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Esodati: copertura per i 300mila e pensione reale per i già salvaguardati da Governo Letta

Come risolvere l’emergenza esodati fra già tutelati e coloro fuori dalle attuali salvaguardie



Il nuovo governo punta alla soluzione definitiva della questione esodati, lavoratori che in seguito alle norme dell’attuale sistema delle pensioni rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione.

A rischiare, secondo le stime di Cgil e Ragioneria dello Stato, circa 300mila persone. Il piano del nuovo governo fa riferimento a “forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento, come l’accesso con 3-4 anni di anticipo e con una penalizzazione proporzionale”, in modo da adottare un sistema di incentivi e disincentivi simile a quello in vigore per le attuali pensioni anticipate.

Con questo meccanismo che regola le pensioni anticipate, potrebbe essere salvaguardata anche la platea dei lavoratori esodati, permettendo loro di mettersi a riposo con regole meno rigide. Altra ipotesi allo studio quello di pensioni flessibili che possano permettere di andare in pensione a 62 anni e 35 anni contributivi, pur se con penalizzazioni.

La necessità attuale è quella di trovare risorse per ‘coprire’ le spese dei 300mila ora fuori dalle tutele. Le salvaguardie dell’ex governo Monti sono, infatti, state circoscritte a 130mila lavoratori divisi in tre platee: una prima da 65mila, una seconda da 55mila e una terza ed ultima da 10mila.

Ma al momento sono ‘solo’ 62mila dei primi 65 ad aver effettivamente una tutela. Ne sono rimasti esclusi 3mila e ancora molto ci sarà da fare per coprire realmente gli individuati dai tre decreti Fornero del precedente governo.

A comunicare i numeri effettivi è stato l'Inps secondo cui dei 65mila salvaguardati del giugno scorso i salvaguardati reali sono solo 62mila. L'Inps ha, inoltre, certificato che i salvaguardati che hanno ricevuto la pensione al 7 maggio 2013 (e quindi a quasi un anno dal decreto) erano solo 7.254, l'11% del totale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il