Badante, chi deve pagare, quando e come tra coniuge, figli e parenti

Chi e quanto deve pagare una badante nel caso di necessaria assistenza a persona non autosufficiente: tutto quello che c’è da sapere

Badante, chi deve pagare, quando e come tra coniuge, figli e parenti

Chi paga la badante?

Per l’assistenza di una persona anziana, autosufficiente o non, le spese sono innanzitutto a carico dell’altro coniuge e poi dei figli, se l’altro coniuge è anch’esso invalido o non autosufficiente, e in mancanza di figli, tocca agli parenti.

 

La badante, in molte case e famiglie, ricopre un ruolo fondamentale e la sua presenza e il suo aiuto diventano essenziali per ogni membro della famiglia e non solo per l’anziano da assistere, perchè la badante, che sia convivente o non convivente, assiste l’anziano, autosufficiente o non autosufficiente, in ogni momento, si occupa di prestargli cure e attenzioni necessarie, fa compagnia, lo aiuto nello svolgimento di tutte le azioni quotidiane importanti e senza la sua figura in moti si sentirebbero persi. Tuttavia, la figura della badante convivente e non convivente pesa sul bilancio familiare e chi deve pagare tra coniuge, figli e parenti?

Chi deve pagare la badante tra coniuge, figli o altri parenti?

La prima domanda che ci si pone nel momento in cui diventi necessario assumere una badante è chi deve pagarla? Stando a quanto previsto dal Codice Civile, è l’altro coniuge ad avere l’obbligo di assistenza morale e materiale del coniuge che ha bisogno della badante, per cui spetta a lui la spesa, tuttavia, se anche l’altro coniuge è indigente o anch’egli invalido e non in grado di prendersene cura, l’obbligo di garantire sostegno morale e materiale ai genitori anziani e non autosufficienti spetta ai figli.

Le legge prevede il pagamento delle spese necessarie per la sopravvivenza della persona che ha bisogno della badante a carico innanzitutto l’altro coniuge, in mancanza di esso o se l’altro coniuge versa anche in condizioni di non autosufficienza o è invalido o non può comunque provvedere all’assistenza del coniuge, le spese toccano ai figli legittimi o legittimati o naturali o adottati o, in loro mancanza, a nipoti; genitori; generi e nuore; suocero e suocera; fratelli e sorelle, dando precedenza ai primi.
   
Se i figli sono più di uno, devono tutti concorrere alle prestazioni in proporzione alle rispettive condizioni economiche. In questi casi, cioè, i costi che si sostengono per la badante non devono essere divisi in parti uguali per quanti sono i figli, ma si dividono in base alle condizioni economiche degli stessi figli, per cui chi guadagna di più pagherà di più in base alle sue disponibilità.

Quanto costa una badante

La spesa che figli, genitori e altri parenti devono sostenere per avere una badante che assista un parente anziano dipende sostanzialmente dal Ccnl di riferimento, che è quello per badanti e colf e disciplina il lavoro della badante per quanto riguarda tutte le voci solitamente inserite in un contratto collettivo nazionale per il lavoro, da retribuzione (che varia se la badante è convivente o meno, part time o full time) e mansioni a ferie, permessi, malattie, licenziamento, ecc.

Solitamente una badante, al mese in media, può costare sui mille-1.500 euro complessivi, con anche i contributi fiscali che alle badanti vengono versati quattro volte all’anno, ogni trimestre.

Però, chi assume una badante può anche godere delle rispettive agevolazioni fiscali previste: per chi, infatti, assume una badante e ha un reddito annuo fino a 40mila euro è prevista una detrazione Irpef del 19% per una spesa massima di 2.100 euro.

Come pagare una badante

Per pagare una badante si può scegliere la classica forma di bonifico mensile con il versamento dello stipendio dovuto da parte del datore di lavoro ma nel caso di una badante che presta lavoro occasionale si può anche optare per il pagamento con voucher dal valore nominale di 10 euro l’ora.

La famiglia che deve pagare la badante che lavora in maniera occasionale può acquistare libretto famiglia composto dai vari titoli di pagamento, iscrivendosi al sito Inps, comunicando entro al massimo il terzo giorno del mese successivo alla prestazione, tutti i dati richiesti che sono: dati identificativi dell’assistente familiare, compenso pattuito, luogo e durata di lavoro, ambito di svolgimento, ed eventuali altre informazioni di gestione del rapporto.

E spetta all’Inps, entro il 15 del mese successivo, erogare il compenso pattuito nelle modalità scelte dalla lavoratrice badante.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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