Analisi di tre rinomate località Bandiera Blu: Polignano a Mare, Forte dei Marmi e Viareggio. Valutiamo qualità delle acque, servizi, litorali e la reale esperienza sulle spiagge premiate in Italia.
La Bandiera Blu è uno dei marchi più riconoscibili dell'estate italiana. Appare sui cartelli dei comuni, nelle brochure turistiche, nelle campagne social dei lidi. Ma cosa significa davvero, nella pratica, fermarsi in una spiaggia che la espone? L'acqua è davvero più limpida? I servizi sono all'altezza? E la folla, quella folla che d'agosto trasforma anche il paradiso in un problema logistico, come si gestisce?
Siamo andati a verificarlo di persona in tre località premiate per il 2026: Polignano a Mare in Puglia, Forte dei Marmi in Toscana e Viareggio con Torre del Lago Puccini. Tre contesti diversi, tre esperienze diverse, con qualche conferma attesa e qualche sorpresa che non ci aspettavamo.
Prima di raccontare quello che abbiamo trovato, vale la pena spiegare cosa serve per ottenere il riconoscimento, perché non è un premio alla bellezza, e non lo assegna nessun comune in autonomia.
La Bandiera Blu è gestita dalla Foundation for Environmental Education e si basa su oltre 30 criteri verificati annualmente. Il primo e più stringente riguarda la qualità delle acque: per candidarsi, una spiaggia deve aver ottenuto la classificazione eccellente nei quattro anni precedenti, certificata secondo gli standard fissati dalla normativa nazionale ARPA e dalla Direttiva Europea 2006/7/CE. Ma non basta l'acqua pulita. Si valutano anche la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, la presenza di personale qualificato per il salvataggio, l'accessibilità per le persone con disabilità, le iniziative di educazione ambientale e la tutela della biodiversità costiera.
La candidatura parte dalle amministrazioni comunali, che forniscono autocertificazioni e dati documentali. La verifica finale è affidata a una commissione internazionale. Il risultato, almeno sulla carta, è una delle certificazioni ambientali più rigorose nel turismo balneare europeo.
Polignano a Mare è forse la spiaggia italiana più fotografata degli ultimi anni. Le case bianche a picco sul mare, i tuffi dalla scogliera, le calette nascoste tra la roccia: il suo fascino visivo è reale e immediato. Per il 2026 la Bandiera Blu è stata confermata su cinque aree: Cala Paura, San Vito, Cala San Giovanni, Ripagnola-Coco Village e Cala Fetente.
L'acqua, partiamo da qui, è davvero limpida. Le analisi lo confermano e i nostri occhi anche: fondali visibili, colore intenso, assenza di schiume o odori. Cala Paura, la più frequentata dai residenti, mantiene una pulizia costante nonostante il passaggio continuo. Cala Fetente, la più appartata, è quella che si avvicina di più all'idea romantica di spiaggia incontaminata: acque eccellenti, postazioni di salvataggio, materiale informativo sulla flora e fauna costiera.
La sorpresa, in negativo, è la folla. In alta stagione alcune calette sono letteralmente inaccessibili nelle ore centrali della giornata. Cala San Giovanni e San Vito reggono meglio grazie ai lidi organizzati, ma il consiglio che abbiamo ricevuto sul posto da residenti e bagnini è unanime: arrivare prima delle nove o dopo le diciassette. Chi vuole Polignano senza la ressa deve rinunciare alle ore di punta.
Ripagnola e Coco Village riservano invece la sorpresa più positiva: area di recente valorizzazione, sabbia fine alternata a zone rocciose, progetti di educazione ambientale attivi durante tutta la stagione e un'attenzione alla sicurezza e alla flora costiera che non ci aspettavamo di trovare in una zona così poco pubblicizzata rispetto alle calette più famose.
Forte dei Marmi è un caso a parte. Non è una spiaggia per tutti, né vuole esserlo. Gli stabilimenti balneari del litorale versiliese sono tra i più esclusivi d'Italia, con prezzi che riflettono una clientela abituata a standard elevati. La domanda che ci siamo posti arrivando era semplice: la Bandiera Blu qui è una conseguenza naturale di investimenti privati importanti, o c'è qualcosa di più?
La risposta, onestamente, è entrambe le cose. La sabbia è fine e tenuta in modo impeccabile. Gli ombrelloni sono ampiamente distanziati, una rarità che da sola giustifica parte del prezzo. I servizi igienici sono adattati per persone a ridotta mobilità in quasi tutti gli stabilimenti, le passerelle sono solide e ben mantenute, i defibrillatori e i kit di primo soccorso sono presenti e segnalati. La raccolta differenziata è capillare e l'informazione sui comportamenti sostenibili è disponibile in più lingue.
La qualità dell'acqua è alta e certificata, con monitoraggio continuo e sistemi di depurazione delle acque di scarico che tengono il mare in condizioni costantemente buone anche nelle settimane di massimo afflusso.
La sorpresa inaspettata è la spiaggia libera. Meno estesa rispetto alle concessioni private, ma curata con gli stessi standard e accessibile a chi non vuole o non può permettersi uno stabilimento. Un dettaglio che racconta qualcosa di più sul modello di gestione del territorio rispetto a quanto la reputazione elitaria di Forte dei Marmi lascerebbe immaginare.
Viareggio non ha l'iconicità di Polignano né il fascino esclusivo di Forte dei Marmi. È una città balneare popolare, vivace, con stabilimenti storici e una vocazione turistica di massa che risale a decenni fa. Eppure, tra le tre località visitate, è quella che ci ha riservato le sorprese più positive.
Il litorale premiato si divide tra Ponente, Levante e la frazione di Torre del Lago Puccini. Il Ponente è il tratto più attrezzato, con stabilimenti storici, aree gioco per bambini, cartellonistica chiara sulla raccolta differenziata e aree verdi ben mantenute. Il Levante ha una presenza maggiore di spiaggia libera, con accessi facilitati e acque che i dati ARPA classificano costantemente tra le più pulite della costa toscana, un dato che ha sorpreso anche noi.
Torre del Lago Puccini è la scoperta del viaggio. Immersa tra spiaggia, pineta e lago, offre un contesto ambientale che si sente fisicamente: l'aria è diversa, il ritmo è più lento, il rapporto tra natura costruita e natura vera è più equilibrato rispetto agli altri tratti di costa. Durante la stagione si aggiungono gli eventi culturali, tra cui il noto festival lirico estivo, che trasformano la visita in qualcosa che va oltre la spiaggia.
I dati di balneabilità di tutta l'area sono costantemente elevati, senza criticità sanitarie segnalate negli ultimi anni. La gestione del territorio è coerente con i criteri Bandiera Blu, ma quello che colpisce di più è la sensazione di una comunità che ha fatto propri quegli standard, non solo per ottenere un riconoscimento, ma perché riflettono un modo di stare sul proprio territorio.
Tre luoghi diversi, tre modi diversi di interpretare lo stesso riconoscimento. L'acqua limpida c'è, in tutti e tre i casi, e non è una promessa vuota. Ma la Bandiera Blu non garantisce un'esperienza uniforme: garantisce degli standard ambientali minimi che poi ogni territorio declina a modo suo, con le proprie risorse, la propria identità e i propri limiti.
La folla resta il problema irrisolto di Polignano. Il prezzo è l'inevitabile pedaggio di Forte dei Marmi. E Viareggio dimostra che una destinazione popolare e accessibile può essere anche una destinazione di qualità, una combinazione più rara di quanto si pensi.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...