Scambio sul posto spiegazione semplice: cosa è, come funziona, vantaggi

di Chiara Compagnucci pubblicato il

A essere interessati in questo meccanismo sono coloro che hanno installato un impianto fotovoltaico per la produzione e il consumo di energia.

Scambio sul posto spiegazione semplice:

Fotovoltaico, come funziona lo scambio sul posto

Il concetto è molto semplice: se l'energia prodotta con il proprio impianto fotovoltaico è superiore al fabbisogno personale, sia esso domestico o aziendale, perché non concederla a chi ne ha bisogno? Si tratta del cosiddetto scambio sul posto ovvero di una reale forma di incentivazione indiretta del fotovoltaico da applicare in alternativa al regime di vendita dell'energia elettrica. Non va quindi confusa con la vendita, ma è più opportuno considerarla una sorta di rimborso per la valorizzazione dell'energia prodotta.

Il passaggio dalla teoria alla pratica ha però bisogno di alcune precisazioni indispensabile in riferimento sia al funzionamento di questo meccanismo e sia al calcolo dell'elettricità generata dall'impianto fotovoltaico da immettere nella rete elettrica.

Fotovoltaico, come funziona lo scambio sul posto

A essere interessati in questo meccanismo sono coloro che hanno installato un impianto fotovoltaico per la produzione e il consumo di energia. Ebbene, la parte di energia generata dai pannelli non utilizzata viene immessa in rete dal Gestore dei servizi energetici con il ritiro dedicato o attraverso lo scambio sul posto. Ed è quindi importante comprendere che il servizio di scambio sul posto è un istituto regolatorio con cui compensare le partite di energia elettrica immessa in rete in un'ora differente dal prelievo.

E che l'intera operazione è normata secondo regole ben precise. Ci sono infatti alcuni parametri presi in considerazione, come l'elettricità immessa in rete e l'energia utilizzata per i propri consumi. In sintesi, lo scambio sul posto può essere definito una compensazione economica tra immissioni e prelievi in cui i vantaggi sono superiori agli svantaggi, anche dal punto di vista economico proprio perché l'utente ottiene un contributo a titolo di rimborso delle bollette pagate.

Se a fine anno il valore dell'energia immessa in rete supera quello dell'energia prelevata, le eccedenze possono essere compensate dal Gestore dei servizi energetici. Con un dettaglio di cui tenere conto: il calcolo non si fa sulla quantità di energia, ma sul valore economico, inclusi gli oneri e i servizi addebitati in bolletta.

Come si calcola il rimborso dello scambio sul posto

Ricordando che i valori tenuti in considerazione per il calcolo del rimborso dello scambio sul posto sono i chilowattora immessi e prelevati, la formula (solo apparentemente complicata) utilizzata dal Gestore dei servizi energetici è Cs = min (Oe ; Cei) + CUsf x Es.

  1. Cs è il contributo in conto scambio
  2. Oe è l'onere dell'energia prelevata dalla rete
  3. Cei è il controvalore dell'energia immessa in rete
  4. CUsf è il corrispettivo unitario di scambio forfettario
  5. Es è la quantità di energia scambiata

L’eccedenza è espressa in euro ed è la differenza tra i chilowattora immessi e prelevati a fine anno.

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