Truffa Call Center del finto sì su servizi Tre, Win, Vodafone, Tim. Come Difendersi

Facile lasciarsi trarre in inganno, anche e soprattutto perché non si ha realmente contezza della truffa in quanto al termine della telefonata.

Truffa Call Center del finto sì su servi

Truffa del sì, come funziona


Cresce in modo continuativo senza tregua la truffa dei call center del cosidett finto sì questa volta applicata ai servizi e abbonamenti telefonici di Tre, WInd, Tim e Vodafone. Vediamo come funziona e come si si può difendere.
 

Anche se la minaccia è sempre stata presente, era da tempo che non si sentiva parlava della cosiddetta truffa del sì. Si tratta di quella tecnica subdola in base alla quale un sì a una domanda di comodo verrebbe estratto dalla conversazione e utilizzato come presunta risposta per i propri comodi, come l'attivazione di servizi telefonici non richiesti. Le denunce di queste ultime ore si stanno moltiplicando perché a essere tirati in ballo sono i falsi call center degli operatori Tim, Vodafone, Wind e Tre. La platea delle potenziali vittime è di fatto sterminata e di conseguenza, anche per la legge dei grandi numeri, è facile che in tanti siano rimasti intrappolati nella cosiddetta truffa del sì.

Truffa del sì, come funziona

Il funzionamento della truffa del sì è dunque presto detto e si basa su un doppio inganno. Il primo è quello di partenza perché a contattare gli utenti non sono i veri call center degli operatori telefonici bensì centralinisti che si spacciano per i vari Tim, Vodafone, Wind e Tre. Il secondo è appunto quello di utilizzare un sì dato a una domanda, magari sulla conferma dell'identità, per una richiesta ben differente, come il consenso a cambiare tariffa o ad attivare servizi a pagamento. A spingere gli utenti a rispondere alla telefonata è l'indicazione del numero di telefono del chiamante - solitamente con prefisso 02 o 06 ovvero riferito a Milano o Roma - anche perché sono adesso vietate le telefonate commerciali in forma anonima.

E sebbene questa che coinvolge i falsi call center degli operatori Tim, Vodafone, Wind e Tre sia solo la più recente truffa del sì, sono anche tanti altri i casi registrati e non sempre da ricondurre in ambito telefonico. Basti ricordare le denunce ai finti gestori dei servizi di gas o luce o perfino del finto ufficio dell'Agenzia delle entrate.

Truffa del sì, come difendersi

Insomma, è evidente come sia facile lasciarsi trarre in inganno, anche e soprattutto perché non si ha realmente contezza della truffa in quanto al termine della telefonata si rimane nella certezza di aver risposto sempre con chiarezza. C'è allora chi suggerisce di non alzare la cornetta (o fare swipe verso destra o verso l'alto con lo smartphone) nel caso di telefonate provenienti da numeri sconosciuti. Ma in questo modo si verrebbe tagliati fuori non solo da possibili proposte interssanti, ma anche da chiamate private. Ecco allora che una strategia ugualmente efficace è quella di stare attenti a non rispondere mai sì ad alcuna domanda, per essere sicuri che queste due lettere non saranno utilizzate per altri scopi e per dare il proprio consenso.

Se durante la telefonata si avverte mancanza di chiarezza e si avanza qualche sospetto, è meglio tagliate corto e terminare la chiamata. Oppure, prima di interrompere la conversione, chiedere esplicitamente all'autore della chiamata di cancellare i dati dalla sua banca dati e dirgli senza mezzi termini di non voler più essere contattati. Chi subisce una truffa può sporgere denuncia penale presso qualsiasi posto di polizia. Spetta alla polizia trasmettere la denuncia all'autorità competente.