Tesla, non arriverà a ferragosto. Crisi grave per Bloomberg

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Tesla, non arriverà a ferragosto. Crisi

Tesla non arriverà a ferragosto

Procedendo con questo ritmo, è facile individuare la data sul calendario in cui i forzieri di Tesla rimarranno senza fondi: il 6 agosto 2018 alle ore 2.17.

Poche aziende sono in grado di solleticare la fantasia fino a raggiungere picchi altissimi di entusiasmo per poi sprofondare nelle più negative previsioni sul futuro come Tesla. Alti e bassi caratterizzano il suo percorso tra capacità di innovare e di arrivare prima degli altri, ma anche ritardi nelle tabelle di marcia pubblicamente comunicate e una gestione delle risorse che suscita le perplessità degli analisti. Almeno a leggerla nei crudi numeri di entrate e uscite. Il tutto, dettaglio a cui stare molto attenti, mentre la concorrenza si fa sempre più attrezza, credibile e combattiva.

Tesla, fallimento vicino?

La somma di cui riferisce Bloomberg è da brividi: negli ultimi 12 mesi Elon Musk avrebbe bruciato 8.000 dollari al minuto ovvero mezzo milione di dollari all'ora. Dinanzi a numeri di questo tipo e senza una inversione di trend, diventa difficile se non impossibile credere a un destino differente dal fallimento. O almeno è quanto credono dalle parti Bloomberg e poco sembra cambiare se, uno dopo l'altro, la casa automobilistica californiana ha presentato la nuova Roadster, proposto il primo camion elettrico e sviluppato la batteria agli ioni di litio più grande al mondo, da 129 megawattora. Procedendo costantemente con questo ritmo, è facile individuare la data sul calendario in cui i forzieri di Tesla rimarranno senza fondi: il 6 agosto 2018 alle ore 2.17. A meno che, puntualizza Bloomberg, l'azienda riuscirà a reperire due miliardi di dollari di risorse aggiuntive.

Bob Lutz, ex General Motors, è un po' più ottimista e fissa nel 2019 la data di morte di Tesla. E le colpe, spiega, non sono tanto nell'aver scommesso su un settore come quello delle auto elettriche che è in forte crescita. Quanto piuttosto nell'errore di spostarsi fatalmente fuori mercato. E per rilanciarsi mette sul tavolo prodotti sempre più competitivi e innovativi. Ma come metterla con le azioni di Tesla, aumentate di quasi il 3%, permettendo al titolo una capitalizzazione di mercato di 53 miliardi di dollari?

Auto elettriche: concorrenza sempre più forte

C'è un problema aggiuntivo in casa Tesla perché fino a poco tempo fa è stata in grado di fare il bello e il cattivo tempo. Di fatto era il solo produttore di auto elettriche di fascia premium e di conseguenza piccoli e grandi ritardi nella produzione o nelle consegne non spingevano in consumatori a rivolgersi altrove. I tempi cambiano e la casa automobilistica di Elon Musk deve adesso fare i conti con i produttori tradizionali che stanno assegnando una fetta sempre maggiore del loro business alle vetture elettriche. Ma anche con quelli non top di gamma che lanciano sul mercato mezzi tecnologicamente avanzati e a lunga autonomia, anche se non in grado di conquistare le scene. La risposta di Tesla è nota: l'innalzamento dell'asticella della qualità con la realizzazione della nuovissima Roadster elettrica, in grado di sfondare il tetto dei 400 km/h di velocità. L'appuntamento è solo nel 2020.

La partita si gioca anche su un altro terreno, forse anche più importante, ovvero quello dell'alimentazione. Tesla sta giocando d'anticipo la rete Supercharghed, contribuendo alla nascita della joint venture Ionity ovvero a una rete paneuropea di ricarica veloce con 400 stazioni entro il 2020 (lo stesso anno di inizio disponibilità della Roadster), fornite di una capacità fino a 350 kW contro i 120 kW di Tesla. E naturalmente c'è anche il comparto delle batterie da migliorare, punto critico delle auto elettriche. Anche in questo caso non manca la concorrenza, considerando i maxi investimenti delle altre cause automobilistiche nella realizzazione di centri di ricerca operativi e di sviluppo.

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