Ha trovato tre portafogli per strada, con soldi e carte dentro. Li ha restituiti ogni volta senza pensarci. E così dopo 4 anni, è riuscito a realizzare il suo sogn
"Da quattro anni cerco un lavoro e adesso il lavoro cerca me". Ayham Alibrahem lo dice con un sorriso incontenibile, il mattino in cui mette piede per la prima volta nel reparto ortofrutta dell'ipermercato Emisfero del centro commerciale Palladio di Vicenza. Ha 32 anni, è un rifugiato politico siriano, e quel sorriso nasconde quattro anni di attesa, di lavori saltuari, di corsi di italiano, di sogni rimandati. Ma soprattutto nasconde qualcosa che lui stesso considera normale, quasi banale: tre volte ha trovato portafogli altrui per strada, e tre volte li ha consegnati alle forze dell'ordine senza tenersi nemmeno un centesimo.
È questa normalità, questo senso civico che non si pone neanche la domanda se valga la pena farlo, che ha cambiato la sua vita.
La storia di Ayham comincia lontano da Vicenza, lontano dall'Italia, in una Siria devastata dalla guerra civile e dal regime di Assad. Lascia Damasco, la sua città, e comincia un lungo peregrinare attraverso il Medio Oriente alla ricerca di un futuro che la Siria non riesce più a garantirgli. La rotta più battuta dai rifugiati siriani porta verso la Libia, da dove si tenta la traversata del Mediterraneo.
Nel 2022 Ayham sbarca a Lampedusa. Non sa ancora dove andrà, non conosce quasi nessuno in Italia, non parla la lingua. Ma sa quello che cerca: una vita dignitosa, la possibilità di lavorare, costruire qualcosa. Un sogno che chiama con una parola sola: dignità.
Attraverso il sistema di accoglienza per rifugiati, arriva a Vicenza nel 2023 e si stabilisce ad Anconetta. Comincia il corso di italiano al Bocciodromo del quartiere. Si iscrive al centro per l'impiego per conseguire il patentino per il muletto. Trova qualche lavoro saltuario, uno qui, uno là, nessuno che duri. Ma non si ferma. Ha un fratello in Inghilterra, i genitori ancora in Siria. E ha un obiettivo chiaro in testa.
Nel corso del 2023 e del 2024, mentre costruisce la sua vita in Veneto con i mezzi che ha, Ayham trova in tre occasioni separate dei portafogli smarriti per le strade di Vicenza. Non portafogli vuoti: portafogli con dentro soldi, carte di credito, documenti.
In tutti e tre i casi la dinamica è identica. Trova il portafoglio, lo raccoglie, lo consegna alle forze dell'ordine. Non lo apre per contare i soldi. Non li tiene. Non se li intasca con il ragionamento che chi li ha persi difficilmente li troverà comunque.
Quando qualcuno gli ha chiesto perché lo facesse, la sua risposta è stata quella di una persona che non capisce nemmeno la domanda: «I soldi in quel portafoglio non erano miei. Non avevo nulla, ma li ho riconsegnati». E poi, ancora più semplicemente: «Le considero cose normali».
Non è retorica. Non è strategia. È un modo di stare al mondo che Ayham ha portato con sé da Damasco, attraverso il Mediterraneo, fino alle strade di Vicenza. Un codice etico personale che non prevede eccezioni, neanche quando le eccezioni sarebbero comprensibili a chiunque.
Quella che per Ayham è semplicemente la normalità, per gli altri non lo è affatto. La storia dei tre portafogli restituiti arriva al Giornale di Vicenza, che la pubblica nella primavera del 2026. Il ritratto che ne emerge è quello di un uomo che ha perso tutto fuggendo da una guerra, che vive in condizioni modeste, che lavora a costruirsi un futuro con corsi e patentini, e che nel mezzo di tutto questo trova tre portafogli pieni di soldi altrui e li restituisce ogni volta senza esitazione.
La storia non passa inosservata.
Il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo, Ayham riceve una telefonata. Dall'altro capo del filo c'è Giuseppe Curci, direttore delle risorse umane di Unicomm, il gruppo vicentino della grande distribuzione con sede a Dueville, proprietario di insegne come Emisfero, A&O e Famila. Il gruppo è stato fondato nel 1948 da Antonio Cestaro e oggi è guidato dal patron Marcello Cestaro, che ha letto personalmente la storia sul giornale locale.
Il messaggio è semplice: c'è un posto di lavoro per lui, se lo vuole.
Cestaro racconterà poi in un'intervista il momento in cui ha letto la storia di Ayham: «È una persona simpatica e parla bene l'italiano. Mi ha raccontato le sue vicissitudini, del fratello in Inghilterra e dei genitori in Siria. Mi ha detto che trovava impieghi che duravano poco, che viveva con altri connazionali e, allora, gli ho chiesto se voleva fare una prova con noi.»
La risposta di Ayham è stata sì.
L'assunzione non è un gesto di beneficenza, e Unicomm tiene a sottolinearlo. La comunicazione ufficiale del gruppo è precisa: «L'assunzione di Ayham nasce dalla volontà di valorizzare una persona che, ancora prima delle competenze professionali, ha dimostrato di condividere questi principi. Crediamo infatti che le competenze possano essere sviluppate e consolidate attraverso il lavoro e la formazione, mentre integrità, correttezza e responsabilità rappresentano il fondamento su cui costruire un rapporto di fiducia.»
Il contratto è un tempo determinato di tre mesi con prospettiva di trasformazione a indeterminato dopo il periodo di prova. Il posto è nel reparto ortofrutta dell'ipermercato Emisfero del Palladio, dove il primo giorno Ayham viene accolto dai colleghi e dal direttore del punto vendita, Adriano Zagagnin.
Tra i banchi della frutta, quattro anni dopo Lampedusa, il sogno chiamato dignità ha finalmente un nome e un indirizzo.
Quando i genitori di Ayham, ancora in Siria, vengono informati che il figlio ha firmato il suo primo contratto stabile in Italia, organizzano una piccola celebrazione a Damasco. Un piccolo momento di gioia in una città che la guerra ha segnato profondamente, per un figlio che ce l'ha fatta dall'altra parte del Mediterraneo.
Ayham ha saputo della festa in suo onore mentre stava sistemando la frutta al Palladio. Ha sorriso di quello stesso sorriso incontenibile con cui aveva iniziato la giornata.
La vicenda di Ayham Alibrahem non è solo una bella storia di onestà premiata, anche se lo è anche questo. È la dimostrazione concreta di un principio che nel mondo del lavoro viene spesso citato ma raramente applicato: il carattere, i valori e l'integrità di una persona sono qualità che precedono le competenze tecniche e che spesso valgono più di qualsiasi curriculum.
Unicomm ha scelto Ayham non perché avesse esperienza nel settore della grande distribuzione, ma perché aveva dimostrato, in tre occasioni separate e senza alcun pubblico, di essere il tipo di persona con cui si costruisce un rapporto di fiducia. Le competenze, come ha detto l'azienda, si possono sviluppare. L'integrità è più difficile da insegnare.
Per Ayham, la storia dei tre portafogli restituiti non è mai stata una strategia. Era semplicemente il modo in cui ha sempre funzionato. Quello che cambia, alla fine, è che qualcuno ha avuto la voglia di fermarsi a guardare.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...