Smartphone, la batteria è sempre la solita del 1912. Le vere alternative

Una delle alternative per migliorare la durata della batteria di smartphone, notebook e tablet potrebbe essere l'idrogeno. E se il futuro fosse del grafene?

Smartphone, la batteria è sempre la soli

Batterie agli ioni di litio inadeguate

Non si può che rimanere sorpresi dal constatare la doppia velocità con cui si muove il comparto degli smartphone. Da una parte abbiamo device sempre più evoluti in cui l'intelligenza artificiale sta conquistando sempre più spazio e l'innovazione generale è sbalorditiva. Ma dall'altra la durata della batteria non solo non procede di pari passo, ma rischia addirittura di rappresentare una zavorra da cui diventa difficile liberarsi. Le batterie agli ioni di litio sono insomma inadeguate ai device ultratecnologici di oggi e senza una reale svolta è verosimile credere come faranno sempre più fatica a garantire energia sufficiente ai terminali elettronici. Senza un cambio di passo, tra qualche anno sarà un miracolo riuscire ad arrivare a fine giornata con il cellulare ancora acceso.

Batterie agli ioni di litio inadeguate

E allora, senza girarci troppo attorno, non è certamente una esagerazione considerare inadeguata le batterie agli ioni di litio, le stesse che hanno fatto per la prima volta la loro comparsa con Sony nel 1991 per alimentare smartphone, notebook e tablet. Ma la cui prima realizzazione risale addirittura al 1912 grazie a Gilbert N. Lewis. Resta allora da scoprire quali possano essere le strade alternative per migliorare l'esperienza d'uso con i dispositivi mobile. Perché un trentennio fa nessuno avrebbe mai immaginato che il cellulare sarebbe diventato uno smartphone dalla diffusione planetaria e senza alcun limite di età minima e massima. Ma lo sviluppo sembra essersi fermato, almeno a livello di applicazione e non di sperimentazione.

Quali alternative per migliorare la durata della batteria

Una delle alternative per migliorare la durata della batteria di smartphone, notebook e tablet potrebbe essere l'idrogeno, il cui funzionamento si basa sulla reazione chimica generata dalla trasformazione di questo elemento in acqua attraverso l'ossigeno. Il problema, come nel caso delle batterie a idrogeno di Intelligent Energy di cui si immaginavano meraviglie fino a pochi anni fa, sono i costi. Sarebbero infatti decisamente elevati per una diffusione di massa. Chissà se la cessione della società per 19,5 milioni di sterline permetterà - come paventato - di attraversare un periodo di maggiore investimento ed espansione della propria offerta di prodotti.

Tanti dubbi anche sull'alternativa ibrida litio-zolfo. Eppure garantiscono una densità energetica superiore del 40% rispetto alla batteria tradizionale e i costi di produzione dovrebbero essere affrontabili. La stessa Sony (sempre lei) starebbe lavorando sullo sviluppo di questa tecnologia. In tanti sono pronti a scommettere sul grafene. Il suo raggio di azione è sterminato: Dall'elettronica alla tecnologia, dalla medicina alla produzione di fino alle nanotecnologie e alla creazione di nuovi, potenti e veloci computer. Si tratta del materiale più sottile del mondo. Ottenuto dalla grafite, il suo campo di utilizzo è stato spesso trascurato, anche a causa dei costi di ricerca, finché una coppia di scienziati russi si è cimentata giorno e notte nello scoprire le proprietà di un materiale dalle dimensioni di un atomo.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il