Intelligenza artificiale quando superano l'uomo e come possono cambiare la vita professionisti

Ecco in che modo gli studi professionali italiani utilizzano l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie informatiche. Trend in forte crescita anche dalle nostre parti.

Intelligenza artificiale quando superano

Intelligenza artificiale quando superano l'uomo


Sempre più intelligenza artificiale, nella vita di tutti i giorni e al lavoro. Si tratta della nuova frontiera della tecnologia e dell'innovazione in cui siamo già entrati a pieno titolo e che presenta in migliori margini di allargamento. Se solo fino a pochi anni fa sembrava un orizzonte più o meno lontano e di cui non si comprendevamo meno i reali benefici, adesso basta dare uno sguardo all'interno delle grandi aziende per accorgersi di come qualcosa sia cambiato. E fino a un punto tale da scavalcare l'uomo sancendo il primato dell'intelligenza artificiale. Il recente accordo sul tema tra due realtà apparentemente così lontani, ma in realtà confinanti, come Intel e Facebook, lascia capire come ci siamo molto fermento su questo versante. In ballo ci sarebbero lo sviluppo di un processore per reti neurali, strategico per l'apprendimento accelerato, ma anche per la meteorologia e i cambiamenti atmosferici.

Intelligenza artificiale a supporto dei professionisti

L'integrazione dell'intelligenza artificiale sta superando i limiti dell'immaginazione, anche nel campo dei professionisti del settore. Succede ad esempio nel ramo dell'avvocatura. Sembra infatti che in Gran Bretagna studi molto noti di principi del foro facciano ricorso a software basati sull'intelligenza artificiale per valutare le possibilità di vittoria delle cause in tribunali. I vantaggi sarebbero anche su altri versanti, più facilmente testabili. Sembra infatti che portare l'intelligenza artificiale negli uffici porterebbe alla riduzione dell'orario di lavoro tra il 13 e il 20 per cento. Insomma, un quinto di tempo in meno che potrebbe essere investito diversamente. E a supporto di come qualcosa stia cambiando anche in Italia ci sono i dati dell'Osservatorio professionisti e innovazione digitali del Politecnico di Milano.

Ebbene, il budget per l'intelligenza artificiale e più in generale sulle nuove tecnologie informatiche stanziato dagli studi di avvocati in Italia ammonta alla cifra monstre di 1,4 miliardi di euro. Ma soprattutto si tratta di un trend in crescita: 2,5 per cento di spesa in più rispetto all'anno precedente. Gli avvocati italiani sono ancora molto indietro rispetto ai colleghi esteri, ma il percorso è già avviato. Diventa allora interessante scoprire che tipo di tecnologia è già attiva negli studi professionali. A vario titolo, l'Osservatorio professionisti e innovazione digitali del Politecnico di Milano registra la presenza di software relativi a

  1. forma grafometrica
  2. app collegate al gestionale di studio
  3. portale per la condivisione delle attività
  4. software controllo di gestione studio
  5. software recupero crediti
  6. applicazioni di business intelligence
  7. Crm (Customer relationship management)
  8. Workflow

C'è anche Amazon, ma resta ancora molto da migliorare

Non poteva che cercare di ritagliarsi una parte da protagonista nel campo dell'intelligenza artificiale anche Amazon, gigante del commercio elettronico. L'investimento di 1,25 milioni di euro per aprire un centro ricerca nella Cyber Valley, vicino Stoccarda, e un nuovo polo a Tubinga, lasciano trasparire le intenzioni della società di Jeff Bezos. L'intelligenza artificiale sa già comprendere il parlato e rispondere a domande semplici, ma anche riconoscere gli elementi di una immagine dalle foto e dalle fotografie. Altri limiti superati sono stati quelli della guida di un drone come un veicolo, ma non in situazione di traffico caotico e dell'analisi di grande quantità di testi in cerca di ricorrenze, come cartelle mediche o sentenze.

Anche le traduzioni istantanee sono ormai realtà. Tuttavia si tratta di una tecnologia ancora imperfetta che presenta ancora molti margini di manovra. Ed è proprio nel raggiungimento di nuovi traguardi e nell'individuazione di nuovi orizzonti che sfidano tutti i player del settore. L'intelligenza artificiale non sa ad esempio comprendere il senso di una frase. E allo stesso tempo non è capace di rispondere a domande concatenate tra loro, anche se sullo stesso soggetto. Pollice in giù rispetto al trasferimento della conoscenza appresa in un campo a un altro anche se simile.







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di Luigi Mannini pubblicato il