Holo, il triangolo d'emergenza olografico e virtuale

Viene proiettato un segnale della dimensione di un metro a una distanza tra 30 e 50 metri dal veicolo in panne. L'autonomia della batteria è pari a 5 ore.

Holo, il triangolo d'emergenza ologr

Holo, il triangolo d'emergenza olografico


Il (poco) caro e vecchio triangolo d'emergenza da piazzare sull'asfalto della strada per segnalare la presenza di un'auto in panne potrebbe presto diventare un ricordo. Tutto dipende dal grado di diffusione di una innovazione tutta italiana. I tre assi fisici sono infatti sostituiti da un ologramma riprodotto sulla strada. L'operazione è evidentemente più semplice, forse più efficace, sicuramente più sicura, sia per l'automobilista in difficoltà e sia per quelli che accorrono a tutta velocità. Basta infatti appoggiare il dispositivo sul tetto della macchina e attivarlo per vedere proiettato il triangolo d'emergenza. Senza troppe preoccupazioni e perdite di tempo. E soprattutto senza rischiare di perdere la vita.

Il triangolo d'emergenza italiano

A questa nuova soluzione, l'inventore Fabio Lettieri ha assegnato il nome di Holo. Equipaggiato con una luce intermittente, il triangolo virtuale d'emergenza viene proiettato da un dispositivo di poco più di 5 centimetri del peso complessivo 150 grammi e dunque facilmente custodibile in auto. L'involucro è impermeabile e l'autonomia della batteria è pari a 5 ore. Dal punto di vista tecnico, viene proiettato un segnale della dimensione di un metro a una distanza tra 30 e 50 metri dal veicolo in panne. Va da sé che il medesimo strumento può essere utilizzato anche per le moto. Utilizzabile sia per le auto sia per le moto, così come dalle persone disabili che non dovrebbero scendere dall'auto, il dispositivo non è in vendita.

Siamo ancora nella fase del brevetto e del confronto con il Ministero dei Trasporti sul prototipo formalmente presentato. In parallelo Lettieri, ingegnere napoletano di 43 anni, ha avviato un raccolta fondi online attraverso la piattaforma di crowfunding Ulule per finanziare il primo test produttivo e per la realizzazione dei primi 250 pezzi da immettere sul mercato. L'intuizione nasce dai numeri: ogni anno 7.000 automobilisti sono travolti mentre tentano di posizionare il triangolo d'emergenza su strade poco illuminate. Inevitabile allora che saltasse fuori un nuovo sistema basato sulla tecnologia per innalzare il tasso di sicurezza ed evitare al conducente in difficoltà, magari emotivamente piuttosto scosso, di camminare in strada per posizionare il triangolo fisico.

Le regole in Italia

Stando infatti alle regole in vigore del Codice della strada, fuori dei centri abitati i veicoli, esclusi i velocipedi, i ciclomotori a due ruote e i motocicli, che per qualsiasi motivo siano fermi sulla carreggiata, di notte quando manchino o siano inefficienti le luci posteriori di posizione o di emergenza e, in ogni caso, anche di giorno, quando non possono essere scorti a sufficiente distanza da coloro che sopraggiungono da tergo, devono essere presegnalati con il segnale mobile di pericolo, di cui i veicoli devono essere dotati. Il segnale deve essere collocato alla distanza prevista dal regolamento ovvero a una distanza longitudinale di almeno 50 metri, tale che in ogni circostanza, esso possa essere pienamente visibile, ad una distanza di 100 metri, dai conducenti dei veicoli sopraggiungenti. Nel caso di intersezione a distanza inferiore ai 50 metri, il segnale va collocato nella posizione più idonea per essere avvistato.