Applicazione su cellulare per coronavirus per tracciare spostamenti in arrivo in Italia dal Governo

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Applicazione su cellulare per coronaviru

Coronavirus, applicazione su cellulare per bloccare contagio

Fino a che punto è giusto cedere i propri dati per garantire la salute? Ecco come le app e le nuove tecnologie sono utili in tempo di coronavirus.

Le nuove tecnologie possono aiutare a contenere il contagio del coronavirus? La risposta è affermativa e ci sono tanti modi in cui può rivelarsi preziosa.

A rendersene conto è anche il governo che, attraverso i Ministeri di Salute e per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione e l'Istituto superiore di sanità, ha ufficialmente avviato le procedure per la ricerca dell'app più utile.

Il percorso dura tre giorni e ha l'obiettivo dichiarato di trovare le migliori soluzioni digitali disponibili sul mercato per app di telemedicina e strumenti di analisi dati per coordinare a livello nazionale l'analisi, l'adozione, lo sviluppo e l'utilizzo di queste soluzioni e tecnologie per il monitoraggio e contrasto alla diffusione del coronavirus.

E poi ci si domanda quale sia il ruolo degli operatori mobili nel tracciare i contatti e l'utilizzo di app per gestire gli spostamenti in sicurezza.

Si tratta di una questione per nulla banale e scontata: fino a che punto è giusto cedere i propri dati per garantire la salute? Approfondiamo in questo articolo tutte queste delicate questioni e in particolare vediamo

  • Coronavirus, applicazione su cellulare per bloccare il contagio
  • Richiesta ufficiale del governo per la nuova app

Coronavirus, applicazione su cellulare per bloccare il contagio

Sono in particolare due i campi di attenzione da parte del governo. Da una parte le app e soluzioni tecniche di teleassistenza per pazienti domestici, sia per patologie legate a coronavirus, sia per altre patologie, anche di carattere cronico.

Dall'altra le tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l'alerting e il controllo tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone e dell'evoluzione dell'epidemia sul territorio.

Nel primo caso rientrano app e chatbot per l'automonitoraggio delle condizioni di salute. Nel secondo gli strumenti di analisi di big data, tecnologie hardware e software utili per la gestione dell'emergenza sanitaria.

Di ogni contagiato sarà possibile tracciare ogni spostamento, densità per area e chi era in prossimità.

Fino al 26 marzo possono partecipare a quelle che sono vere e proprie call, pubbliche amministrazioni, enti e organizzazioni pubbliche e private, aziende che sviluppano soluzioni tecnologiche.

Insomma, sia soggetti pubblici e sia privati sono invitati a compilare il form sul sito del Ministero per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

Richiesta ufficiale del governo per la nuova app

La richiesta del governo è ufficiale ed è stata attivata oggi 24 marzo 2020 con la promessa che il trattamento dei dati ai fine della privacy sarà oggetto di una speciale attenzione.

Durante un'epidemia, come nel caso del coronavirus, un'app può rivelarsi preziosa per individuare la posizione rispetto alle persone contagiate e per la localizzazione in tempo reale dei sintomatici non testati.

Ma anche per ricostruire i 15 giorni precedenti dei contagiati e dei loro contatti e per assicurarsi che chi è in quarantena non si muova.

Grazie alle app debitamente sviluppate, le aziende possono comunicare alle autorità i lavoratori essenziali ed è possibile distribuire il flusso nei supermercati e a bordo dei mezzi di trasporto.

Viene in mente l'esempio della Corea del Sud che ha tracciato gli spostamenti dei cittadini con i dati forniti dalle compagnie telefoniche.

Ma anche che ha distribuito milioni di App Corona100m che visualizzano, in modo anonimo, gli spostamenti dei soggetti contagiati, e dei loro contatti, così da informare la popolazione su aree a rischio.