Conti correnti ripuliti con pericolosa inedita truffa con sim clonate. Difesa difficile

L'allarme da Catania ad Avellino ha raggiunto una preoccupazione tale da spingere la polizia postale a elaborare e diffondere una guida per evitare di cadere nel tranello.

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Come funziona la nuova truffa


Continuano le truffe e diventano sempre più sofisticate e difficili da contrastare. Questa volta si è riuscito a svuotare i conti bancari con delle sim clonate. E è molto difficile difendersi.
 

Ancora una truffa con mezzi digitali, ancora un conto corrente svuotato e ancora una volta un anonimo cittadino che ci va di mezzo. Questa volta siamo per ad Alassio, in provincia di Savona, e la cifra che si è visto sottrarre sotto al naso è di 20.000 euro. La novità è però un'altra: questa volta non c'è di mezzo la ben nota truffa del phishing, rispetto a cui basta un po' di accortezza per rimanerne alla larga. La frode si è consumata con la tecnica della sim swap, vero e proprio incubo di queste settimane da Catania ad Avellino ovvero con una prevalenza nelle grandi città del sud. Inizialmente avvistata solo all'estero, sta facendo la sua comparsa anche in Italia e, stando a quanto riferito dagli inquirenti, la cifra complessivamente sottratta ha già superato la soglia di un milione di euro. Un importo da capogiro.

Come funziona la nuova truffa che svuota i conti correnti

La difficoltà a difendersi da questa truffa va cercata proprio nella tecnica utilizzata dai malviventi che si basa sulla clonazione della scheda telefonica della vittima. In quei pochi minuti di blackout lo smartphone del truffatore è inutilizzabile apparentemente per un problema di rete. In realtà il motivo è ben diverso ovvero la presa del controllo della sim da parte degli hacker. A quel punto, grazie al sistema della doppia autenticazione ovvero del codice ricevuto sullo smartphone per effettuare un bonifico online, ecco che il conto corrente viene inesorabilmente svuotato all'insaputa dell'intestatario. Già in precedenza i pirati informatici avevano catturato le credenziali bancarie e i altri dati personali utili grazie a uno spyware o a una mail infetta.

Si tratta insomma di una truffa architetta nel tempo e studiata nel minimo dettaglio. L'allarme ha raggiunto una preoccupazione tale da spingere la polizia postale a elaborare e diffondere una guida per evitare di cadere nel tranello. Stando a quanto comunicato in riferimento a questa vicenda, dietro a questa frode all'imprenditore di Alassio, c'era un dealer della Campania che di fatto ha svolto il ruolo di complice.

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