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Legge Intercettazioni: tutte le novità. Cosa dice il decreto?

Via libera al ddl Intercettazioni. Cosa prevedono le nuove misure.



Il DDL intercettazioni è stato approvato con un sì della maggioranza scatenando polemiche e discussioni. E Pd, Udc e Idv si sono anche appellati al presidente della Repubblica, Giorgio Napoletano. I

l testo approvato: limiti di ammissibilità, cioè le intercettazioni saranno possibili per delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a cinque anni, per i delitti contro la Pubblica amministrazione, per quelli riguardanti la droga, il contrabbando, le armi e gli esplosivi, l'ingiuria, la minaccia, l'usura, l'insider trading, l'aggiotaggio, la molestia anche telefonica, la diffusione di materiale pedopornografico.

Le intercettazioni saranno autorizzate solo in presenza di evidenti indizi di colpevolezza; le intercettazioni potranno durare al massimo 60 giorni; le intercettazioni ambientali saranno consentite solo vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi dove sono disposte si stia svolgendo l'attività criminosa. Le telefonate e i relativi verbali saranno custodite in un archivio presso la Procura.

I procuratori avranno il potere di gestione e controllo dei centri di intercettazione e di ascolto e chi pubblicherà il contenuto di intercettazioni per le quali è stata ordinata la distruzione sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. In virtù delle nuove misure, gli editori dei giornali che violeranno il divieto di pubblicazione saranno puniti con multe fino a 465mila euro, mentre per i giornalisti che infrangono il divieto, il provvedimento prevede l'arresto fino a 30 giorni o l'ammenda fino a 5mila euro o fino a 10mila se si tratta di intercettazioni.

Inoltre, sarà previsto un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente. Nelle dichiarazioni di voto, trasmesse in diretta tv, il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, annunciando il no del partito al provvedimento, ha ribadito che si tratta di una “legge vergognosa che getta due macigni sul nostro Stato democratico, uno sulla libertà di stampa, uno sulle intercettazioni”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il