Affittare una casa a 500 euro, calcolo tasse ed esempi di quanto si paga

Quanto costa affittare una casa per inquilino e proprietario dell’immobile e spese e rendita per affitto da 500 euro al mese

Affittare una casa a 500 euro, calcolo tasse ed esempi di quanto si paga

Quanto cosa affittare una casa?

 Affittare una casa, al pari di un acquisto ma in maniera diversa, prevede una serie di costi tra imposte di registrazione contratto e tasse da pagare nel corso del tempo, sia a carico del proprietario dell’immobile sia a carico dell’inquilino e in alcuni casi i costi possono essere anche relativamente alti.

 

Affittare la casa non è una semplice operazione e in molti casi richiede l’intervento di una persona specializzata che sappia ben valutare le condizioni dell’immobile per dare al potenziale inquilino consigli non solo sulla casa da scegliere ma anche su contratto e condizioni d’affitto.

Se, infatti si sbaglia qualche passaggio o procedura, così come avviene quando si decide di comprare una casa, si potrebbero correre anche dei rischi per cui chi decide di rivolgersi ad un agente immobiliare per affittare la casa deve avere la certezza di affidarsi ad un professionista che conosca bene il mercato immobiliare e le relative leggi in modo da valutare ed eventualmente proporre l’immobile nel modo giusto e alle persone giuste, gestendo poi la trattativa in maniera del tutto professionale. Quante e quali sono le tasse che si pagano per una casa in affitto? Se affitto una casa a 500 quanto quanto devo pagare di tasse?

Calcolo tasse per affitto casa

Quando si affitta una casa bisogna mettere in conto una serie di costi e tasse da pagare, dalle imposte di registro e bollo a Irpef, Tasi e Tari sui rifiuti, che spettano sempre agli inquilini a differenza dell’Imu, il cui pagamento invece è esclusivamente a carico dei proprietari.

Le tasse da pagare per una casa in affitto, in particolare, sono:

  1. imposta di registro, per gli immobili in affitto per uso abitativo è del 2% del canone annuo moltiplicato per le annualità del contratto;
  2. imposta di bollo è di 16 euro ogni 4 facciate scritte del contratto da registrare e, comunque, ogni 100 righe e se può scegliere di pagare l’imposta di bollo tramite addebito in conto corrente, sia che si registri il contratto presso un ufficio sia che si registri online.
  3. tassazione Irpef, dipende dai diversi scaglioni di reddito;
  4. addizionali comunale e regionale, stabilite dai singoli enti;
  5. Tasi sui servizi indivisibili comunali, stabilite in tal caso da ogni singolo Comune;
  6. Tari sui rifiuti.

I proprietari di immobili che decidono di affittare casa possono optare anche per il regime fiscale della cedolare secca, che riunisce in un’unica tassa Irpef, addizionale comunale e regionale, imposta di registro e imposta di bollo e si calcola sul totale dei canoni di locazione. Con la cedolare secca, il datore di lavoro non può prevede aumenti del canone di affitto e il costo resta dunque sempre lo stesso fino a quando si avrà l’immobile in locazione.

Affittare una casa a 500 euro: quanto si paga

Nel caso di affitto di una casa a 500 euro, considerando tutte le imposte sopra riportate, per un inquilino, comprese eventuali ulteriori spese condominiali, le spese non sono poi così basse e si può arrivare, per esempio, a pagare una cifra mensile complessiva anche di 700 euro.

Per il proprietario di un immobile, la rendita di una casa affittata a 500 euro mensili, considerando tasse e Imu da versare come seconda casa in quanto non risulta abitazione principale, è molto bassa, soprattutto se il prezzo di acquisto è stato relativamente alto, per esempio 150mila euro. Dall’affitto si ricavano 6mila euro di reddito lordo annuo che al netto delle imposte diventano circa 5mila e calcolandoci anche l’Imu da pagare scende ancora. E0 bene però considerare che per affitti di casa sono previste anche detrazioni fiscale che implicano qualche risparmio per gli inquilini soprattutto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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