Auto elettrica, fondamentale l'offerta. Le ricariche e sistemi come e-gap ci sono

Ci sono dati positivi e negativi nel più recenti dei rapporto dell'organizzazione europea Transport&Environment perché l'Europa è spaccata in due.

Auto elettrica, fondamentale l'offer

Auto elettriche: serve una targa diversa?


La più grande delle preoccupazioni degli acquirenti di auto elettriche sta per essere lasciata alle spalle perché il numero delle colonnine per la ricarica è in costante aumento. E anzi, in alcune zone ha raggiunto un livello decisamente soddisfacente. Si tratta adesso di compiere quel passo in avanti in più per aumentare il livello di competitività rispetto ai mezzi alimentati tradizionalmente ovvero alzare l'offerta e renderla ugualmente interessante e seducente. Il problema è in realtà anche un altro ovvero la scarsa omogeneità del mercato perché in alcune zone dell'Europa si procede a spron battuto e si scommette sulle auto elettriche. Altrove siamo ancora all'alba di una nuova era per la mobilità pubblica e privata.

Colonnine in aumento, ma non ovunque

Ci sono allora dati positivi e negativi nel più recenti dei rapporto dell'organizzazione europea Transport&Environment. Perché da una parte rileva e rende pubblica la vivacità del Nord Europa in cui gli Stati incoraggiano la diffusione di auto elettriche a suon di incentivi all'acquisto che si traducono nella moltiplicazione delle preziose colonnine per la ricarica. Ma dall'altra scopre che l'Europa del Sud e quella dell'Est sono in ritardo, almeno in confronto con quanto accade dalle parti alte del vecchio continente. Il fenomeno è chiaro e non stupisce: per le strade circolano meno auto elettriche e si intravedono meno punti per la ricarica veloce.

Nel report si legge come ci sarà una copertura sufficiente lungo le principali reti stradali europee. Piuttosto che la mancanza di infrastrutture, c'è adesso una solida evidenza che a essere largamente responsabili delle basse vendite di veicoli elettrici sono la ridotta disponibilità, il marketing minimo e venditori che tendono a scoraggiare. Ma come spiegato da Greg Archer, responsabile Veicoli puliti di T&E, i produttori hanno creato una cortina di fumo nel dire che nei principali mercati i punti di ricarica sono insufficienti. Il collo di bottiglia primario nell'aumento delle vendite di auto elettriche sta piuttosto nella mancanza di veicoli da ricaricare.

Auto elettriche: la rivoluzione attesa

La domanda non è tanto sul futuro delle auto elettriche, ma sui tempi che saranno necessari per una vera rivoluzione nei trasporti. Basta guardarsi attorno per notare come il numero dei veicoli alimentati elettricamente sia aumentato. Soprattutto nelle grandi città è facile rendersene conto, ma manca ancora quello scatto in avanti in grado di fare la differenza. In buona sostanza ci sono più auto elettriche lungo le strade italiane, ma non in misura sufficiente da far gridare al miracolo. A oggi non ci sono le condizioni per parlare di un cambiamento nonostante i primi sforzi delle case produttrice e gli incentivi lanciati dalle amministrazioni locali (e non da governo centrale).

Insomma, tutto sembra apparecchiato per favorire il grande salto che, a oggi, non c'è stato. La ragione? I timori degli automobilisti legati sia alla durata delle auto elettriche ovvero alla percorrenza e sia all'assenza di un numero sufficiente alto di stazioni per la ricarica. Gli aspetti sono in realtà intimamente legati perché proprio un maggior numero di vetture elettriche spingerebbe alla realizzazione di nuove colonnine per l'alimentazione, ma sia da una parte e sia dall'altra si procede con troppa lentezza. C'è insomma ancora da lavorare e si può essere ragionevolmente pessimisti per l'eccessiva gradualità oppure ottimisti perché la rotta sembra comunque tracciata con chiarezza.

A dimostrazione di come i principali player presenti sul mercato ci sono le strategie dichiarate. Secondo Francesco Venturini, direttore di Enel X, nuova divisione globale per i servizi digitali del principale gestore energetico italiano, ad esempio, ciascun lampione sarà trasformato in un punto di ricarica per le elettriche. L'obiettivo è vedere ogni auto parcheggiata con la spina attaccata e non solo per ricaricarsi, ma anche per dare energia alla rete in caso di necessità. La volontà è di applicare ai lampioni sensori di movimento in grado di percepire l'arrivo di pedoni e automobili. Il principio è quello della sana gestione domestica, che fa spegnere le luci quando non servono.

Confortanti i dati sull'autonomia

Funzionerà? Ci vorrà naturalmente del tempo, ma l'idea è di dare un'illuminazione forte alla strada quando qualcuno la percorre, ma attenuarla quando è deserta. Capitolo autonomia, i dati promessi dalle varie Renault Zoe, Volkswagen e-Golf, Hyundai Ioniq, Nissan Leaf, Kia Soul Ev, Bmw i3 e Mercedes Classe B Electric Drive lasciano immaginare come il futuro sia già nel presente e le preoccupazioni stiano scivolando alle spalle.

Auto elettriche: serve una targa diversa?

Ma perché non rendere riconoscibili le auto elettriche sin dalla targa? A proporlo è stato il dipartimento dei Trasporti del Governo del Regno Unito, secondo cui le targhe verdi rappresenterebbero la soluzione ottimale. Oppure, perché no, introdurre un nuovo disegno o uno speciale simbolo al pari di quanto accade in Cina, Canada e Norvegia, così da promuovere la tecnologia green e a zero emissioni.