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Amnistia e indulto: Civati, Orlando, Ingroia e Radicali, nuove dichiarazioni

Ancora aperto il dibattito su decreto svuota carceri e misure di indulto e amnistia: nuove dichiarazioni politici e posizioni




Oggi, giovedì 7 agosto, il ministro della Giustizia Orlando è pronto a presentarsi in Parlamento per una nuova audizione sulla situazione carceri in Italia, ma intanto, in alcune ultime dichiarazioni di questi giorni, ha sostenuto l’operato del governo fin qui svolto con il decreto carceri, nonostante da molti (Lega e M5S) additato come un ennesimo ‘indulto mascherato’, definendo l’approvazione come “un importante passo avanti perché abbiamo evitato condanne da 300 milioni di euro e stabilito un principio di civiltà”.

Sulle misure di indulto e amnistia cui non si è ricorso ma i cui quattro ddl sono ancora all’esame della Commissione Giustizia nell’attesa di un testo unico, ha detto: ““Una situazione esplosiva è stata gestita senza ricorrere, come spesso s’è fatto in Italia, a un provvedimento generale di clemenza, ma con misure che hanno invertito la tendenza, e i cui primi passi sono stati fatti dal governo Berlusconi. Una strada in salita che comincia a dare i suoi frutti”. Infine, ha annunciato entro il prossimo 20 agosto la pubblicazione online sul sito del Ministero di tutti i 12 punti della riforma Giustizia. “Da settembre sarà pronto a partire con i singoli testi di quella che si annuncia la più importante manovra sulla giustizia degli ultimi vent’anni, visto che tocca i temi più dibattuti, dal Csm alla prescrizione, dalla corruzione al processo civile”.

Secondo il segretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini, “Il decreto carceri lo abbiamo definito il prezzo della tortura. Si dovevano spendere 450 milioni di euro, invece così ce la siamo cavata con 20. In questo modo hanno ingannato anche l’Europa che aveva chiesto rimedi concreti”.

Ma è scontro sulle misure di clemenza e il deputato Pippo Civati ha dichiarato “Starei lontano dalla demagogia, eviterei le battute di Matteo Renzi su amnistia e indulto, quando poi abbiamo affrontato lo stesso un percorso per alleggerire il peso delle carceri”. Ora, perché vengano concessi amnistia e indulto serve la maggioranza dei due terzi del Parlamento, mentre prima venivano concessi direttamente dal presidente della Repubblica, che ancora oggi ha il potere di concedere la grazia, attraverso uno specifico decreto.

Sulla situazione carceri e condanne interviene anche Antonio Ingroia che sostiene che “Il 41 bis è una norma, introdotta originariamente alla specifica finalità preventiva di impedire che i capimafia potessero comunicare con l’esterno per dare ordini; non deve essere ora reinterpretata come una forma di accanimento carcerario”, e invita ora ad una “apertura in Italia di un dibattito sul carcere duro fuori degli schieramenti militanti da tifoseria scalmanata sugli spalti, garantisti da una parte e antimafiosi dall’altra”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il