Rinnovo contratti pubblico, statali, forze ordine: ufficiali affermazioni Gentiloni, Madia

Molte norme sono nell'incertezza poiché alcuni decreti attuativi non sono stati ancora emanati e manca la redazione dei testi.

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Rinnovo contratti statali, pubblico, forze dell'ordine



AGGIORNAMENTO:  Dopo l'insediamento di ieri, ci sono state le prime affermazioni e un primo discorso ufficiale dove Gentiloni ha spiegato il suo programma e in esso è stata confermato di procedere con l'iter della Pa anche più velocemente di prima e sicuramente sotto due aspetti concludere e rendere esecutivo il rinnovo dei contratti e sistemare gli errori sottolineati dall'Alta Corte.

AGGIORNAMENTO:  Da una parte positiva c'è il discorso che il denaro è stato stanziato, ma da qui ad evere la sicurezza per i motivi visti sotto che tutto possa procedere per il meglio è difficile. Se salta l'aumento dello stipendio, tra l'altro saltano tutte anche le nuove regole e non è per nulla positivo otre al fatto che c'è da considerate che la stessa consulta ha chiesto una revisione di alcune di esse.

AGGIORNAMENTO: Le cose mutano velocemente e non è più così chiaro se si possa dire con certezza che tutto andrà per il meglio. Da una parte c'è il Responsabile del Dicastero che rimane lo stesso, dall'altra che la rettifica dovrebbe iniziare essere nel momento più delicato tra Gennaio-Febbraio, quando la Consulta farà la sua sentenza sul sistema di voto e tutto potrebbe rimanere bloccato o comunque ritardare e di molto perchè proprio in quel momento ci potrebbe essere una forte richiesta di andare subito al voto.

AGGIORNAMENTO: Le incertezze dovrebbero essere minori rispetto a prima con la nascita del novo esecutivo che sembra più a lungo e che, quindi, il contratto e il suo rinnovo dovrebbe essere possibili e tranquillamente fattibili per Gennaio-Febbraio. E anche con il nuovo Ministro tutto sembra dover andare regolarmente

AGGIORNAMENTO La crisi di governo seguita alle dimissioni di Matteo Renzi in seguito alla sconfitta referendaria, ha certamente avuto effetti negativi sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Ma dovrebbero essere confermati gli ottanta euro per le forze dell’ordine anche se c'è una parte tecnica che li rende di difficile conferma o perlomeno rischiosa.

Non va affatto sottovaluta la questione della crisi della maggioranza nel contesto della riforma della pubblica amministrazione del rinnovo del contratto degli statali. Sotto quest'ultimo versante è sta raggiunta l'intesa sullo stanziamento di 85 euro lordi al mese di media, ma c'è appunto tutta la parte tecnica e operativa da redigere. Più precisamente, per formalizzare la pratica occorre scrivere entro febbraio il nuovo testo unico sul pubblico impiego. Con la crisi, l'accordo finisce in standby insieme ai temi del posto fisso e degli scatti di anzianità. Ma molte altre norme sono nell'incertezza poiché alcuni decreti attuativi non sono stati ancora emanati.

Uno dei nodi più ingarbugliati riguarda i cosiddetti furbetti del cartellino messi in salvo da una sentenza dell'Alta Corte che ha dichiarato l'incostituzionalità del decreto attuativo. La maggioranza stava preparando una modifica per rispondere ai rilievi ed evitare così il reintegro di alcuni statali licenziati dopo essere stati colti in flagrante, ma le operazioni sono adesso sospese.

La buona notizia per le forze dell'ordine è il rinnovo pressoché scontato del bonus di 80 euro per gli appartenenti a Polizia di Stato; Carabinieri; Guardia di Finanza; Corpo Forestale; Polizia penitenziaria; Vigili del Fuoco; Aeronautica Militare; Esercito Italiano; Marina Militare; Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana; Corpo Militare dell'Esercito Italiano del Sovrano Militare Ordine di Malta; Capitanerie di Porto. Rispetto al bonus che coinvolge lavoratori dipendenti e assimilati, la misura era infatti in vigore solo per il 2016 ma con il Bilancio 2017 è stata estesa anche per il prossimo anno.

Il bonus, al pari di quanto è successo in questi 12 mesi, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e dell'imposta regionale sulle attività produttive e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale. Vola invece il Patto per la fabbrica tra forze sociali e associazione degli industriali. Un Patto che - sottolineano - richiede un intervento organico su innovazione, formazione, conoscenza, giovani e Mezzogiorno. Le parti hanno inoltre concordato sulla necessità di sostenere una idea di politica economica e industriale nazionale che dia forza alla competitività delle imprese e impulso alla crescita occupazionale. Un nuovo tavolo di confronto, dopo i tavoli tecnici, è previsto per metà gennaio.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il