WhatsApp, arriva nuova truffa: i correntisti Unicredit a rischio

Basta inserire le informazioni personali del servizio di e-banking e la vittima consegna al truffatore i dati per effettuare bonifici in uscita.

WhatsApp, arriva nuova truffa: i corrent

Se la truffa circola via WhatsApp


Quasi impossibile non cadere nel tranello, se non altro perché la grafica del sito a cui rimanda il messaggio truffa che arriva sul cellulare è effettivamente molto simile a quella del sito Unicredit. Occorre una certa attenzione per rendersi conto del raggiro, ma spesso per la fretta o per sottovalutazione del pericolo si finisce per compiere e azioni sbagliate. Anche perché, se in un momento in cui siamo alle prese con qualche azione quotidiana arriva il messaggio via WhatsApp della nostra banca che ci chiede di aggiornare i dati del nostro conto corrente per "non incorrere in una immediata chiusura per problemi burocratici", cosa faremmo?

Se la truffa circola via WhatsApp

Certo, ci dovremmo prendere tutto il tempo necessario per verificare questa richiesta, ma per la legge dei grandi numeri, non tutti agiscono correttamente. E così succede che il vecchio stratagemma dell'sms spedito sullo smartphone (nell'epoca di WhatsApp e Telegram, perché anche questo è uno strumento ancora molto utilizzato) finisce per rivelarsi tremendamente efficace. Eppure basta inserire le informazioni personali del servizio di e-banking e la vittima consegna al truffatore i dati per effettuare bonifici in uscita ovvero fare tutto quello che vuole con i risparmi nel conto corrente. Ma basta ricordarsi solo di una casa: la banca non manda messaggi via WhatsApp. E men che meno nel caso di comunicazioni così importanti.

Unicredit ci tiene a far sapere come la banca non chieda mai via messaggio o via mail ai propri utenti di inviare password o altre informazioni personali di identificazione. E anzi, invita le vittime a contattare il numero verde gratuito di Unicredit 800 57 57 57 dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22 e il sabato dalle 8 alle 14. Un consiglio supplementare? Controllare il link inviato perché deve iniziare con https e non http. Ma naturalmente non si tratta della sola regola da seguire e a cui stare attenti. In generale è sempre meglio cercare di innalzare il tasso di consapevolezza. Anche perché truffe di questo tipo sono destinate a moltiplicarsi.