Modem, liberi di scegliere. Gli interessanti vantaggi e cosa cambia

Per l'Autorità gli utenti non devono essere costretti a utilizzare il modem router imposto dall'operatore con la formula del comodato d'uso per nulla gratuito.

Modem, liberi di scegliere. Gli interess

Modem, libertà di scelta da Agcom


Il modem non sarà più obbligatorio da acquistare dal provider in comodato uso e questo comporta una serie di vantaggi sia a livello tecnico che economico.

Quanti di noi ci hanno fatto veramente caso? Ai tempi dell'attivazione di una linea Adsl nella nostra abitazione non abbiamo avuto la possibilità di scegliere il modem. Ci è stato praticamente imposto dall'operatore. Per qualcuno si tratta di una comodità, per altri di una limitazione. E non si tratta solo di un aspetto meramente tecnico perché spesso e volentieri la differenza di prezzi di queste scatolette può essere molto pronunciata. Oppure gli utenti più esperti potrebbero preferire un modello don caratteristiche più avanzate rispetto ai modelli degli operatori. Ecco allora che Agcom, raccogliendo tra l'altro le richieste piovute negli ultimi mesi, è pronta a chiedere ai gestori di concedere agli utenti la libertà di scelta e di uso del modem. Un passaggio che viene definito epocale, oltre che indispensabile, proprio perché va nella scia di liberare i consumatori da lacci e lacciuoli che li tengono legati agli operatori.

Stop al modem imposto

Due considerazioni sono necessarie per inquadrare al meglio la questione del cosiddetto modem libero. In prima battuta esiste un regolamento a livello comunitario che prevede disposizioni ben precise sul rapporto tra consumatori e web. In particolare, gli utenti finali - viene messo nero su bianco - hanno il diritto di accedere a informazioni e contenuti e di diffonderli, nonché di utilizzare e fornire applicazioni e servizi, e utilizzare apparecchiature terminali di loro scelta, indipendentemente dalla sede dell'utente finale o del fornitore o dalla localizzazione, dall'origine o dalla destinazione delle informazioni, dei contenuti, delle applicazioni o del servizio, tramite il servizio di accesso a Internet. Tradotto in termini pratici, non devono essere costretti a utilizzare il modem router imposto dall'operatore con la formula sempre più abusata del comodato d'uso per nulla gratuito.

La questione del modem da configurare

In seconda battuta, in questa vicenda che vede adesso protagonista l'Autorità garante delle comunicazioni sono saltate fuori le parole neutralità della Rete. Proprio quelle che Donald Trump ha riscritto negli Stati Uniti e che l'Europa cerca faticosamente di applicare. Proprio in nome di questo principio, l'Agcom chiede agli operatori di lasciare libertà di scelta ai consumatori. Naturalmente non tutto è così semplice e immediato ovvero non tutti i modem eventualmente acquistati a parte degli utenti sono adatti. Dovranno infatti essere configurati e di conseguenza diventa indispensabile prevedere un sistema di regole ben precisi. Ecco allora che in attesa di leggere l'atto di indirizzo a firma Agcom, i gestori sono in attesa di delucidazioni operatori.

In ogni caso è corretto far notare come esistano diversi modem in commercio con configurazione veloce ed è verosimile credere che in caso di approvazione della norma, il mercato possa aggiornarsi di conseguenza. Basti ricordare il caso dell'azienda tedesca Avm, produttrice di router e da tempo sostenitrice di una norma a riguardo, che si dice da sempre lesa nei propri interessi.

Aumento tariffe per Adsl e fibra ottica

Il cerchio sembra chiudersi alla perfezione e nella maniera meno auspicata dagli utenti, ma comunque prevedibile. Gli operatori avrebbero già preventivato di aumentare le tariffe della linea fissa, ma anche di Adsl e fibra ottica di circa il 10%. La ragione è presto detta: il ritorno alla fatturazione mensile con l'abbandono di quella a 28 giorni. Con la tempistica a quattro settimana, l'operatore telefonico riesce infatti a incassare 13 anziché le tradizionali 12 mensilità così tanto contestate, con un ricavo maggiore di circa l'8,6%. Si tratta di una cifra a cui non vuole evidentemente rinunciare. Per compensare, decide così di scegliere la strada più semplice e incontestabile. In un regime di libera concorrenza e sempre nel rispetto delle garanzie degli utenti in termini di recesso, può infatti muoversi con la massima autonomia nell'aumentare o far calare le tariffe.

E cellulari

Alla fine l'atteso provvedimento è arrivato: la fatturazione diventa obbligatoriamente ogni 30 giorni e non più ogni 28 per telefoni. Internet e pay TV, con l'esclusione di promozioni non rinnovabili. Il parlamento ha acceso il semaforo verde e la misura sarà inserita nella versione finale della manovra. Significa che l'applicazione è pressoché imminente ovvero può essere messa in conto sin dai primissimi mesi del prossimo anno. Ma siamo sicure che per i consumatori si tratterrà di un affare? Impossibile dirlo con certezza in via preliminare, ma il rischio concreto che dal punto di vista strettamente economico non cambi nulla è reale. Ricevere bollette ogni 28 giorni, così come è avvenuto fino a questo momento, significa per gli utenti pagare in un anno 13 fatture anziché 12. E per le aziende vuol dire incassare il media l'8,6% in più.
 
A questi ricavi aggiuntivi difficilmente vorranno rinunciare e di conseguenza potrebbe e decidere di ritoccare le tariffe verso l'alto per compensare le mancate entrate preventivate. Naturalmente non ci sono ufficialità e solo i fatti potranno dimostrare se questo sospetto sarà fondato o meno. O magari si arriverà a una via di mezzo con un aumento dei costi ma l'affiancamento con l'attivazione di servizi finora a pagamento o nuove promozione. Tuttavia, il motivo del contendere, avviato con le indagini dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, non è mai stato la liceità degli operatori telefonici di aumentare le tariffe per cellulari, linee fisse, pay TV, Internet e o fibra ottica. In un regime di libera concorrenza possono naturalmente muoversi come meglio credono, calibrando i prezzi per cercare di aumentare il numero dei clienti e dunque il giro d'affari.