Contributo IVS: cos’è, come si calcola e quando si paga

Il contributo IVS deve essere pagato dai lavoratori dipendenti del settore privato, apprendisti, collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, artigiani e commercianti ed altre categorie

Contributo IVS: cos’è, come si calcola e quando si paga

Cos’è il contributo IVS?

Il contributo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti è una forma di contribuzione obbligatoria versata all’Inps o a un altro gestore speciale ai fini pensionistici e consiste in una quota trattenuta nella busta paga dei dipendenti oppure versata direttamente dal lavoratore come forma di assicurazione pensionistica.

Contributo IVS cos’è e come si calcola

Se leggendo la busta paga vi imbattete nella dicitura contributo IVS e non sapete cos’è, né tantomeno come si calcola non temete. Non c’è nulla di strano. Né tantomeno dovete spaventarvi. Certo la busta paga a volte diviene davvero un enigma che mette in uno stato di agitazione difficile da combattere. Soprattutto dopo una dura giornata di lavoro. Le voci da monitorare sono tante e non sempre ci sono le necessarie competenze per capire di cosa si tratta. Come nel caso del contributo IVS.

Parecchi non sanno che cos’è e di cosa si tratta e per questo motivo possono aver bisogno di qualche informazione ulteriore. Sciogliere l’enigma è cosa facile. Basta dire che si tratta della contribuzione ai fini pensionistici per quel che riguarda per Invalidità, Vecchiaia e Superstiti. La quota da versare non è omogenea ma cambia a seconda delle categorie di lavoro. Quindi non si può fare una classificazione precisa, ma per avere un quadro della situazione bisogna valutare quale sia l’occupazione svolta da chi ha deciso di avvalersi del contributo IVS. L’Istituto per calcolare la misura dell’ IVS, determina le aliquote contributive, il reddito minimo e massimo vigente per quel periodo di imposta, e il reddito di fascia con cadenza annuale.

Il contributo IVS deve essere pagato dai lavoratori dipendenti del settore privato, siano essi apprendisti, collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, artigiani e commercianti, artisti dello spettacolo, giornalisti iscritti all’Inpgi, mezzadri, coloni, IAP e coltivatori diretti. Insomma la platea è abbastanza vasta. La differenza è rappresentata da questo aspetto: per i lavoratori subordinati, apprendisti e collaboratori l’IVS viene trattenuto direttamente un busta paga mentre per gli autonomi va versato entro specifiche scadenze con il modello F24. Sono invece esclusi dal contributo i dipendenti pubblici.

Come si calcola

Chi decide di usufruire del contributo IVS è responsabile della situazione contributiva in generale. Tale contributo minimo:

  • è dovuto per l’intero mese anche se l’attività viene svolta per parte di esso;
  • bisogna pagarlo anche se il reddito accertato non sia superiore a quello minimo.

Oltre a quelli già citati deve essere versato anche il contributo di maternità che è pari a sessantadue centesimi mensili. Inoltre, è previsto anche l’obbligo di sostenere un contributo pari allo 0,09% del reddito minimale e dell’eventuale reddito eccedente, a titolo di aliquota aggiuntiva. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato fino al trentuno dicembre 2018.

Quando si paga il contributo IVS

Quando si paga il contributo IVS? Il pagamento deve essere effettuato in quattro rate così suddivise:

  • la prima il sedici maggio
  • la seconda il venti agosto
  • la terza il sedici novembre
  • la quarta il sedici febbraio.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il