Recensioni prodotti Amazon sono vere o false. Dubbi dopo bustarelle a dipendenti

di Marianna Quatraro pubblicato il

Bustarelle ai dipendenti per manomettere recensioni e divulgare dati personali: lo scandalo che sta colpendo Amazon

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E’ scandalo in casa Amazon: il sito di e-commerce che sta letteralmente sbaragliando ogni concorrenza e facendo volare sempre più in alto la tendenza agli acquisti online, stando a quanto riportano le ultime notizie, avrebbe manomesso diverse recensioni per ottenere punti migliori.

Amazon: bustarelle ai dipendenti per manomettere recensioni

Le ultime notizie confermerebbero, infatti, che dopo aver raggiunto i 1.000 miliardi di dollari, il colosso dell’e-commerce avrebbe dato vita ad un giro di tangenti ai dipendenti affinchè manomettessero le recensioni. Secondo quanto reso noto dal Wall Street Journal, infatti, alcuni impiegati avrebbero cancellato, in cambio di soldi, le recensioni negative mostrando agli utenti recensioni positive che, in totale fiducia, hanno effettuato acquisti ad occhi chiusi anche se non totalmente convinti. Si tratta di una situazione che ha chiaramente portato a risultati positivi per i venditori e delusioni per gli utenti.

Stando a quanto emerso dalle indagini per cambiare totalmente le recensioni alcuni dipendenti sono arrivati a chiedere fino a 2.000 dollari di bustarelle. Ora le autorità competenti procederanno contro chi ha abusato di tale comportamento.

All’accusa è prontamente arrivata la risposta di Amazon che ha sottolineato la sua politica di tolleranza zero per chi abusa del sistema e la posizione di prendere immediati e seri provvedimenti nei confronti di tutti coloro che possono aver portato avanti il comportamento di manomissione delle recensioni, chiudendo i loro store, eliminando recensioni, trattenendo fondi e affidandosi alle azioni legali.

Amazon: pieno scandalo tra bustarelle e diffusione di dati personali

Non solo bustarelle ai dipendenti per manomettere le recensioni di diverse prodotti ma anche soldi in cambio di divulgazione di dati personali. E’ questa una delle ultime notizie rese note da un’indagine dalla quale è emerso che alcuni venditori sarebbero arrivati a pagare anche fino a 80 mila dollari per ricevere dai dipendenti dettagli sulle vendite e sul comportamento degli utenti. Sembra che le irregolarità si siano verificate soprattutto in Cina. L'azienda avrebbe confermato quanto reso noto dal WSJ rendendo noto di aver messo a punto nuovi sistemi per gestire in maniera più severa e capillare l'accesso ai dati.

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