Elon Musk lancia i primi 60 satelliti per internet ultraveloce con copertura mondiale

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Elon Musk lancia i primi 60 satelliti pe

60 satelliti in orbita per Internet ultraveloce

Primo passo verso il completamento di Starlink, la costellazione satellitare che trasmetterà via Internet ad alta velocità dalla Terra dallo spazio.

Adesso sappiamo che è tutto vero perché il CEO di SpaceX Elon Musk ha pubblicato la prima foto ufficiale del progetto Starlink. Come di consueto, ha utilizzato Twitter come strumento di comunicazione e ha mostrato i 60 satelliti che il 15 maggio lancerà in orbita con il razzo Falcon 9. Conosciuto internamente come Starlink v0.9, questa missione non sarà il primo lancio di satelliti operativi, ma sarà la prima missione SpaceX interna con una operazione dedicata.

Il carico sarà il più pesante ancora per SpaceX, come primo passo di un percorso ben più lungo che punta alla realizzazione della megacostellazione Starlink composta da circa 12.000 satelliti. L'obiettivo? Fornire la connettività Internet ultraveloce con copertura mondiale.

60 satelliti in orbita per Internet ultraveloce

La rete Starlink completa consisterebbe di 11.943 satelliti che volano vicino al pianeta, più vicini della Stazione Spaziale Internazionale, in quella che è conosciuta come orbita bassa della Terra. In realtà si sa poco del sistema SpaceX Starlink: negli ultimi mesi, i documenti depositati da SpaceX alla Federal Communications Commission hanno dato un'idea dei piani dell'azienda. La prima parte della rete opererà in una orbita terrestre molto bassa. SpaceX ha anche presentato un'applicazione per gestire un milione di stazioni terrestri negli Stati Uniti.

Il progetto, stando a quato si legge, avrà bisogno di 6 lanci in più di 60 satelliti per lancio per ottenere una copertura minore per la rete Internet ovvero di una dozzina di lanci, o 720 satelliti, per una copertura moderata. In ogni caso i primi 60 satelliti sono equipaggiati con antenne per comunicare con la Terra e muoversi nello spazio, anche se non potranno comunicare tra loro. Tutti questi satelliti, oltre a un milione di terminali di terra, sono pensati per fare da base per un servizio di accesso a Internet che Musk spera possa generare entrate per la costruzione di una città su Marte.

Non mancano dubbi e incertezze perché l'invio di tutto questo hardware in orbita - ogni satellite che trasporta carburante pesa circa 900 libbre - si aggiunge a un già rischioso accumulo di spazzatura spaziale nelle immediate vicinanze della Terra. E poi, Musk non è il solo a voler costruire una costellazione di banda larga satellitare nell'orbita terrestre bassa. Starlink potrebbe affrontare la concorrenza di molti altri competitor, tra cui OneWeb, Telesat, LeoSat Enterprises, il progetto di Amazon Kuiper, Boeing e Facebook .

Il progetto di Elon Musk

Starlink può realizzare il sogno di Internet ad alta velocità proveniente dallo spazio, ma ci vorrà molto lavoro. SpaceX pianifica - e ha ricevuto l'approvazione della Federal Trade Commission - di inviare quasi 12.000 satelliti in orbita bassa, dove si divideranno in tre gruppi racchiusi di gusci orbitali disposti attorno alla Terra. Di certo c'è anche che Musk ha licenziato il capo del programma Starlink lo scorso anno, quattro mesi dopo che SpaceX ha lanciato i suoi primi due satelliti di prova per Starlink.

La ragione è forse di carattere economico, ricordando la linea guida dettata dallo stesso magnate sudafricano: SpaceX deve essere spartano con le spese fino a quando questi programmi non raggiungono la fruizione.

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