Tariffe cellulari, i costi nascosti reali quali sono Tim, Wind, 3 Italia, Vodafone. Come difendersi

Quanto costano realmente i piani tariffari base degli operatori telefonici? L'addebito di penali per recesso da un contratto è un altro dei tipici costi aggiuntivi.

Tariffe cellulari, i costi nascosti real

Costi nascosti reali nelle tariffe per cellulari


La prima voce a cui prestare attenzione perché spesso sottovalutata è l'addebito di costi di attivazione delle sim nei punti vendita. Alcuni operatori richiederebbero un supplemento di spesa una tantum per la sua l'attivazione, variabile da 3 a 5 euro. Ma si tratta di una cifra indebitamente richiesta e arbitraria poiché l'attivazione sul portale del gestore telefonico è gratuita e avviene via web. Si tratta del primo esempio di costi nascosti reali, rispetto a cui gli utenti dei vari operatori Tim, Wind, 3 Italia, Vodafone dovrebbero prestare attenzione.

La situazione varia in base al gestore e al contratto, ma in qualche modo salta spesso un inaspettato costo supplementare. Quando poi si parla di tutto incluso nella tariffa per cellulari è consigliabile verificare con attenzione il significato di queste parole. Alcuni operatori non informerebbero i clienti dell'addebito di costi aggiuntivi per chiamate da linea fissa nonostante questa magica formula.

I costi nascosti reali nelle tariffe per cellulari

E poi, quanto costano realmente i piani tariffari base degli operatori telefonici? Uno studio recente rivela che Tim, Vodafone e Wind prevedono circa 50 centesimi a settimana. Provando a fare un esempio concreto, Tim attiverebbe gratuitamente e in automatico l'opzione Tim Base insieme a offerte promozionali per i primi 30 giorni per poi pretendere un costo per la disattivazione di 3 euro. La decisione sembra ingiustificata perché l'attivazione del piano tariffario non è richiesta e non è realmente gratuita.

E che dire dei vari servizi ChiamaOra, Ti ho cercato e Chiamami? Sono quelli che avvisano l'utente di un tentativo di chiamata mentre il cellulare era spento o impegnato in un'altra telefonata. Ebbene, in molti casi si tratta di servizi a pagamento, quantificati su base giornaliera, settimana, mensile o bimestrale.

Utilizzano lo spauracchio sempre efficace dell'installazione di malware, ecco che ci attiva in automatica un servizio antivirus a pagamento. Proposto di default all'attivazione della sim, è gratis solo nella fase iniziale perché poi è richiesto un versamento costante, di cui ci si rende conto solo in occasione dell'addebito del costo. Ecco poi che alcune operatori impongono il pagamento di una piccola cifra per conoscere il credito residuo via telefonata.

Perché poi la consultazione da app o sito web del gestore è invece gratuita. Un altro storico costo supplementare richiesto agli utenti è l'ascolto dei messaggi in segreteria. E non è sempre chiaro a quanto ammonti anche perché c'è chi fa pagare a chiamata indipendentemente dalla durata o dall'ascolto dei messaggi e chi lo fa variare in base al piano tariffario. E i prezzi non sono sempre così economici.

L'omessa o inadeguata informativa sui costi del servizio tethering è un altro punto debole perché alcuni operatori non renderebbe immediatamente percepibile che il servizio di navigazione in modalità hotspot ha un costo ulteriore rispetto alla tariffa base. A tal proposito, in passato è intervenuta anche l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a diffidare un gestore telefonico per aver imposto un pagamento per la fruizione del servizio di connettività al web da rete mobile in modalità tethering.

Sembra poi che molti operatori addebitino a carico degli utenti, indipendentemente dalla modalità di pagamento prescelta, i costi di incasso. A quali servizi sono imputati?

E cosa succede in caso di recesso da un contratto di abbonamento

L'addebito di penali in caso di recesso da un contratto di abbonamento è un altro dei tipici costi supplementari richiesti dagli operatori telefonci. Il punto è che se il recesso avviene prima della scadenza del termine minimo di durata del contratto ed è giustificato dalla non accettazione delle variazioni contrattuali proposte dal gestore, nulla può essere richiesto. Ma si comportano tutti così?