Una Gallardo ripensata da Giorgetto Giugiaro prende forma nella Hommage 26: carbonio e linee rinnovate incontrano il V10 e il cambio manuale. Ma tra versioni, prezzo e pochi esemplari, c’è una sorpresa: non porta il marchio Lamborghini.
Fabrizio Giugiaro e GFG Style hanno presentato il 31 ottobre 2026 a Las Vegas la Hommage 26, una reinterpretazione della Lamborghini Gallardo commissionata da CAVËN Atelier e prevista in 25 esemplari. Il nome richiama l’anno del debutto pubblico e dichiara l’omaggio al modello. Alla base c’è una Gallardo di serie, trasformata con una nuova carrozzeria e interventi meccanici dal designer che contribuì a definirne le forme.
La Hommage conserva l’identità visiva della sportiva e il suo V10, ma introduce una carrozzeria in carbonio e un abitacolo aggiornato. La conversione ha un prezzo indicativo di circa 900.000 euro, a cui va aggiunto il costo della vettura donatrice. Il progetto si rivolge a una cerchia ristretta di collezionisti e si colloca fuori dalla gamma Lamborghini: a firmarlo sono GFG Style e CAVËN Atelier.
La vettura nasce dall’incontro tra GFG Style e CAVËN Atelier. Il primo è lo studio di design fondato da Fabrizio Giugiaro; il secondo ha commissionato il progetto e ne seguirà la realizzazione. La presentazione al Concours at Wynn di Las Vegas ha coinciso con il lancio della Designer Series dell’atelier, un programma che affida ai progettisti originali la rilettura di automobili divenute riconoscibili.
Il nome “Hommage” chiarisce l’intenzione: tornare sulla Gallardo attraverso una reinterpretazione firmata dal suo designer. Il numero 26 rimanda al 2026, anno della presentazione pubblica. Restano le proporzioni generali della coupé di Sant’Agata, mentre cambiano le superfici, i dettagli aerodinamici e l’abitacolo, aggiornati con materiali e tecniche contemporanei.
La formula prevede una conversione su vettura donatrice. Ogni esemplare partirà da una Gallardo già esistente. Il cliente potrà fornire la propria auto oppure chiedere a CAVËN Atelier di reperirne una. Il lavoro consiste nella trasformazione di una vettura di serie e porta la firma del designer coinvolto.
Il ritorno di Giugiaro alla Gallardo ha radici nel progetto originale. Il disegno iniziale risale al 1998, quando Fabrizio Giugiaro lavorava in Italdesign e aveva la responsabilità del progetto stilistico L140, avviato nel 1999 su richiesta di Lamborghini. La casa cercava una sportiva più compatta della Murciélago, da affiancare a quest’ultima nella gamma.
La proposta di Italdesign contribuì a definire il carattere della vettura. Le forme definitive passarono poi al vaglio del Centro Stile Lamborghini, diretto da Luc Donckerwolke, che le rivide e le affinò. La Gallardo fu quindi il risultato di un percorso progettuale a più mani. Con la Hommage 26, Giugiaro riprende la prima idea che aveva tracciato, questa volta senza i vincoli industriali legati allo sviluppo di un’auto destinata alla produzione in serie.
La Gallardo arrivò sul mercato nel 2003 e rimase in produzione fino al 2013. In quel decennio divenne una delle Lamborghini più riconoscibili della sua generazione. La Hommage rilegge quella storia dal punto di vista del designer, attraverso un’iniziativa privata che ha per base un esemplare già costruito.
La silhouette a cuneo e le proporzioni della Gallardo restano il riferimento, ma quasi tutta la carrozzeria è stata ridisegnata. Le superfici in fibra di carbonio hanno linee più tese e scolpite. Tetto, parabrezza e finestrini mantengono il legame con la vettura donatrice; molti pannelli esterni e dettagli, invece, adottano soluzioni nuove. Il risultato è una reinterpretazione che conserva elementi immediatamente riconoscibili della coupé.
Nel frontale riemerge un’intuizione presente nei disegni del 1998: collegare visivamente gruppi ottici e prese d’aria. La soluzione prende forma con fari a scomparsa e una firma luminosa sottile. L’impostazione resta bassa, come quella della Gallardo, ma cambia l’espressione del muso. Anche le aperture laterali sono state riviste e il disegno della carrozzeria elimina alcuni elementi della versione di serie.
