Truffe online tra Ping Calls e WhatsApp rubati milioni di euro. Come difendersi

di Luigi Mannini pubblicato il
Truffe online tra Ping Calls e WhatsApp

La nuova truffa delle ping calls

La nuova truffa sta viaggiando proprio WhatsApp, la più popolare delle app di messaggistica istantanea. E attenzione alle chiamate da numeri sconosciuti.

Nuove e sempre più efficaci truffe via web e via telefono con una semplice chiamata sul cellulare. E sono messe a punto in modo così certosino da rendere quasi impossibile riuscire a difendersi. Quasi appunto perché la scelta giusta dinanzi alle nuove truffe online tra Ping Calls e WhatsApp è sempre a portata di mano. Il punto è in realtà un altro ed è l'inconsapevolezza della portata di questa situazione.

Succede perché non è poi così facile accorgersi che qualche malintenzionato, tra hacker e criminali informatici, si è realmente messo sulle nostro tracce. La soglia di attenzione viene inesorabilmente portata più in giù e a quel punto diventa più facile per i truffatori riuscire a portare a termine il disegno criminoso.

La nuova truffa via WhatsApp

Ma sarebbe sbagliato credere che il miglior modo per mettersi al riparo da ogni tipo di truffe è l'isolamento ovvero non collegarsi via Wi-Fi a un hotspot differente da quello domestico oppure non consultare i social network, non cliccare su un banner pubblicitario considerato interessante o disinstallare WhatsApp dal computer. Già, perché la nuova truffa sta viaggiando proprio con la più popolare delle app di messaggistica istantanea.

E a sentire i racconti di chi è rimasto vittima non nascondiamo un certo stupore. La tecnica utilizzata è infatti tanto semplice quanto efficace. Tutto inizia con la pubblicazione sul web di inserzioni per la vendita di un prodotto interessante e a una cifra adeguata. Chiuso l'accordo tra compratore e venditore, il secondo si fa spedire va WhatsApp la foto dell'assegno come impegno a concludere la trattativa.

Ed è proprio in questo momento che si consuma la truffa perché il finto venditore riesce a stampa la foto in alta definizione e a incassare la cifra per poi sparire dai contatti dell'acquirente. La banalità è tale che si sarebbe tentati e non crederci, eppure dal numero delle denunce recapitate agli organi di polizia è tutto vero. La capacità del truffatore di creare un'inserzione convincente è la chiave di volta.

La truffa delle ping calls, le chiamate con il cellulare

E non può che provocare ben più di una preoccupazione la cosiddetta truffa delle ping calls che si consuma via cellulare. Tutto nasce da un semplice squillo da un numero sconosciuto sul cellulare. Ed è la curiosità di sapere chi +, magari perché si era in attesa di una telefonata, a spingere a richiamare. Ed è l'errore più grande che si possa commettere perché alla risposta e ogni secondo che trascorre porta con sé la spesa di ingenti cifre dal conto telefonico.

In questo caso, la difesa ragionevole passa dal non richiamare i numeri stranieri, considerando che le ping calls incriminate provengono dai prefissi +216, +373, +383, rispettivamente provenienti da Tunisia, Moldavia e Kosovo. E a proposito di truffe telefoniche, segnaliamo anche le call ID spoofing ovvero gli squilli da numeri falsificati perché il numero che appare sul display dello smartphone, anche se con prefisso italiano, non è quello vero. E questa volta le possibilità che l'utente richiami schizzano inevitabilmente verso l'alto.