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Tutti dicono che è il benzinaio più ricco al mondo: non c'è nessuna certezza ma sicuramente è il più incredibile

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

A Montecarlo un distributore frequentato da Ferrari, Bugatti e Pagani è diventato il simbolo del lusso su quattro ruote, tra celebrità, prezzi del pieno e dubbi sulla sua presunta ricchezza.

La stazione Esso di Boulevard Charles III 3, a Montecarlo, accoglie Ferrari, Bugatti, Pagani, Lamborghini e Aston Martin durante le soste per il rifornimento. Non è un autosalone e non propone un'esposizione organizzata: sono le vetture di residenti e visitatori a trasformare una normale pompa di benzina in una passerella di lusso. Da qui nasce la definizione, ricorrente, di distributore più ricco del mondo. Una formula suggestiva, ma da riferire soprattutto alle auto che vi transitano, non a un fatturato dimostrato.

Il contrasto con la quotidianità italiana si nota subito. Famiglie, pendolari e imprese seguono le variazioni del prezzo alla pompa; nel Principato di Monaco, invece, il costo del pieno sembra passare in secondo piano rispetto al valore delle vetture in attesa. Una hypercar può valere milioni di euro. Davanti al dispenser, però, ha la stessa esigenza di una normale utilitaria: fare rifornimento.

Il benzinaio più spettacolare di Montecarlo

La stazione Esso di Boulevard Charles III è diventata uno dei luoghi più conosciuti dagli appassionati di car spotting, cioè da chi osserva, fotografa e condivide automobili particolari. La posizione conta. Montecarlo si trova in un'area urbana attraversata da un numero eccezionale di vetture sportive e di lusso, all'interno di un Principato dove si concentrano ricchezza, turismo, residenze di alto profilo e appuntamenti legati al motorsport.

Il distributore non sceglie i clienti in base al prezzo dell'auto e non organizza raduni. La sua notorietà è nata da una circostanza molto favorevole: molti proprietari di modelli esclusivi percorrono le stesse strade e, prima o poi, devono fermarsi a una pompa. Bastano pochi minuti di attesa per assistere a una scena più rara di quella che si vede in molti saloni specializzati.

Per chi segue questo mondo, il marchio sul cofano è soltanto il primo elemento. A Montecarlo possono comparire configurazioni personalizzate, serie limitate, vetture storiche e modelli costruiti in pochissimi esemplari. Il piazzale cambia continuamente. Un rifornimento ordinario può assumere così l'aspetto di un piccolo evento, senza che nessuno lo abbia programmato.

È proprio l'assenza di un calendario a rendere il posto interessante. Non c'è la certezza di trovare una determinata auto, né una selezione preparata per il pubblico. Si arriva, si aspetta e si osserva ciò che entra nel piazzale.

Perché Monaco concentra tante supercar

Il Principato ha una superficie di circa 2 chilometri quadrati e una densità automobilistica fuori dall'ordinario, soprattutto se rapportata alle sue dimensioni. Le stime usate per descrivere il fenomeno parlano di oltre 2.000 auto sportive presenti nell'area, con un rapporto indicativo vicino a 3 vetture ad altissime prestazioni ogni 100 abitanti.

Non si tratta, va precisato, di dati ricavati da un registro ufficiale delle supercar circolanti. Sono stime indirette, legate agli avvistamenti quotidiani pubblicati online. Vanno quindi lette come un ordine di grandezza e non come un censimento. La concentrazione, comunque, resta evidente: in uno spazio molto ristretto si incontrano automobili che in altre città comparirebbero soltanto di tanto in tanto.

La composizione sociale del Principato aiuta a spiegare questa presenza. Montecarlo è associata a residenti facoltosi, collezionisti, atleti e piloti, oltre che a un flusso costante di visitatori. Non tutte le auto appartengono a persone residenti e un avvistamento non prova una presenza stabile. Anche per questo, ogni confronto statistico con altre località richiede cautela.

La mobilità quotidiana aggiunge un altro elemento. Le strade del Principato sono percorse da chi vive lì, da chi soggiorna per periodi più o meno lunghi e da chi arriva in occasione di eventi o appuntamenti sportivi. Una vettura può dunque fermarsi alla stazione Esso una sola volta oppure diventare una presenza ricorrente, senza che dall'esterno sia possibile stabilirlo.

Ferrari, Bugatti e Pagani davanti alle pompe

Nel piazzale possono comparire Ferrari, Lamborghini, Aston Martin, Bugatti e Pagani. Sono marchi collocati in fasce differenti del mercato sportivo, ma accomunati da prestazioni elevate, prezzi spesso molto alti e una forte riconoscibilità visiva. Anche una sosta breve basta a richiamare l'attenzione di chi si trova nei dintorni.

Alle hypercar moderne si affiancano, in alcuni casi, modelli d'epoca e automobili da collezione. Tra gli avvistamenti vengono citate Jaguar del dopoguerra, Mercedes-Benz degli anni Cinquanta e Sessanta e altre vetture storiche. Il distributore interessa quindi sia chi cerca le novità della produzione sportiva sia chi preferisce automobili con un valore storico.

Una giornata può essere dominata dalle supercar contemporanee; un'altra può offrire soprattutto classiche o configurazioni personalizzate. Dipende dagli spostamenti dei proprietari, dall'orario, dal traffico e dagli eventi in programma nel Principato. Nessuna scaletta stabilisce in anticipo cosa apparirà davanti alle pompe.

