Supercomputer, Ŕ sfida tra Europa, Usa, Cina e Giappone. Ruolo Italia fondamentale

di Chiara Compagnucci pubblicato il

Dal punto di vista strettamente tecnico, in cantiere ci sono due supercomputer con prestazioni pre-esascala e due medi, ma ovviamente super competitivi.

Supercomputer, Ŕ sfida tra Europa, Usa,

Supercomputer, sfida tra Europa, Usa, Cina, Giappone

Tenetevi forte: questi sono supercomputer capaci di effettuare un miliardo di miliardi di operazioni al secondo. Si parla infatti di exaflop, una dimensione con la quale iniziare a prendere confidenza. Ma non si tratta di un mero vezzo ovvero del tentativo di superarsi e di abbattare nuovi confini tecnologici. Come spiega l'Unione europea, si tratta di macchinari indispensabile per cavalcare l'innovazione e trovare soluzioni sui terreni della mobilità, della medicina o del clima. Non solo, ma anche su energie rinnovabili, sicurezza delle automobili e sicurezza informatica. Perché poi c'è da tenere a bada una concorrenza che galoppa e che non lascia nulla di intentato. Se fino a qualche tempo fa il colosso da affrontare e con cui rapportarsi era quello degli Stati Uniti, adesso c'è anche la Cina che sta recitando una parte da protagonista e punta alla leadership mondiale nell'economia digitale. E anche il Giappone è davanti.

Supercomputer per vincere la sfida della concorrenza

Che una graduatoria che più di altre aiuta a inquadrare la situazione attuale e spiega al meglio le ragioni per cui l'Europa si sta affannando a recuperare posizioni su questo terreno. Nella top ten mondiale non compare alcuno dei supercomputer del vecchio continente. Per il vicepresidente della Commissione europea Andrus Ansip ce n'è allora abbastanza per puntare a dotare entro il 2020 i ricercatori e gli imprenditori di capacità di livello mondiale in questo settore con l'obiettivo di sviluppare tecnologie come l'intelligenza artificiale e creare le applicazioni quotidiane del futuro. Proprio queste sono infatti le basi dell'iniziativa EuroHpc (High performance computing). Traguardo raggiungibile? Sì alla luce delle risorse umane ed economiche messe sul piatto purché si faccia in fretta.

Protagonista anche l'Italia

Lo stanziamento dell'Europa è pari a circa 500 milioni di euro, a cui aggiungerne altrettanti da parte degli Stati membri per la realizzazione di un'infrastruttura europea di supercomputer di livello mondiale. Non tutti perché all'appello hanno risposto in 13 e tra questi c'è anche l'Italia. La collaborazione si rende necessaria perché nessuno stato europeo ha la capacità di costruire in autonomia un supercomputer in tempi concorrenziali rispetto ai vari Statu Uniti, Cina e Giappone.

Ma perché scommettere su questi macchinari futuristici? Per la semplice ragione che sono preziosi nel migliorare la vita dei singoli cittadini e delle comunità in generale. Si rivelano infatti preziosi, solo per citare alcune possibilità, nello sventare attacchi informatici, nella la diagnosi precoce di malattie come i tumori, nel ridurre il ciclo produttivo di un'auto da 60 a 24 mesi, nello sviluppo di nuove terapie, nello gestire centrali energetiche, nel prevedere la direzione degli uragani, nel simulare terremoti. I progressi passano ormai dallo sviluppo e dalle conquiste delle nuove tecnologie. Dal punto di vista strettamente tecnico, in cantiere ci sono due supercomputer con prestazioni pre-esascala - 1017, pari a cento milioni di miliardi di calcoli al secondo - e due medi - 1016, pari a 10 milioni di miliardi di calcoli al secondo - che non hanno ovviamente nulla a che vedere con un computer tradizionale, capace di effettuare tra i 5 e i 20 miliardi di calcoli al secondo.

Seguici su Facebook, clicca su "Mi Piace":