DVB-T2 e 5G, tecnologie del futuro vicino. Presto si dovrà ancora cambiare tv per legge

La bocciatura potrà rallentare un iter che dovrà obbligatoriamente giungere a conclusione. Con questa mossa il Governo vuole impostare un percorso meno rapido rispetto a quanto stabilito l'anno scorso

DVB-T2 e 5G, tecnologie del futuro vicin

Il nuovo sistema delle frequenze ha subito uno stop. Ecco di cosa si tratta


Il governo, in un comunicato emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha in pratica bocciato il DVB-T2, ovvero il nuovo sistema delle frequenze che doveva entrare in vigore nel 2019- 2020, ma ormai la strada è quella e presto dovremo cambiare tv o comprare un nuovo decoder.

La bocciatura era nell’aria e quindi il pronunciamento del Comitato interministeriale per la Banda Ultra Larga è sembrato solo una conferma di una notizia che circolava da tempo. Questa decisione però non vanifica i passi in avanti che pure ci saranno. Il Governo infatti ha mandato definitivamente in soffitta il vecchio standard di trasmissione MPEG 2 orientandosi definitivamente sul più moderno MPEG4, così come anche la Ue ha richiesto.

DVB-T2 bocciato dal governo

La scelta era stata dettata dalla consapevolezza di dover liberare al più presto le frequenze per la nascita del 5G. Il passaggio alla tecnologia DVB-T2 avrebbe dovuto rappresentare la maniera più semplice per ottenere un più efficiente utilizzo delle frequenze rimaste, ma la bocciatura da parte del Ministro ha evidentemente dimostrato il contrario. La bocciatura però potrà solo rallentare un iter che dovrà obbligatoriamente giungere a conclusione.

Con questa mossa il Governo ha deciso d’impostare un percorso meno rapido rispetto a quanto stabilito lo scorso anno, quasi seguendo le allora parole del dirigente della televisione pubblica Morello. Fu proprio lui a commentare che un passaggio repentino al DVB-T2 nel 2022 sarebbe stato praticamente troppo rischioso consigliando di raggiungere l’obiettivo attraverso un percorso step by step.

La prima tappa dovrebbe essere il passaggio verso lo standard MPEG4/H.264 restando in DVB-T. Il comunicato diramato dal Ministero di Luigi Di Maio, è stata l’occasione anche per istituire il tavolo “TV 4.0” che coinvolge anche l’Agcom e i principali operatori del settore televisivo. L’incontro tecnico servirà a decidere quale può essere l’attuazione migliore del passaggio dalla banda 700Mhz al 5G.

Dunque, in ogni modo, si dovrà cambiare la tv, o almeno inizialmente munirsi di un nuovo decoder. Certo i tempi saranno meno veloci, ma si dovrà fare. Vedremo se ci saranno incentivi.

Per quanto riguarda il 5G, da Settembre si ritornerà a definire gli ultimi parametri per le aste e poi si lancerà la gara, in cui il Governo spero di poter riscuotere 2 miliardi circa.