Navi, assai vicino futuro senza equipaggio

Se le auto sono già una realtà, adesso potrebbe essere il momento delle navi che si guidano da sole senza la necessità dell’equipaggio a bordo, ma con droni a bordo per svolgere le mansioni dell'uomo

Navi, assai vicino futuro senza equipagg

Le navi che si guidano da sole sono molto vicine. Scopri di che si tratta


Le navi che andranno senza equipaggio rappresentano un futuro molto, molto vicino, una realtà o quasi con i test e le prove che sono in forte sviluppo anche se ne parla meno di altri veicoli. Ma le tecnologie ci sono già. Ecco come funzioneranno.

Ormai se ne sente parlare sempre più spesso. Tant’è che c’è già chi inizia a prevedere quale sarà il futuro per il lavoro dell’uomo visto che piano piano tutte le attività e i lavori stanno cedendo il passo all’automazione. E certamente il settore delle auto e dei veicoli in generale rappresenta una delle punte più avanzate per capire a che punto siamo in quella che sarà la prossima rivoluzione industriale 4.0.

E se le auto sono già una realtà, adesso potrebbe essere il momento delle navi che si guidano da sole senza la necessità dell’equipaggio a bordo, ma potendo ospitare droni che potranno essere tranquillamente comandati da chilometri e chilometri di distanza. Una prospettiva molto vicina. Forse più vicina di quanto la maggioranza delle persone sia disposta a credere. Rivoluzione che ha un nome ben preciso, Rina,

Navi che si guidano da sole senza equipaggio

Quindi il tempo delle navi che si guidano da sole senza equipaggio è ormai un tempo presente e non più passato. Né prossimo, né remoto. E nemmeno poi tanto futuro visto che la tecnologia oggi disponibile permetterebbe già, in via teorica, l’assemblaggio di una Non solo automobili e camion. Presto anche le navi, di qualsiasi dimensione, potranno circolare senza presenza umana a bordo. Non saranno esperimenti, ma imbarcazioni pienamente funzionanti e capaci di affrontare anche le rotte più lunghe e faticose. A tenere ancora sedata, diciamo così, la quarta rivoluzione industriale, per il momento, sono motivazione di carattere culturale. Forse perché si teme il salto del buio anche se l’automazione potrebbe portare tanti benefici sia per l’uomo che per la società. Bisogna fare attenzione soprattutto all’utilizzo che si fa di questa tecnologia.

Navi automatiche futuro molto vicino

Oggi le navi sono gli oggetti più difficili da costruire. Quindi anche la realizzazione delle navi automatiche rappresenta una vera e propria scommessa. Ma nonostante questo la loro realizzazione è possibile ed il loro avvento molto, molto vicino. A bordo, e questo sarà uno degli aspetti certamente più interessanti della questione, verranno utilizzati droni che consentiranno, per esempio, di non dover ponteggiare la stiva, mentre gli ispettori non saranno più costretti a entrare nelle cisterne, con tutte le preoccupazioni legate alla presenza di gas e ossigeno. Anche in questo caso saranno dunque robot che svolgeranno le mansioni umane. Un gran passo in avanti soprattutto per quanto riguarda i motivi di sicurezza e di efficienza in tutte le condizioni, anche le più svantaggiose e difficili.

E non mancano le prime moto a  guida autonoma Yamaha e Honda

Le prime moto a guida autonoma rappresentano certamente le innovazioni più interessanti proposte da due colossi del mondo delle due ruote come Yamaha e Honda. Per quel che riguarda la casa del diapason non si hanno grandi informazioni su questo nuovo modello che dovrebbe scardinare i canoni delle moto tradizionali, ma la cosa certa è che questo veicolo sarà capace di viaggiare senza la necessaria ‘collaborazione’ dell’uomo proprio grazie alla guida autonoma.

E chi non sa rinunciare al piacere della guida può stare tranquillo. Dalla Yamaha assicurano che questa moto darà solo soddisfazioni, sotto tutti i punti di vista, agli acquirenti che decideranno di affidarsi alle cure della guida autonoma. Stesso discorso, ovviamente anche per la Honda che, stando alle indiscrezioni che circolano nell’ambiente, è più avanti nello sviluppo rispetto alla concorrente Yamaha e potrebbe già essere commercializzata a breve.

Questo perché alcune delle soluzioni adottate sarebbero meno estreme ma più funzionali. Ma comunque ad accumulare queste due moto e spedendole direttamente in un futuro più vicino di quello che si possa immaginare, un particolare sistema di guida autonoma che permette alla moto di rimanere in equilibrio da sola. Un bel comfort non credete

Auto guia autonoma sperimentazioni in Italia e il punto nel mondo

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta per dare il via libera alla sperimentazione delle auto a guida autonoma in Italia. Da tempo è al lavoro sul decreto smart road, ma la legislatura che ormai volge al termine lascia pensare come i tempi possano allungarsi. Se c'è poi un altro motivo per cui l'accensione del semaforo verde può essere posticipata è per via dell'assenza di norme sulla responsabilità penale correlata alle sperimentazioni. La partita della loro definizione e successiva approvazione non può di certo chiudersi nell'arco di poco tempo. Anche in Italia, comunque, si muovono le cose per la guida autonoma, in particolar modo sta completandosi tutta la normativa ed entro qualche mese si potranno attuare i primi test, e sempre nel medio-breve periodo potranno iniziare le priove di guida autonoma avanazata con le decisioni dell'Anas di realizzare  mglio sistamare 3mila kilometri di strade, principalmente autostrade, ma non solo cone le più innovative tecnologie digitale e almeno 100 Km solo ed escluisvamnte deciati alla guida autonoma

Tanto per avere un confronto, negli Stati Uniti questo limite è stata da tempo ampiamente superato e l'impegno è piuttosto sul perfezionamento per via dell'evoluzione della tecnologia. Stando a quanto si apprende, i permessi per effettuare i test saranno concessi a produttori di auto, società specializzate, centri ricerca e università. un sondaggio Aci indica che solo il 48% degli italiani è disposto a provare queste auto, e il 25% non ci salirebbe mai.

