Il cybercrime ci costa ogni anno come 4 stazioni spaziali. Occorre dare più attenzione

Contro il cybercrime va ingaggiata una battaglia decisa che non può più avere un tenore specialistico, ma deve diventare una battaglia di tutti. Ed è proprio nella comprensione dei rischi il segreto

Il cybercrime ci costa ogni anno come 4

Il cybercrime è un rischio capace di mettere a rischio la sicurezza del pianeta


Molti ancora ignorano l’altro volto della medaglia dell’imponente progresso tecnologico che il mondo sta conoscendo in questi ultimi anni. Quel volto oscuro, capace di mettere in discussione la sicurezza dell’umanità che gli addetti ai lavori chiamano cybercrime, ovvero quel fenomeno che descrive l’attitudine a commettere crimini informatici. Una possibilità mica tanto remota visto che di esempi ce ne sono già parecchi. Nel 2003 un attacco da negazione di servizio ha letteralmente fatto impazzire la rete elettrica canadese.

Dopo poche ore gli effetti si sono sentiti anche negli Stati Uniti con tutte le conseguenze del caso. E dopo dieci anni chi ricorda l’attacco via smartphone che stava provocando l’apertura delle chiuse della diga di New York con il rischio di provocare un disastro di proporzioni bibliche. Ma l’elenco potrebbe allungarsi all’infinito. Se questi appaiono esempi lontani dalla vita quotidiana della gente comune, la possibilità molto concreta che qualche malintenzionato mandi in tilt semplicemente la rete dei semafori della propria città, può aiutare a capire quali e quanti rischi sono dietro la porta. Dal punto di vista economico il cybercrime ci costa ogni anno come 4 stazioni spaziali. Niente male per un aspetto che necessita sicuramente più attenzione.

I rischi e quanto costa il cybercrime

Capito quanto ci costa il cybercrime? I danni che sono diretta conseguenza di attacchi informatici sono arrivati a toccare la quota non certo indifferente di cinquecento miliardi di dollari nel mondo. In pratica 4 stazioni spaziali. Ecco perché contro il cybercrime va ingaggiata una battaglia senza se e senza ma, che non deve più avere un tenore specialistico, ma deve diventare una battaglia di tutti, che deve nascere e soprattutto essere compresa dal basso. L’attacco informatico può riguardare infatti l’uso del telefonino per fare acquisti, quello delle macchine a guida autonoma fino ai sistemi di voto elettronico e alle infrastrutture sanitarie.

Cybercrime occorre dare più attenzione

Se poi si prende in considerazione il dato pazzesco che quasi la totalità delle aziende ha dovuto confrontarsi suo malgrado con il cyberbullismo e con malware, e che queste minacce sono sempre più difficili da individuare per via del machine learning e dell’intelligenza artificiale allora si capisce come sia necessario dare più attenzione alla lotta contro questa piaga pericolosissima.

Si calcola infatti che gli oggetti connessi alla Rete saranno circa venti miliardi nel 2020. Non tra venti anni, insomma. Dal punto di vista del rischio attacchi questi oggetti sono potenzialmente tutti a rischio. e qualcosa inizia a muoversi visto che i primi passi verso un’organizzazione capillare e soprattutto capace di lavorare in rete sono stati effettuati. Esperti inglesi e italiani hanno ribadito un’ovvietà: la mancanza di circa tre milioni di figure professionali nel campo della cybersecurity è drammatica e deve essere colmata entro il 2020 per evitare guai davvero enormi. La svolta potrebbero essere i Centri di competenze europei costruiti sulla base del lavoro svolto finora dall’Agenzia europea per la sicurezza informatica.