Produrre carburante, oltre 900 litri dai rifiuti. E come pagare meno rifornimento subito ora

Negli ultimi cinquanta anni il fabbisogno energetico è cresciuto venti volte e ogni anno nel mondo si consuma l’equivalente di 900 Empire State Building di energia. Correre ai ripari è un obbligo

Produrre carburante, oltre 900 litri dai

Come produrre carburante dalla plastica. Una sfida che sta per essere vinta


Vi sono differenti sistemi per pagare il rifornimento dell'auto, il carburante già ora, subito adesso per tutti. Ma in arrivo sta finalmente diventando attivo il sistema dei rifiuti che se se riuscisse a imporsi sarebbe davvero rivoluzionario.

 

La tecnologia fa miracoli, a volte. Come quello di utilizzare la plastica, vero nemico dell’ambiente vista la difficoltà a smaltirla in maniera corretta ed efficace, come carburante per i motori. Un vantaggio in termini ambientali doppio. per prima cosa infatti sarà possibile praticamente eliminare in questo modo tutta la plastica in eccesso che sta devastando il pianeta. E poi perché si riuscirebbe a dare una risposta concreta ed efficace al bisogno famelico di energia che non accenna ad arrestarsi nonostante i vari appelli a una gestione più equilibrata.

Negli ultimi cinquanta anni il fabbisogno è cresciuto infatti di venti volte e ogni anno nel mondo si consumano l’equivalente di 900 Empire State Building pieni pieni di carburante. La notizia è che invece, in tempi relativamente brevi (il prossimo anno secondo quanto dichiarato da Luca Dal Fabbro, amministratore delegato di Grt Group) in Italia verranno costruiti impianti a zero emissioni dirette e grandi come campi da tennis nei quali entreranno le bottiglie e i sacchetti di plastica. E ogni tonnellata di rifiuti di plastica si trasformerà in 900 litri di carburante simile al cherosene.

Una tonnellata di rifiuti diventa 900 litri di carburante

Come sia possibile che una tonnellata di rifiuti si trasformi in 900 litri di carburante è presto detto. Si chiama pirolisi, ovvero il processo che determina la rottura delle catene molecolari che rendono la plastica rigida. Un processo che avviene senza alcuna combustione e quindi per nulla dannoso per l’ambiente che anzi ne trae un doppio vantaggio. Questa operazione  è stata di recente resa possibile grazie alla tecnologia che oggi è in grado di supportarne lo svolgimento. Stando a quanto previsto dalla Grt ogni impianto sarà in grado di fornire combustibile al costo di venticinque dollari al barile equivalente, meno della metà del prezzo del barile di petrolio.

Ma mentre il petrolio, una volta estratto, deve essere trasportato e raffinato, aggiungendo costi economici e ambientali, la plastica viene prelevata in un raggio di poco più di un centinaio di chilometri dall’impianto: in questo modo si abbatte il settanta per cento del totale delle emissioni di anidride carbonica necessarie alla produzione di energia. Inoltre i pannelli solari che copriranno la struttura migliorano ulteriormente le perfomance energetiche.

Dalla plastica ai motori gli impianti

L’operazione che consente di trasformare la plastica in carburante in grado di alimentare i motori sarà effettuata quindi in specifici stabilimenti. Ognuno dei quali consente di mettere al sicuro, evitando che finisca nel Mediterraneo, l’equivalente di un camion pieno di plastica al giorno. Questo significa che quattro impianti da cinquemila tonnellate ciascuno sono in grado di abbattere le emissioni di anidride carbonica prodotte da circa seimila persone residenti in Italia. Insomma un risultato niente male.

Anche perché i benefici si proiettano anche su altri aspetti come quello, non certo secondario che riguarda le discariche. Calcolando che in Italia si raccolgono senza troppe difficoltà centocinquanta mila tonnellate di plastica l’anno circa, secondo le proiezioni e i calcoli effettuati si potrebbe realizzare rapidamente un centinaio di impianti di questo tipo. E la materia prima non mancherà affatto come svela anche il rapporto The New Plastics Economy della MacArthur Foundation. Basti pensare che il 32 per cento del packaging in plastica finisce disperso nell'ambiente, il 14 viene bruciato negli impianti di incenerimento con termovalorizzazione e il 40 per cento va in discarica. Solo il 14 per cento viene recuperato e appena l’8 per cento è davvero riciclato. Insomma c’è una prateria da percorrere.

Come risparmiare subito

Ma il vero risparmio subito lo si può ottenere in vari modi dal metano e dal Gpl che abbiamo messo a confronto in un lungo articolo anche con le auto ibride disponibili da subito sul mercato e che fanno davvero risparmiare, e poi dal nuovissimo biometano che con una sola norma che manca all'approvazione permetterà di avere tutte le auto a metano (senza nessun cambio di motore o installazione di apparati) funzionanti con il biometano una rivoluzione eccezionale e che già numerose case stanno adottando come la Fiat o la Volkswagen

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