Oltre alla cinese Baidu, la mobilità a guida autonoma vede coinvolte anche Uber con Volvo, Tesla, una fetta di un mercato che, secondo gli analisti di McKinsey varrà 6.700 miliardi di dollari nel 2030. La diffusione non è scontata. C'è una ricerca che merita di essere approfondita. Si chiama "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond" e porta la firma del Boston Consulting Group, ma anche quella del World Economic Forum, che ha analizzato i risultati di oltre mezzo anno di sperimentazione in un'area centrale di Boston, nello stato del Massachussets, da parte della startup NuTonomy. Al di là del discorso sicurezza, naturalmente centrale, quando si parla di auto senza pilota di interessante c'è la considerazione sul rischio di peggioramento delle condizioni del traffico nelle strade cittadini nel caso di circolazione di mezzi con guida autonoma. Basti pensare che non si fermerebbero fino all'individuazione di una posteggio nell'area indicata. Perché poi ci sono alcuni vantaggi che deriverebbero dalle auto a guida autonoma. Secondo il report "Making autonomous vehicles a reality. Lessons from Boston and beyond"

  1. il tempo risparmiato per sposarsi in città arriverebbe al 30%,
  2. i mezzi in circolazione diminuirebbero del 28%,
  3. la quantità di parcheggi a disposizione salirebbe del 48% per via della condivisione dei veicoli,
  4. gli incidenti stradali sarebbero ridotti dell'87% in dieci anni,
  5. l'inquinamento atmosferico migliorerebbe fino al 66%.

Progetto paneuropeo guida autonoma

Se negli Usa la guida autonoma sta sempre più diventando in realtà, in Europa siamo rimasti indietro, ma stiamo cercando di recuperare il tempo perduto con una serie di iniziative dell'ue che mettono insieme i vari gruppi industriali privati del continenente. Il progetto principale è L3 Pilot.
L'Ue ha stanziata 68 milioni totali, una prima tranche già versata di poco meno di 40, ma che ono desitinati ad aumentare per portare le auto a guida autonoma anche in Europa. Al progetto hanno avuto accesso 11 aziende e Bmw, Fca, Audi, Daimler, Jaguar, Daimler, Renault, Toyota, Honda, Psa, Volto, Ford e Volkswagen.

Questi produttori metteranno a disposizione sulle strade Ue, circa 100 auto di test e un migliaio di conduenti, per iniziare le prove di guida autonoma con conducente obbligagorio dove solo alcune funzioni sono relate alla sola tecnologa dell'auto. Viene definita guida autonoma di livello 3.

Il progetto è già partito a settembre e in due anni si avranno quattro obiettivi principali da completare, ovvero controllare se leggi e norme sono adatte, i livelli della tecnologia Adaptive, vedere il comportamento delle auto in situazioni difficili e controllare le consguenze sulla viabilità complessiva.

Adpative è un altro piano promosso dalla Ue per sviluppare parti tecnologiche specifiche per la guida autonoma come scanner laser, fotocamere e videocamere, radar che non solo avrebbero un ruolo nella stessa guida autonoma, ma a anchr quello di rendere più sicuri i trasporti ed diiminuire il traffico dovuto ad incidenti proprio perchè l'Ue stessa insieme a molte aziende, diversamente che negli USA, è convinta che per tanto tempo ci sarano solo auto a guida autonoma 3 dove il ruolo del conducento è fondamentale

Bus che si guidano soli in Cina

Quando si dice che la Cina è un passo in avanti nella sperimentazione di nuove tecnologie o di nuove soluzioni per la mobilità, si dice la verità. Mentre in Europa e soprattutto negli Stati Uniti si parla di auto che si guidano da sole, grazie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale e dunque grazie al sapiente contributo delle aziende hi-tech, ecco che in Cina si lavora sui bus a guida autonoma. L'idea è già diventata un progetto considerando che sono attesi su strada già il prossimo anno, nel 2018. Naturalmente si tratta di una sperimentazione poiché i rischi sono ancora tanti e una innovazione tecnologica di questo tipo va studiata fino in fondo senza lasciare nulla al caso, ma la rotta è stata tracciata.

Ma chi c'è dietro? Quale colosso è alle spalle dei bus che si guidano soli in Cina? C'è addirittura il motore di ricerca Baidu, che ha svelato le carte in occasione di una intervista con il Wall Street Journal. Non si muoverà da solo poiché Baidu si farà affiancare da altri player, tra cui soprattutto un produttore di bus in Cina. Non si tratta di un semplice sfizio perché è allo stesso tempo impegnata nel settore della auto che si guidano sole, rispetto a cui la timeline prevede che si vada su strada da qui a quattro anni. Sul tavolo c'è un investimento pari a 1,5 miliardi di dollari. La componente software passerà dalla piattaforma Apollo, utile per affiancare strumenti per la navigazione, intrattenimento e offerte online per i passeggeri.