limite.

Fino a che punto può reggere una famiglia: la soglia critica del sovraindebitamento

Esiste una soglia oggettiva, riconosciuta anche a livello normativo, oltre la quale si può parlare di vero e proprio sovraindebitamento. Una famiglia viene considerata sovraindebitata quando il rimborso dei debiti assorbe oltre il 30% del reddito mensile lordo, percentuale che può salire fino al 50% nei casi più gravi.

Facciamo un esempio concreto. Prendiamo una famiglia con un reddito lordo mensile di 2.000 euro. Se le rate dei finanziamenti in corso superano i 600 euro al mese, si supera già la soglia del 30% considerata come limite di sostenibilità. Se le rate arrivano invece a 1.000 euro al mese, la quota assorbita sale al 50% del reddito lordo: una condizione che gli esperti definiscono di sovraindebitamento grave, perché lascia alla famiglia risorse insufficienti per fare fronte alle spese essenziali, come cibo, casa e utenze, senza ricorrere a nuovo debito.

È proprio questo il meccanismo pericoloso del sovraindebitamento: quando le rate assorbono una quota troppo alta del reddito, la famiglia è costretta a coprire le spese correnti con nuovi prestiti o con l'uso di carte di credito revolving, generando un circolo vizioso che aggrava progressivamente la situazione. Ogni nuova rata riduce ulteriormente il margine disponibile, fino a rendere impossibile onorare tutti gli impegni contemporaneamente.

Con il rincaro delle bollette descritto in precedenza, molte famiglie che si trovavano già vicine a questa soglia rischiano di superarla proprio nell'ultimo quadrimestre del 2026, trasformando una situazione di equilibrio precario in una condizione di insolvenza conclamata.

Cosa fare quando non si riesce più a reggere: le procedure di sovraindebitamento

Quando il peso dei debiti diventa insostenibile e il rimborso mensile supera stabilmente la soglia critica, non è detto che l'unica strada sia subire pignoramenti, segnalazioni in banche dati o azioni esecutive da parte dei creditori. L'ordinamento italiano prevede infatti delle procedure di sovraindebitamento, pensate proprio per chi non riesce più a far fronte ai propri impegni ma non rientra nei presupposti del fallimento (oggi liquidazione giudiziale) riservato alle imprese.

Queste procedure, disciplinate dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, permettono di ristrutturare i debiti in modo sostenibile, attraverso strumenti come:

  • il piano del consumatore (oggi definito piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore), che consente a chi ha contratto debiti principalmente per esigenze personali o familiari di proporre ai creditori un piano di rientro sostenibile, calibrato sulle reali possibilità economiche del debitore
  • il concordato minore, riservato a piccoli imprenditori, professionisti e altri soggetti non fallibili, che prevede un accordo con i creditori
  • la liquidazione controllata del sovraindebitato, che porta alla liquidazione del patrimonio disponibile e, al termine del percorso, alla possibile esdebitazione, ovvero la cancellazione dei debiti residui non soddisfatti
Una delle novità più rilevanti, in vigore dal 2026, riguarda l'introduzione della procedura familiare unica: quando più componenti della stessa famiglia sono indebitati insieme, magari perché hanno sottoscritto finanziamenti cointestati o hanno fatto da garanti l'uno per l'altro, oggi è possibile gestire la loro posizione debitoria complessiva attraverso un'unica procedura, invece di dover avviare tanti percorsi separati quanti sono i membri coinvolti.

Questo cambiamento normativo ha un impatto pratico molto concreto: riduce i tempi necessari per arrivare a una soluzione, evitando la duplicazione di fasi processuali per ogni singolo componente della famiglia, e abbatte i costi, sia in termini di spese legali sia di oneri procedurali, che con procedure separate si sarebbero dovuti sostenere più volte. Per famiglie già in difficoltà economica, questa semplificazione rappresenta un vantaggio significativo, perché rende più accessibile un percorso che fino a poco tempo fa poteva risultare complesso e oneroso proprio nei casi in cui il debito coinvolgeva più persone dello stesso nucleo.

I numeri fotografano, dunque, una situazione decisamente chiara: chi è sovraindebitato gestisce in media 2,5 posizioni debitorie per un totale residuo di quasi 24.000 euro, con un esborso mensile che supera i 550 euro solo per le rate, a cui si aggiunge ora il peso del caro bollette. Quando queste spese superano il 30% o il 50% del reddito lordo mensile, la famiglia entra in una zona di rischio che richiede un intervento tempestivo.






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Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...