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Esodati: nessuno ne parla più come ultimi discorsi Letta e Giovannini su programma Governo autunno

Esodati ancora in secondo piano. Le priorità d’autunno



Si discuterà a settembre del futuro delle quasi 200mila persone che al momento rischiano di rimanere senza lavoro e pensione. Si tratta dei cosiddetti esodati e per risolvere la questione sarà necessario reperire fondi per le coperture necessarie.

I fondi servono per dare la pensione non solo agli 11mila esodati, cifra resa noto proprio qualche giorno fa dall’Inps, ma a tutti i 130mila già salvaguardati dall’ex governo Monti; per allargare la platea dei tutelati alle altre 200mila persone in bilico; e per pensare ad eventuali sussidi da destinare a chi ancora aspetta la pensione.

Secondo l’Inps, finora dei 130.130 lavoratori, circa 11.384 sono andati in pensione con le vecchie norme e sono coloro che hanno maturato i requisiti per andare in pensione, una prima tranche di quei 65mila lavoratori salvaguardati con il decreto del 2011.

Inoltre, nel primo decreto riguardante 65mila persone, oltre 3mila accessi non sono stati assegnati. Nonostante le proposte presentate a tutela di questi esodati e le discussioni che si protraggono ormai da mesi, tutto sembra di nuovo tornato a tacere, per dare priorità ad altre questioni come Iva e Imu.

Si aspetta comunque l’autunno, quando il governo presenterà anche un piano di privatizzazioni, come ha annunciato il presidente del Consiglio Enrico Letta. Il premier ha detto: “Presenteremo in autunno, appena sarà definito, il piano di privatizzazioni: ora non sono in grado di dire che cosa e quanto. Non voglio dare adito a speculazioni: ci lavoreremo fra agosto e settembre.

Il piano di dismissione del governo sarà largo. Lo presenteremo e ne discuteremo con tutti, ne ho già cominciato a parlare con le parti sociali”. Tra le priorità anche la volontà di cambiare la legge elettorale: “Cambiare la legge elettorale è una priorità e le Camere sono l’alveo naturale dell’impegno riformatore.

Mi auguro che succeda e farò di tutto perché ciò accada”. Intanto, entro settembre, arriveranno i primi risultati dell'attività del gruppo di lavoro, messo in campo dal ministero del Lavoro per sperimentare forme di reddito di inserimento, che non è di cittadinanza, com’è stato annunciato dal ministro del lavoro Enrico Giovannini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il