Auto elettrica, fermento in Italia e incentivi pur con lentezza. E cosa serve davvero

Seppur con molta lentezza, anche l'Italia sta guardando all'elettrico con maggiore interesse. Non a livelli paragonabili a quanto accade all'estero, Europa inclusa.

Auto elettrica, fermento in Italia e inc

Auto elettrica: quali benefici


L'auto elettrica è certamente in ritardo in Italia e ci sono diversi ostacoli alla sua diffusione, ma qualcosa si muove finalmente, più dai privati che dallo stato, ma lentamente ci si muove. Vediamo una disamina della situazione e possibili sconti e usi.
 

A parlare dell'importanza della mobilità elettrica sono un po' tutti bravi. Sempre pronti a sottolineare i benefici per l'ambiente e il risparmio economico. Ma nei fatti, i numeri raccontano di una realtà ben diversa. Il mercato delle auto elettriche procede a rilento: solamente lo 0,1% delle auto immatricolate in Italia nel 2016 sono alimentate elettricamente. Tutto il resto è spinto dai tradizionali carburanti ovvero diesel e benzina.

Tanto per essere chiari, si tratta di 1.403 veicoli venduti in un anno. La cifra appare esigua se confronta con quella degli altri Paesi. Eppure anche quest'anno si è aperto con gli annunci dei principali produttori di auto del mondo, incluso FCA, sull'intenzione di investire nel settore dell'auto elettrica. E poi una domanda sorge spontanea: fino a che punta l'Unione europea fa su serio nel contrasto al cambiamento climatico e ambientale? E credere veramente nelle possibilità delle auto elettriche di offrire una svolta alla mobilità nelle città europee?

Solo un problema di convenienza?

Il 2018 sarà l'anno delle auto elettriche? I segnali di questi primi giorni lasciano immaginare il meglio ovvero la prosecuzione del trend felici degli ultimi anni. Ma scommette che si consumi il sorpasso, anche in Italia, ai danni delle auto alimentate tradizionale, appare ancora un azzardo. Sono infatti tante le componenti da tenere in considerazione ovvero le variabili in grado di rendere conveniente o meno questa soluzione per la mobilità. I vantaggi devono essere naturalmente per tutti ovvero sia a livello personale che collettivo. Se sotto il primo punto di vista si tratta di equipaggiare il mezzo con batterie durevoli e dotare le strade di un gran numero di stazioni di ricarica, per quanto riguarda la collettività è indispensabile offrire risultati nel contrasto all'inquinamento atmosferico e dunque benefici per il clima.

C'è un interessate studio pubblicato su Nature Scientific Reports secondo cui le fonti rinnovabili sono in grado di influenzare positivamente le infrastrutture regionali nel caso di introduzione della mobilità elettrica. In particolare viene preso in considerazione il caso della Sardegna ovvero mette in luce come la produzione di energia rinnovabile dell'isola è capace di sostenere un passaggio totale alla mobilità elettrica dei pendolari. Insomma, verrebbe messo in atto un circolo virtuoso con convenienze e benefici per tutti. In qualche modo nel passaggio da mezzi alimentati tradizionalmente ai veicoli elettrici potrebbe replicarsi lo stesso scenario che, anni fa, ha caratterizzato il passaggio dalla benzina al diesel. Gli utenti hanno colto i benefici e non si sono spaventati dallo switch e adesso le due soluzioni sono affiancate.

L'Agenzia Italia rilancia argomentando che il tipico eccesso di energia dovuto al solare che si verifica a mezzogiorno potrebbe essere usato accumulato nelle auto parcheggiate, per poter essere poi usato per attenuare il picco di energia ad uso domestico legato al ritorno a casa delle persone". E poi, non c'è dubbio che se un ex dirigente Aston Martin sostiene di essere al lavoro per la realizzazione di una batteria a stato solido capace di ricaricarsi in un solo minuto e dotata di un'autonomia superiore rispetto alle attuali ioni di litio, darebbe una grossa mano all'intero comparto.

Auto elettrica: quali benefici

Seppur con molta lentezza, anche l'Italia sta guardando all'elettrico con maggiore interesse. Non a livelli paragonabili a quanto accade all'estero, Europa inclusa, perché le utilities basate sui fossili continuano a rappresentare una consistente fetta di mercato nel panorama nazionale. Ma qualcosa sta mutando e gli esperti ecologisti individuano alcune tendenze ben precise: gli autobus elettrici continuano a crescere localmente; le città tengono d'occhio le loro flotte di veicoli; l'estrazione del carbone è ancora pericolosa per i minatori; le grandi corporation energetiche dei fossili continuano a guadagnare. Più in generale, lo scontro tra il vecchio e il nuovo, alimentato anche e soprattutto dai grandi interessi economici e dalle spinte dei governi dei principali Paesi del mondo, è destinato a segnare la storia del 2018 appena iniziato.







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il