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Zuckerberg compra il castello di Strancally: il suo ambiente cupo tra leggenda, marketing e realtà

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il

Una botola sul fiume, banchetti trappola e conti di Desmond: la leggenda che circonda il castello comprato da Zuckerberg per 51 milioni. Le versioni del racconto e perché non esistono prove storiche

Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla Chan hanno comprato Strancally Castle, una grande dimora neogotica nella contea irlandese di Waterford, e la notizia ha fatto il giro del mondo per due motivi: la cifra e la storia. Il Registro dei prezzi immobiliari irlandese ha pubblicato il valore dell'acquisto, concluso il 17 agosto 2026: 51.171.155 euro, quasi il doppio di quanto stimavano le fonti del mercato (tra i 20 e i 35 milioni). Il prezzo comprende la casa principale e fino a un acro di terreno, e secondo l'Irish Times la famiglia userà la tenuta quando seguirà gli affari di Meta nel Paese, dove il gruppo ha la sede internazionale. Ma c'è anche una storia molto più antica, che attira i curiosi: una leggenda cupa che parla di banchetti, trappole e di un fiume che "non diceva nulla".

Va chiarito subito un punto, perché è spesso fonte di confusione. Il castello comprato da Zuckerberg non è la fortezza medievale a cui si lega la leggenda. Si tratta di un edificio dell'Ottocento, costruito tra il 1827 e il 1830 per l'ex parlamentare John Keily, su progetto dei fratelli James e George Richard Pain, con tre piani di pietra scolpita, circa 11 camere da letto e una tenuta di 178 ettari (440 acri) sul fiume Blackwater. I resti della fortezza originale si trovano invece più a valle, a qualche chilometro di distanza: le fonti parlano di circa 2 miglia, o di 4,5 chilometri, a seconda del calcolo. Il castello di Zuckerberg ne ha ereditato il nome, il paesaggio e, nell'immaginario collettivo, anche il lato oscuro.

La leggenda della "murder hole": il tranello del banchetto

Il racconto più noto è quello della "murder hole", la "buca dell'omicidio". Secondo la tradizione locale, nella fortezza originale c'era una botola segreta che dava su una grotta allagata vicino al fiume. In una delle versioni, il castello era occupato da spagnoli, che invitavano i proprietari terrieri dei dintorni a un banchetto per poi farli precipitare nel vuoto attraverso la botola. Quando la voce si sparse, gli spagnoli furono messi in fuga e il castello venne distrutto.

Versioni più antiche attribuiscono lo stesso stratagemma ai FitzGerald, conti di Desmond, la potente famiglia che nel medioevo dominava la zona e che secondo il racconto si sbarazzava in questo modo dei rivali di cui desiderava le terre. Una descrizione dei luoghi parla di un buco scavato nella roccia, "come una saracinesca", attraverso cui i corpi dei commensali venivano gettati nel fiume sottostante. Nel Settecento lo scrittore antiquario Francis Grose descriveva il castello originale come "costruito su una roccia direttamente sopra il fiume", e nell'Ottocento lo scrittore inglese William Howitt riportò il racconto delle vittime legate mani e piedi e calate nella buca, con il fiume che trascinava via le loro grida. Lo stesso Howitt, però, si mostrò scettico, e considerò la storia una leggenda locale.

Cosa è vero e cosa è soltanto leggenda

Come spesso accade con le storie di castelli, bisogna distinguere i piani. Quello che è documentato è che un castello esisteva già nel medioevo, in un punto strategico sul Blackwater, e che i Normanni vi piantarono una fortezza già alla fine del dodicesimo secolo; alcune fonti la attribuiscono a Raymond le Gros. Nei secoli successivi la zona fu controllata dai Desmond, e il castello originale, oggi in rovina, fu danneggiato e abbandonato dopo le ribellioni del Cinquecento: una versione parla di un danno provocato con la polvere da sparo. Quello che non è provato è l'episodio della botola e delle vittime: non esistono fonti storiche solide che lo confermino, e gli stessi autori che lo riportano lo presentano come tradizione locale.

Questo non toglie fascino alla storia. Anzi, la forza della leggenda sta proprio nella sua ambiguità: un luogo bellissimo, un fiume veloce, una grotta sotto la roccia e un racconto che ha attraversato i secoli senza mai essere smentito del tutto. Per i media che hanno raccontato l'acquisto di Zuckerberg, era l'ingrediente perfetto: diverse testate hanno parlato di "macabra leggenda", e le fonti storiche la presentano come una tradizione locale e non come un fatto documentato. La dimora attuale, restaurata per oltre vent'anni dai precedenti proprietari, Michael e Giancarla Alen Buckley, che l'hanno lasciata dopo 25 anni dicendo di aver avuto l'occasione di "salvarla e restaurarla", è tutt'altra cosa: una country house neogotica del secolo diciannovesimo, con un parco concepito perché l'architettura si riveli piano piano tra la vegetazione, una torre ornamentale e una banchina sul fiume. Per capire perché il posto abbia fatto nascere storie, conviene guardare la mappa. Strancally si trova sul fiume Blackwater, vicino a Tallow, nella contea di Waterford, e a poca distanza da Youghal, nella contea di Cork. La zona, ricca di torri e dimore storiche, è chiamata a volte il "Reno del Nord" per la quantità di castelli lungo le rive: più di venti tra tower house, fortezze e case georgiane. Secondo Wikipedia, il castello ottocentesco fu venduto nel 1856 insieme a un'estate molto più grande di quella di oggi, circa 5.000 acri.

Perché la storia fa discutere, tra mistero e marketing

Nel complesso, la notizia mescola tre ingredienti che funzionano molto bene: un miliardario, un prezzo record e un'ombra di mistero. Secondo Forbes, Zuckerberg ha un patrimonio stimato in 248,7 miliardi di dollari, e la cifra pagata per Strancally, da record per un'abitazione singola in Irlanda quest'anno, non è un problema per lui. Il prezzo ha fatto discutere perché è sembrato alto rispetto alle stime. La descrizione diffusa insieme alla notizia dice che dalla sala alla cucina, in casa, si impiegano quattro minuti e mezzo: un dettaglio curioso, che dà l'idea dell'estensione degli interni, ma di cui non esiste una fonte tecnica verificabile.

Rimane da capire che cosa ne farà la famiglia. Le informazioni disponibili parlano di una base per i soggiorni in Irlanda, dove Meta ha il suo quartier generale internazionale, ma non ci sono dettagli su lavori, uso o aperture al pubblico. Per i lettori la storia può essere letta in due modi: come una curiosità di cronaca immobiliare, oppure come un esempio di come una leggenda possa diventare parte del valore percepito di un luogo. In entrambi i casi, vale la pena ricordare la distinzione di fondo: la leggenda appartiene al vecchio castello, il castello di Zuckerberg è una dimora ottocentesca, e ciò che si racconta della botola sul fiume resta, per ora, soltanto una storia.




Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...