Contributo IVS: cos’è, come si calcola e quando si paga

Il contributo IVS deve essere pagato dai lavoratori dipendenti del settore privato, apprendisti, collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, artigiani e commercianti ed altre categorie

Contributo IVS: cos’è, come si calcola e quando si paga

Cos’è il contributo IVS?

Il contributo di Invalidità, Vecchiaia e Superstiti è una forma di contribuzione obbligatoria versata all’Inps o a un altro gestore speciale ai fini pensionistici e consiste in una quota trattenuta nella busta paga dei dipendenti oppure versata direttamente dal lavoratore come forma di assicurazione pensionistica.

Contributo IVS cos’è e come si calcola

Se leggendo la busta paga vi imbattete nella dicitura contributo IVS e non sapete cos’è, né tantomeno come si calcola non temete. Non c’è nulla di strano. Sciogliere l’enigma è cosa facile. Basta dire che si tratta della contribuzione ai fini pensionistici per quel che riguarda per Invalidità, Vecchiaia e Superstiti. La quota da versare non è omogenea ma cambia a seconda delle categorie di lavoro. L’Istituto per calcolare la misura dell’ IVS, determina le aliquote contributive, il reddito minimo e massimo vigente per quel periodo di imposta, e il reddito di fascia con cadenza annuale.

Il contributo IVS deve essere pagato dai lavoratori dipendenti del settore privato, apprendisti, collaboratori autonomi iscritti alla gestione separata, artigiani e commercianti, artisti dello spettacolo, giornalisti iscritti all’Inpgi, mezzadri, coloni, IAP e coltivatori diretti con la differenza che per i subordinati, apprendisti e collaboratori l’IVS viene trattenuto direttamente un busta paga mentre per gli autonomi va versato entro specifiche scadenze con il modello F24. Sono invece esclusi dal contributo i dipendenti pubblici. I titolari sono responsabili per il versamento dei contributi propri e dei propri collaboratori. Tale contributo minimo:

  • è dovuto per l’intero mese anche se l’attività viene svolta per parte di esso;
  • è dovuto anche nel caso in cui il reddito effettivo accertato ai fini fiscali si mantenga al di sotto del reddito minimo.

Oltre a quelli già citati deve essere versato anche il contributo di maternità che è pari a sessantadue centesimi mensili. Inoltre, è previsto anche l’obbligo di sostenere un contributo pari allo 0,09% del reddito minimale e dell’eventuale reddito eccedente, a titolo di aliquota aggiuntiva. L’obbligo al versamento di tale contributo è stato prorogato fino al trentuno dicembre 2018. Se il reddito d’impresa supera il reddito minimale devono essere versati anche i contributi eccedenti il minimale. I contributi sono dovuti nei limiti di un reddito massimo imponibile. Per artigiani e commercianti iscritti per la prima volta nella gestione dal primo gennaio 1996, soggetti privi di anzianità contributiva, è previsto un diverso limite massimo di reddito.

Quando si paga il contributo IVS

Quando si paga il contributo IVS? Il pagamento deve essere effettuato in quattro rate così suddivise:

  • la prima il sedici maggio
  • la seconda il venti agosto
  • la terza il sedici novembre
  • la quarta il sedici febbraio, ovviamente dell’anno successivo.

Il versamento del contributo eccedente il minimale avviene versando due rate dello stesso importo, calcolati sul reddito d’impresa dell’anno precedente ed eventualmente un saldo all’anno successivo, quando è definitivamente noto il reddito conseguito. I versamenti del saldo e del primo acconto dei contributi IVS sul reddito eccedente il minimale possono essere versati differendoli di trenta giorni oppure attraverso una rateizzazione di un massimo di sei rate. In questo caso si paga una maggiorazione rispetto al totale pagato nel caso di rispetto dei termini.

Autore: Luigi Mannini
pubblicato il