La guerra in Iran costa alle famiglie italiane fino a 24,6 miliardi di euro entro fine anno, +926€ a nucleo. Non solo energia: il settore più colpito è l'informatica (+58,5%). E il peggio potrebbe arrivare in inverno.
Sei mesi di conflitto in Medio Oriente hanno lasciato un segno concreto sui portafogli degli italiani, e il conto rischia di diventare ancora più salato entro la fine dell'anno Uno studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi, realizzato insieme ad Assoutenti sulla base dei dati ufficiali Istat, ha calcolato per la prima volta l'impatto complessivo della guerra in Iran sui prezzi al dettaglio in Italia, con un risultato che va ben oltre i soli rincari di benzina e bollette
Il dato più impressionante emerso dallo studio riguarda la cifra complessiva che gli italiani rischiano di pagare Se i listini dovessero mantenersi sui livelli attuali fino a dicembre, il costo complessivo del conflitto per le famiglie italiane potrebbe raggiungere entro fine anno i 24,6 miliardi di euro Una cifra calcolata confrontando l'indice generale dei prezzi al dettaglio di febbraio 2026, mese in cui il conflitto è iniziato, con gli ultimi dati disponibili rilevati dall'Istat
Come spiegato da Furio Truzzi, presidente del comitato scientifico del Crc, il conflitto in Medio Oriente ha già prodotto una crescita generalizzata dell'inflazione in Italia, con un'incidenza pari al +2,8% sull'indice dei prezzi al dettaglio "Tradotto in cifre, a parità di consumi si tratta di un aggravio di spesa potenziale da 926 euro annui a famiglia", ha spiegato Truzzi "Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, la stangata per la collettività dei consumatori causata dalla guerra raggiungerebbe a fine anno la ragguardevole cifra di 24,6 miliardi di euro"
Il dato forse più interessante dello studio riguarda proprio quale settore abbia subito i rincari più pesanti in assoluto Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono stati gasolio, gas ed elettricità a registrare gli aumenti maggiori, pur restando da settimane al centro dell'attenzione pubblica e del dibattito politico
Il primato negativo spetta invece ai prodotti informatici In particolare, i supporti di registrazione non registrati, come schede di memoria e chiavette USB, sono aumentati del 58,5% in soli sei mesi Il motivo principale di questi rincari nel settore tecnologico va ricercato nella chiusura dello Stretto di Hormuz, che sta determinando un rallentamento del traffico marittimo internazionale, con ripercussioni dirette su componenti fondamentali come chip, semiconduttori e batterie, elementi essenziali per la produzione di dispositivi elettronici e tecnologici in tutto il mondo
Oltre all'informatica, lo studio segnala rincari significativi anche in altri comparti apparentemente lontani dal conflitto in Medio Oriente, come traghetti e voli aerei, oltre a diversi prodotti legati a frutta e verdura, a testimonianza di quanto le conseguenze economiche di questo conflitto si stiano diffondendo trasversalmente su gran parte dei consumi quotidiani degli italiani
Lo studio del Crc e Assoutenti non è isolato nel delineare un quadro economico preoccupante legato al conflitto Secondo le stime della Cna, la guerra in Iran è già costata all'Italia 11,6 miliardi di euro in soli sei mesi, considerando in particolare le voci relative a carburanti, luce e gas, con le piccole imprese identificate come tra le categorie più colpite in assoluto da questi rincari
Ancora più allarmante la proiezione della Cgia di Mestre, secondo cui nel corso dell'intero 2026 famiglie e imprese italiane rischiano complessivamente 29 miliardi di euro di costi extra, sempre riconducibili a carburanti, luce e gas, a causa della crisi in corso nel Golfo Anche Confindustria ha lanciato un avvertimento simile, sottolineando come la combinazione tra guerra in Iran e inflazione stia già pesando sul Pil italiano, con un accesso al credito sempre più rigido, un'industria in evidente difficoltà e un settore dei servizi che mostra segnali di rallentamento
Il fenomeno, peraltro, non riguarda soltanto l'Italia A conferma della portata internazionale della crisi, nel Regno Unito l'inflazione è salita al 2,9% nel mese di luglio, contro il 2,6% di giugno, spinta in larga parte proprio dal caro energia legato al conflitto e da un aumento del 13% del tetto tariffario energetico britannico noto come Ofgem
Tutti questi dati condividono un elemento comune, particolarmente preoccupante per i prossimi mesi le stime attuali si basano sull'ipotesi che i prezzi restino stabili sui livelli attuali fino alla fine dell'anno Ma diversi segnali suggeriscono che la situazione potrebbe invece peggiorare ulteriormente nelle prossime settimane
Come emerso da altre analisi recenti sul fronte energetico, l'attacco all'oleodotto saudita East West e le crescenti tensioni sullo Stretto di Hormuz stanno già spingendo il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, con il rischio concreto di ulteriori rincari su diesel e benzina nelle prossime settimane Anche sul fronte del gas, gli scenari più negativi elaborati da Intesa Sanpaolo ipotizzano prezzi fino a 140 euro per megawattora nell'ultimo trimestre dell'anno, un livello che, se confermato, andrebbe ad aggiungersi ai rincari già registrati nei primi sei mesi di conflitto documentati dallo studio del Crc
Con l'inverno ormai alle porte e i consumi energetici destinati inevitabilmente a salire, il rischio concreto è che la cifra di 24,6 miliardi di euro calcolata finora rappresenti soltanto una stima al ribasso rispetto a quello che le famiglie italiane potrebbero effettivamente trovarsi a pagare entro la fine dell'anno, qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire senza segnali concreti di una possibile risoluzione diplomatica nelle prossime settimane
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...