Il drone costruito per primo al mondo fu italiano. E ora siamo al drone gigante

Il primo drone mai realizzato fu Italiano e si chiamava Torpedine Aerea, e fece il primo volo 100 anni. Ora siamo, invece, al drone gigante.

Il drone costruito per primo al mondo fu

diventa realtà


Il primo drone mai realizzato è stato italiano, si chiamava Torpedine Aerea. Ora, invece, siamo al  drone gigante in un settore che continua ad andare avanti a passi da gigante

Il settore dei droni cresce fortemente, ma è interessante notare come il primo drone che si, può dire è stato realizzato e costruito in Italia. Cerchiamo di edere allora il presente, con un occhio al futuro dei droni, ma anche al curioso e interessante passato.

Il primo drone

Il tanto celebrato drone, almeno il più delle volte, ha un antenato di prestigio. Un antenato che prese il volo, per la prima volta esattamente cento anni fa. Certo, in quel caso, si trattava di un vero e proprio aereo impegnato nelle operazioni della prima guerra mondiale. Ma la caratteristica comune è quella di volare senza un pilota a bordo. Le celebrazioni di questo velivolo, chiamato “Torpedine Aerea” la cui realizzazione costituì davvero una svolta per l’aviazione italiana di quei tempi, si terranno a Roma, nell'ambito del Roma Drone Campus, in programma i prossimi 21 e 22 febbraio.

Grazie ai documenti che sono stati ritrovati è stato possibile scoprire che vennero realizzate quattro versioni diverse dell’aereo sperimentate in segreto nella base militare di Furbara fra il maggio e il settembre del 1918. L’esordio nei cieli per “Torpedine Aerea” è datato 14 settembre 1918 quando il velivolo prese il volo dalla base di Furbara.

Il suo funzionamento consisteva nella classica spinta del motore che aiutava il velivolo a sospendersi da terra dopo essere stato posizionato su un binario dove scorreva sospinto da un carrello. Una volta libratosi in aria entravano in funzione i giroscopi che si trovavano a bordo e controllavano la posizione degli alettoni. 

Drone gigante dalle tante applicazioni

Continua a essere in forte ascesa il comparto dei droni. Le premesse incoraggianti degli scorsi anni sono rispettate perché le opportunità di utilizzo sono sterminate e vanno al di là dell'uso domestico per fini ludici di breve durata. Lo sa anche un colosso come Boeing che ha realizzato un drone gigante. Siamo ancora nella fase del prototipo e molto resta ancora da sistemare. Tuttavia non si può che rimanere stupiti dinanzi alla capacità di carico di 225 chilogrammi, sicuramente tra le più competitive del settore. L'utilità è allora presto detta, quella dell'impiego dei settori della logisitica e del trasporto merci, ma anche militare nelle zone di conflitti e per testare tecnologie per i futuri veicoli aerospaziali.

Anche perché, come dimostrato dalle intenzioni manifestate dai principali player del comparto delle vendite, il futuro passa anche dalle consegne dei prodotti con i droni, così da abbattere i tempi di recapito. Il prototipo potrebbe essere il precursore di futuri velivoli autonomi.

Anche per il drone gigante di Boeing - denominato Cav, acronimo di Cargo air vehicle - le prospettive sono luminose e indicano un nuovo sentiero di business. Dalla sua c'è la facilità di utilizzo e le caratteristiche molto simili a quelle dei droni comunemente noti ovvero alimentato elettricamente e con decollo e atterraggio verticale. Naturalmente resta ancora tanto da mettere a punto, a iniziare dagli aspetti legati alla sicurezza. Tuttavia la rotta è stata già tracciata e i lavori sono evidentemente a buon punto.

Lo stesso direttore tecnico di Boeing, Greg Hyslop, non ha avuto alcun timore a utilizzare termini trionfalistici per raccontare il traguardo ottenuto, senza nascondere l'ambizione della sua società di dare una svolta al trasporto e ai viaggi aerei. E anche in tempi brevi, ottenimento delle licenze a parte. Storicamente è proprio questo uno degli aspetti burocratici che in molti Paesi rappresenta un freno alle migliori intenzioni.

Quale autonomia e velocità per il super drone Boeing

A sorprendere è anche un altro aspetto. Gli ingegneri di Boeing, che hanno lavorato in collaborazione con quelli di Aurora Flight Sciences, hanno avuto bisogno di soli tre mesi per la realizzazione del super drone e per farlo volare a pieno carico presso il Boeing Research & Technology's Collaborative Autonomous Systems Laboratory in Missouri. Dal punto di vista tecnico siamo davanti a un mezzo elettrico delle dimensioni pari a 4,57 metri in lunghezza e 5,49 in larghezza, alto 1,2 metri e dal peso complessivo di 339 chilogrammi.

Balza allora subito all'occhio come il drone sia piuttosto grande (e d'altronde come non poteva esserlo?) che lo allontano dall'immaginario comune. A muoverlo ci pensano 8 rotori abbinati in 4 coppie in cui ciascuno ruota nel senso opposto all'altro. La soluzione è presto spiegata: in questo modo riescono a svolgere sia la funzione di motore e sia di stabilizzatore. Sono invece tutti da scoprire i due valori chiave di autonomia e velocità.







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di Luigi Mannini pubblicato il