Centrale elettrica virtuale straordinaria innovazione Tesla al via in Australia e le altre

Le stime indicano un risparmio dei costi pari al 30% rispetto alla spesa attuale sostenuta dalle famiglie. E il territorio si metterebbe al riparo da blackout.

Centrale elettrica virtuale straordinari

Tesla Solar Roof in Australia


Tesla sta realizzando la prima centrale elettrica virtuale al mondo in Australia che servirà 50mila casa asutraliane, ma è l'inizio di una tecnologia la Tesla Sola Roof che potrà essere usata ovunque con evidenti vantaggi.

Quello tra Tesla e l'Australia sembra essere un matrimonio proficuo e duraturo. Un altro segnale sul rafforzamento della coppia arriva dalla rivelazione del progetto che prevede la fornitura di pannelli solari da 5kW e batterie Tesla Powerwall 2 da parte della società di Elon Musk ad almeno 50.000 case. L'obiettivo è presto detto e va perfettamente in linea con le ambizioni di Tesla e del suo creatore ovvero la volontà di creare la più grande centrale elettrica virtuale. Si tratta di un progetto dai grandi toni, al pari della stessa auto elettrica con cui Tesla punta a conquistare i mercati del mondo. Anche in questo caso non si tratta solo di realizzare veicoli per la mobilità sostenibili, ma i più bei mezzi del comparto mai visti circolare sulle strade. E anche con la mega centrale elettrica virtuale in Australia, il pensiero che muove l'azione è esattamente identico.

La mega centrale elettrica virtuale su 50.000 case australiane

Resta da capire non tanto la fattibilità del progetto, su cui è impegnato in prima linea il governo australiano che, come si suol dire, ha messo la faccia. Ma soprattutto i tempi di realizzazione. Almeno sulla carta, l'idea è di raggiungere quota 5.000 impianti in quattro anni. Dal punto di vista tecnico, la volontà di mettere in piedi una rete di 50.000 impianti solari domestici dotati di batterie. L'aspetto interessante è anche un altro: il mantenimento della proprietà e della gestione da parte degli stessi proprietari delle case. Tutti loro riceveranno gratuitamente sia i pannelli e sia le batterie, ma dovranno pagare l'energia elettrica consumata. I vantaggi sono di due tipi: da una parte le stime indicano un risparmio dei costi pari al 30% rispetto alla spesa attuale sostenuta dalle famiglie.

In seconda battuta, il territorio si metterebbe al riparo da blackout ovvero da quelle interruzioni nell'erogazione della corrente elettrica per cui è finito troppo volte al centro delle cronache del Sud Australia. A ogni modo, si comincia comunque con una porzione ridotta, 1.100 abitazioni popolari di proprietà della Housing Trust, da arricchire con un sistema fotovoltaico da 5 kW di potenza e una batteria Tesla Powerwall 2 da 13,5 kWh. Da segnalare che il progetto si autofinanzierà con la vendita alla rete dell'elettricità prodotta, anche se il governo ha messo sul piatto una sovvenzione da 2 milioni di dollari e un prestito da 30 milioni di dollari per la tecnologia rinnovabile.

Tesla sempre più presente nell'Australia del Sud

Come spiegato con una punta di trionfalismo dal premier Jay Weatherill, le abitazioni saranno utilizzate come un modo per generare energia per la rete del South Australia, mentre le famiglie che parteciperanno beneficeranno di significativi risparmi nelle loro bollette energetiche. In questo modo, si dice sicuro, sarà resa più facile la vita per un numero maggiore di abitazioni. Il progetto segue quello della realizzazione della centrale a batterie di Tesla in Australia meridionale, conosciuta come Hornsdale Power Reserve, pensata per risolvere i problemi energetici. L'impianto immagazzina l'energia elettrica prodotta da una vicina centrale eolica e la sfrutta in caso di poco vento o se i consumi si rivelano maggiori rispetto alla produzione delle pale eoliche.