Le modifiche più evidenti si concentrano nella parte posteriore. La linea del tetto prosegue idealmente verso la coda, con uno spoiler e due flap aerodinamici attivi. Tra l’abitacolo e il vano motore si trova un lunotto apribile, pensato anche per far arrivare più direttamente nell’abitacolo il rumore del V10. A completare l’esterno ci sono cerchi specifici da 20 pollici.
Anche la cabina è stata aggiornata. La grafica è nuova e i sedili sono stati ridisegnati per intervenire su ergonomia e comfort. La Gallardo rimane riconoscibile, ma l’abitacolo e la carrozzeria si adattano a una personalizzazione profonda, costruita attorno a un esemplare già esistente.
Sotto la carrozzeria trova posto il V10 aspirato da 5,0 litri della Gallardo. Italtecnica, specialista nello sviluppo di propulsori, lo ha rielaborato per portare il regime massimo dichiarato a 8.500 giri al minuto. Sono previste due configurazioni: la GT da 540 CV e la Performance da 560 CV. Entrambe adottano un cambio manuale, scelta che mette al centro il controllo diretto del guidatore.
La Gallardo di serie ha avuto potenze differenti a seconda dell’anno e dell’allestimento, con più configurazioni del V10. Per la Hommage, invece, il progetto definisce due livelli di potenza e una specifica elaborazione del motore. La vettura donatrice sarà trasformata secondo la configurazione scelta dal cliente.
La conversione comprende anche sospensioni aggiornate, regolabili nelle modalità Comfort e Sport, e un impianto frenante potenziato. Il motore aspirato e il cambio manuale mantengono una continuità meccanica con la tradizione della Gallardo; assetto e freni vengono adattati al progetto. La versione GT offre 540 CV, mentre la Performance arriva a 560.
Il lunotto apribile contribuisce all’esperienza nell’abitacolo, lasciando entrare con maggiore immediatezza la voce del V10. Sul piano della guida, il cambio manuale affianca la scelta del motore aspirato e rende centrale l’interazione tra pilota e meccanica. Sono due allestimenti distinti, accomunati dalla stessa impostazione tecnica.
La serie sarà composta da 25 unità numerate. La trasformazione costa indicativamente 900.000 euro, esclusa la Gallardo di partenza. Il cliente può mettere a disposizione la propria vettura oppure affidarne la ricerca a CAVËN Atelier. Il totale può superare il milione di euro una volta aggiunto l’esemplare donatore, senza conteggiare imposte e personalizzazioni.
La cifra indicata riguarda il lavoro di conversione e il carattere esclusivo del progetto. Nel costo complessivo incidono anche le condizioni e la provenienza della Gallardo, oltre alla configurazione richiesta. È dunque l’unione tra vettura di partenza e trasformazione a determinare il valore dell’operazione.
La produzione limitata e l’impiego di una base usata collocano la Hommage nel mercato delle auto su commissione e da collezione. Ogni cliente parte da una Gallardo e la affida al programma di CAVËN Atelier, con GFG Style coinvolta nel progetto di design. La realizzazione non avviene sulla linea produttiva Lamborghini: le 25 vetture saranno conversioni di esemplari già esistenti.
Il legame con Lamborghini passa dalla Gallardo e dal percorso di Giugiaro, ma il progetto contemporaneo è firmato da CAVËN Atelier e GFG Style. La casa di Sant’Agata non firma la presentazione né la produzione della conversione. La base, invece, è una Gallardo già costruita.
Per Giugiaro, il lavoro offre l’occasione di riprendere un disegno del 1998 con strumenti e materiali diversi. Per i collezionisti è una rilettura della sportiva, affidata al designer che contribuì al suo sviluppo. Il nome Lamborghini richiama la vettura donatrice e la storia del modello; la responsabilità della trasformazione appartiene ai realizzatori della Hommage.
La Hommage 26 nasce dunque su misura, con carrozzeria in carbonio, V10 aspirato e cambio manuale. Somiglia alla Gallardo e ne riprende la meccanica, ma il progetto è opera di GFG Style e CAVËN Atelier. Gli esemplari previsti sono 25, ciascuno ricavato da una vettura donatrice.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...