I certificati ambientali, cosa sono e a cosa servono

I certificati ambientali hanno lo scopo di indirizzare le aziende verso un comportamento più responsabile e promuovere sempre più interventi a tutela dell'ambiente

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I certificati ambientali hanno lo scopo di indirizzare le aziende verso un comportamento più responsabile e promuovere sempre più interventi a tutela dell’ambiente tramite la riduzione delle emissioni atmosferiche e l’incremento nell’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

Quanti tipi di certificati esistono?

Certificati bianchi

Noti anche con il nome ufficiale di Titoli di Efficienza Energetica (TEE), sono stati introdotti in Italia nel 2004 per incentivare interventi volti a razionalizzare l’uso dell’energia nel Paese. I TEE sono veri e propri titoli negoziabili, che attestano l’effettivo risparmio energetico prodotto da interventi di efficientamento realizzati non solo nel settore industriale, ma anche in quello civile o delle reti e dei servizi, nei trasporti o attraverso misure comportamentali. Il meccanismo premia gli interventi di efficienza virtuosi, che superano gli standard di riferimento del mercato, mentre non vi sono ammessi gli interventi di efficientamento che vengono realizzati per un mero adeguamento a vincoli normativi.

Il sistema si basa sull’obbligo, imposto ai grandi distributori di energia elettrica e gas naturale, di raggiungere determinati obiettivi annui espressi in risparmi di energia: l’adempimento a tale obbligo può avvenire attraverso la realizzazione diretta di interventi di efficientamento energetico oppure tramite l’acquisto di TEE generati da altri soggetti ammessi al meccanismo. Oltre ai distributori di energia, possono infatti partecipare al meccanismo anche soggetti volontari (es. le società di servizi energetici o quelle che abbiano nominato un esperto in gestione dell’energia certificato), che liberamente scelgono di realizzare interventi di efficientamento e che acquisiscono il diritto a ricevere la corrispondente quantità di certificati bianchi e a venderli sul mercato.

I certificati bianchi vengono emessi dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) sulla base delle certificazioni dei risparmi conseguiti, effettuate dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Il loro mercato di riferimento è la Borsa dei TEE gestita dal GME.

Certificati neri (quote di emissione ETS)

Nati con lo scopo di ridurre le emissioni di biossido di carbonio e altri gas serra, sono stati introdotti dalla Direttiva europea 2003/87/CE come misura di attuazione degli obiettivi strategici stabiliti dal protocollo di Kyoto nel 1997. Il meccanismo messo a punto dall’Unione Europea, che prende il nome di Emissions Trading System (ETS), è operativo dal 2005 e si configura come un vero e proprio sistema di scambio, concepito per ridurre in maniera economicamente efficiente le emissioni di gas a effetto serra. Sono assoggettati al meccanismo ETS i grandi impianti dei settori energetico e manifatturiero, nonché le compagnie aree, che per poter operare devono dotarsi di un apposito permesso per l’emissione di gas serra. Per ciascun impianto o compagnia aerea soggetta al meccanismo ETS è stabilito il quantitativo massimo di emissioni consentite di gas effetto serra, che viene progressivamente ridotto nel tempo. Gli operatori sono tenuti ad aggiudicarsi annualmente le quote di emissione allocate a titolo oneroso o gratuito. Le prime vengono vendute attraverso aste pubbliche a cui partecipano soggetti accreditati che acquistano principalmente per compensare le proprie emissioni. Le seconde vengono assegnate gratuitamente agli operatori a rischio delocalizzazione delle produzioni nei Paesi con standard ambientali meno stringenti rispetto a quelli europei. La direttiva ETS impone che almeno il 50% dei proventi sia investito per ambiente ed energia. Fra il 2013 e il 2019 il 78% dei proventi è stato investito dagli Stati Membri con questo scopo. Ogni anno, a pena di pesanti sanzioni, ciascun impianto deve restituire le quote corrispondenti alle proprie emissioni effettive: i virtuosi, che avranno prodotto meno gas effetto serra rispetto a quanto loro consentito, potranno conservare le quote per uso futuro oppure venderle sul mercato a coloro che invece avranno prodotto emissioni in eccesso. In Italia rientrano nel sistema ETS circa 1.100 impianti fissi e 30 operatori aerei. Il quantitativo totale di quote disponibili per gli operatori diminuisce nel tempo imponendo una conseguente riduzione di gas serra nei settori ETS. Nel 2030 il meccanismo garantirà un calo del 43% rispetto al 2005.

Garanzie d’Origine

È una certificazione elettronica che attesta l’origine rinnovabile delle fonti di energia utilizzate dagli impianti, da marzo 2013 sostituiscono i Certificati CO-FER Le GO sono lo strumento utilizzato nel mercato energetico dell’Unione Europea.

Maggiori informazioni sulle Garanzie di Origine qui.

Certificati RECS

Sono titoli che attestano la produzione di energia da fonti rinnovabili secondo gli standard internazionali AIB (Association of Issuing Bodies). Assimilabili alle GO sono lo strumento utilizzato negli Stati Uniti e in Canada. Certificano la produzione di energia da fonti rinnovabili e sono supportate da diverse autorità governative e non.