Bonus prima casa 2020-2021 cose succede se marito e moglie beneficiari si separano

Non decade il bonus prima casa se i coniugi beneficiari si separano: cosa prevedono norme in vigore e chiarimenti

Bonus prima casa 2020-2021 cose succede

Cosa accade per il bonus prima casa 2020-2021 se marito e moglie beneficiari si separano?

Per il bonus prima casa, se marito e moglie beneficiari dell'agevolazione si separano, considerando che la casa acquistata durante il matrimonio entra in comunione legale dei beni, nel caso di vendita o donazione della casa prima che siano trascorsi cinque anni dalla data del suo acquisto, come stabilito dalla Corte di Cassazione, non viene meno la possibilità di fruire del bonus prima casa anche se l’immobile viene trasferito in virtù degli accordi della separazione consensuale. 
 

Quando una coppia decide di separarsi e divorziare sono diverse le conseguenze che ne derivano e che spesso riguardano beni in comunione detenuti dai coniugi. In caso di separazione di una coppia, eventuali effetti possono verificarsi anche su una serie di agevolazione di cui la coppia aveva fruito in costanza di matrimonio, tra cui il bonus prima casa. Vediamo allora cosa accade per il bonus prima casa 2020-2021 se marito e moglie beneficiari si separano.

  • Bonus prima casa 2020-2021 cose succede se marito e moglie si separano
  • Bonus prima casa 2020-2021 cosa prevede 

Bonus prima casa 2020-2021 cose succede se marito e moglie beneficiari si separano

Per il bonus prima casa, se marito e moglie beneficiari si separano, considerando che la casa acquistata durante il matrimonio entra in comunione legale dei beni, nel caso di vendita o donazione della casa prima che siano trascorsi cinque anni dalla data del suo acquisto, come stabilito dalla Corte di Cassazione, non viene meno la possibilità di fruire del bonus prima casa anche se l’immobile viene trasferito in virtù degli accordi di separazione consensuale. 

Ciò significa che si può dare la prima casa all’ex moglie prima di cinque anni senza perdere le agevolazioni relative al bonus prima casa senza pagare all’Agenzia delle Entrate le imposte non versate al momento del rogito.

Secondo quanto stabilito dai giudici, è vero che il bonus prima casa per imposte agevolate di registro, ipotecaria e catastale sull’immobile adibito a prima casa decadono, per legge, se l’immobile viene ceduto prima che siano trascorsi 5 anni dall’acquisto, ma è anche vero che non decade quando l’immobile è trasferito al coniuge sulla base di un accordo di separazione. 

La cessione dell’immobile da parte del coniuge nell’ambito della procedura di separazione non implica, infatti, alcuna decadenza del bonus prima casa se la vendita avviene nell’ambito di una separazione coniugale e il coniuge venditore non acquisti entro un anno un’altra abitazione.

Inoltre, se uno dei due coniugi ha già fruito del bonus prima casa su una casa o un immobile acquistato prima del matrimonio o durante lo stesso ma in regime di separazione dei beni, se soddisfa le condizioni richieste, può comunque chiedere il bonus prima casa limitatamente alla quota di abitazione spettante.  

Le norme prima in vigore prevedevano, invece, che l’agevolazione ottenuta in sede di acquisto di casa decadesse a meno che, entro un anno dall’acquisto, non si provvedesse all’acquisto di una nuova casa adibita ad abitazione principale. E in questi casi l’Agenzia delle Entrate pretendeva dalle coppie separate la restituzione del bonus di cui avevano usufruito. 

Bonus prima casa 2020-2021 cosa prevede 

Il bonus prima casa prevede agevolazioni fiscali che sono:

  • Iva al 4%, invece che al 10%;
  • Imposta di registro al 2% e imposta ipotecaria e catastale fissate a 50 euro ciascuna;
  • imposta ipotecaria e catastale equiparata a quella degli acquisti dalle imprese costruttrici (200 euro) per acquisti per successione e donazione;
  • credito d’imposta per chi vende una casa e la riacquista entro 12 mesi.

Per poter presentare usufruire del bonus prima casa bisogna soddisfare le seguenti condizioni:

  • non essere già proprietari di un’abitazione in tutto il territorio nazionale per i quali si è fruito delle agevolazioni o venderla entro un anno;
  • non essere proprietario di abitazione nello stesso Comune in cui si richiedono le agevolazioni per l’acquisto della prima casa;
  • essere residente nel Comune in cui si acquista casa o trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’acquisto agevolato, ovvero dimostrare che la propria sede di lavoro è situata nel suddetto Comune;
  • non essere titolare di diritto d’uso, usufrutto o abitazione di altro immobile nello stesso Comune in cui si chiede il bonus prima casa;
  • il nuovo proprietario non deve rivendere la casa prima di cinque anni.
     

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il