Questa imprevedibilità è parte del richiamo del luogo. Il piazzale non garantisce un modello specifico e non permette di prenotare un avvistamento. Chi fotografa le auto deve affidarsi al caso, alle informazioni condivise dagli altri appassionati e alla permanenza sul posto.

Sinner, Leclerc e Norris tra gli avvistamenti

La fama della stazione è legata anche alle persone che vivono, soggiornano o si muovono nel Principato. Tra i nomi associati agli avvistamenti figurano Jannik Sinner, Charles Leclerc e Lando Norris, sportivi di primo piano accomunati dalla frequentazione di Montecarlo e dall'interesse per le automobili.

Jannik Sinner è stato visto al volante di una Ferrari 812 Competizione e di una Porsche 911 Carrera 4S. La Ferrari è una berlinetta ad alte prestazioni; la Porsche appartiene invece a una famiglia di sportive utilizzabili anche nella guida quotidiana. Un campione del tennis davanti a una pompa di benzina aumenta la visibilità del luogo, ma non significa che ogni avvistamento sia programmato.

Charles Leclerc, pilota di Formula 1 legato alla Ferrari, è stato associato a diverse vetture della Casa italiana. In alcune occasioni si è parlato anche di una Ferrari Daytona SP3 con colori riconducibili a Monaco e dell'uso di una Vespa per muoversi più rapidamente nel traffico. Sono dettagli che alimentano l'interesse degli appassionati, soprattutto perché mostrano mezzi molto diversi tra loro.

Lando Norris è stato invece collegato ad automobili come la McLaren 765LT Spider, la Lamborghini Miura e la Fiat 500 Jolly. Si tratta di modelli lontani per epoca, impostazione e valore collezionistico: una supercar moderna, una vettura storica di grande rilievo e un'auto compatta divenuta un oggetto ricercato.

Questi riferimenti devono essere letti per quello che sono: avvistamenti riportati pubblicamente. Non costituiscono un elenco ufficiale dei veicoli posseduti o utilizzati dai piloti. La distinzione conta. La notorietà di una persona può amplificare una fotografia, ma non dimostra da sola la proprietà, la frequenza degli spostamenti o la disponibilità permanente di un'auto.

Il prezzo del pieno tra lusso e carovita

Le cifre del rifornimento rendono ancora più netto il confronto con l'Italia. Nel 2026 il prezzo della benzina a Montecarlo viene indicato intorno a 2,03 euro al litro. È un valore che può cambiare con il mercato e con il passare del tempo; non va quindi considerato una tariffa fissa, valida per ogni giornata.

Una Ferrari 812 può avere un serbatoio da circa 92 litri, mentre alcune Bugatti arrivano a circa 100 litri. Moltiplicando la capienza per il prezzo indicativo del carburante, il pieno teorico si avvicina ai 200 euro. Il calcolo non tiene conto della benzina già presente nel serbatoio, di eventuali arrotondamenti o delle differenze tra modelli e versioni:

Vettura o riferimento

Dato indicativo

Spesa teorica

Ferrari 812 Competizione

Serbatoio di circa 92 litri

Circa 187 euro nel 2026

Alcune Bugatti

Serbatoio fino a circa 100 litri

Circa 203 euro nel 2026

Prezzo considerato

Benzina intorno a 2,03 euro al litro

Valore indicativo nel 2026

Per un automobilista comune, una spesa di questo tipo incide direttamente sul bilancio familiare. Chi guida una vettura dal valore molto elevato deve comunque sostenere il costo del carburante, ma il pieno appare marginale se confrontato con il prezzo d'acquisto, la manutenzione, l'assicurazione e la gestione di un modello ad alte prestazioni. Il gesto resta identico: inserire la pompa, attendere e pagare. A cambiare è tutto ciò che lo circonda. In un caso il rifornimento è una voce da controllare; nell'altro, si inserisce in una scena dominata da automobili dal valore eccezionale.

È davvero il benzinaio più ricco del mondo?

La formula funziona bene nei titoli, ma non equivale a una classifica economica certificata. Per stabilire quale sia il distributore più ricco del mondo servirebbero dati confrontabili sul fatturato, sui margini, sui volumi di carburante venduti, sulla clientela e sul periodo di riferimento. Per la stazione di Boulevard Charles III, queste informazioni non sono disponibili nelle fonti considerate.

Dire che il gestore incassa più di ogni altro benzinaio sarebbe quindi un'affermazione priva di dimostrazione. Il primato che emerge riguarda piuttosto la visibilità e la concentrazione di automobili fuori dal comune. Poche altre stazioni sembrano offrire con la stessa frequenza una combinazione di hypercar, modelli storici, personaggi pubblici e osservatori con lo smartphone in mano.

La precisazione non indebolisce la storia. Il distributore non ha bisogno di un bilancio da record per essere un luogo singolare. La sua ricchezza è soprattutto scenografica: davanti alle pompe si incontrano beni di lusso difficili da vedere altrove, in un ambiente dove la normalità quotidiana convive con vetture rarissime. La parola “ricco”, in questo caso, descrive dunque ciò che passa dal piazzale più che ciò che entra nelle casse. È un modo giornalistico per raccontare una concentrazione di automobili e persone, non il risultato di un'indagine sui conti dell'attività.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...