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Esodati: rischi alti se cade Governo Letta ma anche da questa situazione incertezza

Esodati ancora urgenza sociale del Paese ma non si fa nulla: la situazione



In questo momento di instabilità come se il governo dovesse, alla fine, cadere a risentire maggiormente dei futuri cambiamenti e dei possibili assetti sarà la categoria degli esodati.

Mentre, infatti, alla festa del Pd a Torino, il sindaco di Firenza, Matteo Renzi, è intervenuto in merito alla necessità effettiva di apportare modifiche, di età e uscita dal lavoro, all’attuale sistema pensionistico, ancora una volta, è stata messa da parte la questione esodati, quella che, in realtà, continua a rappresentare un’urgenza sociale per il nostro Paese, perché coinvolge migliaia e migliaia di persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione, e migliaia che, nonostante destinatari di tutele, attendono ancora effettivamente la pensione.

Stiamo parlando di una parte di quei 130mila salvaguardati dai tre decreti dell’ex governo Monti che, nonostante salvaguardati, in realtà non hanno ancora ricevuto alcun assegno, se non in una minima percentuale.

E mentre gli ultimi 10.130 esodati che rientrano nell’ultimo contingente dei salvaguardati dovranno presentare la domanda per la pensione alla Direzione Territoriale del Lavoro del loro territorio, indicando la data di fine rapporto lavorativo e quale accordo li ha messi in mobilità, entro il 25 settembre, tutto è sospeso per coloro che rientrano nella quarta tranche di esodati prevista dal dl n.102/2013, cioè 6.500 soggetti.

La nuova circolare dell’Inps riguarda, infatti, i 6.500 soggetti lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto tra il primo gennaio 2009 e 31 dicembre  201, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo.

Aspettando le istruzioni sulle modalità di presentazione delle istanze per la nuova salvaguardia, l’Inps non rigetterà le domande dei soggetti che ritengano di essere beneficiari di questa ulteriore salvaguardia, ma per il via libero definitivo bisognerà aspettare le istruzioni ministeriali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il