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Cassa integrazione contratto pubblici esercizi e ristorazione CCNL 2025. Calcolo stipendio, percentuale, esempi, durata e limiti

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Come si calcola lo stipendio in cassa integrazione di lavoratori con CCNL pubblici esercizi e ristorazione e percentuale prevista
Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Cassa integrazione contratto pubblici esercizi e ristorazione CCNL 2025. Calcolo

Per i lavoratori impiegati nel settore della ristorazione e dei pubblici esercizi, la cassa integrazione rappresenta un importante ammortizzatore sociale che garantisce un sostegno economico durante periodi di crisi aziendale. L'indennità viene calcolata in base alla retribuzione percepita dal dipendente e al suo inquadramento contrattuale, seguendo regole ben precise stabilite dall'INPS.

Cassa integrazione CCNL pubblici esercizi e ristorazione, come funziona nel 2025

Le imprese del settore ristorazione e pubblici esercizi che attraversano momenti di difficoltà economica possono ricorrere all'ammortizzatore sociale della cassa integrazione, sia riducendo le ore lavorative dei dipendenti sia sospendendo temporaneamente l'attività. Questo strumento consente di preservare i rapporti di lavoro durante periodi di contrazione produttiva o crisi temporanee.

L'indennità di cassa integrazione per i lavoratori con contratto pubblici esercizi e ristorazione viene erogata dall'INPS e corrisponde generalmente all'80% della retribuzione ordinaria che il dipendente percepirebbe lavorando regolarmente secondo il proprio livello di inquadramento contrattuale.

È importante sottolineare che l'importo dell'integrazione salariale è soggetto a massimali mensili stabiliti annualmente dall'INPS, che ne definiscono il tetto massimo erogabile.

Tipologie di cassa integrazione applicabili al CCNL pubblici esercizi e ristorazione

Per il settore della ristorazione e dei pubblici esercizi sono previste diverse tipologie di intervento:

  • Cassa integrazione ordinaria (CIGO): utilizzabile per periodi relativamente brevi, con una durata massima di 12 mesi in un biennio mobile. Viene concessa in caso di situazioni temporanee di mercato o eventi transitori non imputabili all'azienda o ai lavoratori.
  • Cassa integrazione straordinaria (CIGS): può estendersi fino a 36 mesi nell'arco di cinque anni e si applica in situazioni di crisi aziendale più profonde, ristrutturazioni, riorganizzazioni o procedure concorsuali.
  • Fondi di solidarietà: per le aziende del settore con meno di 15 dipendenti, che non hanno accesso agli strumenti ordinari.

Calcolo stipendio e percentuale della cassa integrazione nel CCNL pubblici esercizi 2025

Nel 2025, l'indennità di cassa integrazione per i lavoratori del settore pubblici esercizi e ristorazione viene calcolata applicando la percentuale dell'80% alla retribuzione lorda che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate.

Tuttavia, gli importi erogabili sono soggetti a limiti massimi mensili stabiliti dall'INPS per il 2025:

  • 998,18 euro per retribuzioni fino a 2.159,48 euro per la generalità dei settori;
  • 1.197,82 euro per retribuzioni fino a 2.159,48 euro per il settore edile;
  • 1.199,72 euro per retribuzioni oltre 2.159,48 euro per la generalità dei settori;
  • 1.439,66 euro per retribuzioni oltre 2.159,48 euro per il settore edile.

Per i lavoratori del settore ristorazione, si applicano i massimali previsti per la generalità dei settori. È bene ricordare che questi importi sono al lordo delle trattenute fiscali e quindi l'importo netto che il lavoratore riceverà sarà inferiore.

Formula di calcolo dell'integrazione salariale

Per determinare l'importo dell'integrazione salariale spettante, si applica la seguente formula:

Retribuzione mensile lorda ÷ Ore lavorative mensili × Ore non lavorate × 80%

L'importo così ottenuto non potrà comunque superare i massimali mensili stabiliti dall'INPS per il 2025.

Esempi pratici di calcolo della cassa integrazione nel settore ristorazione

Per comprendere meglio come funziona il calcolo dell'indennità di cassa integrazione per i lavoratori del settore pubblici esercizi e ristorazione, ecco alcuni esempi concreti:

Esempio 1: Cassa integrazione a zero ore

Un cameriere inquadrato al Livello 6 del CCNL pubblici esercizi e ristorazione con una retribuzione mensile lorda di 1.800 euro per 40 ore settimanali, posto in cassa integrazione a zero ore, percepirà:

1.800 euro × 80% = 1.440 euro

Poiché questo importo supera il massimale INPS di 998,18 euro (applicabile alle retribuzioni fino a 2.159,48 euro), il lavoratore riceverà il massimale previsto, ovvero 998,18 euro lordi mensili.

Esempio 2: Cassa integrazione con riduzione oraria

Un cuoco inquadrato al Livello 7 del CCNL pubblici esercizi con una retribuzione mensile lorda di 1.000 euro per 40 ore settimanali, posto in cassa integrazione con riduzione al 50% dell'orario (20 ore settimanali), percepirà:

  • Per le 20 ore lavorate: 500 euro (50% della retribuzione ordinaria)
  • Per le 20 ore in cassa integrazione: 500 euro × 80% = 400 euro

In totale il lavoratore riceverà 900 euro lordi mensili (500 euro di stipendio + 400 euro di cassa integrazione).

Esempio 3: Lavoratore part-time

Un addetto alla reception inquadrato al Livello 5 con contratto part-time di 30 ore settimanali e retribuzione mensile lorda di 1.200 euro, posto in cassa integrazione a zero ore, percepirà:

1.200 euro × 80% = 960 euro

In questo caso, poiché l'importo è inferiore al massimale INPS, il lavoratore riceverà 960 euro lordi mensili.

Durata e limiti della cassa integrazione nel settore pubblici esercizi

La durata dell'intervento di cassa integrazione varia in base alla tipologia di ammortizzatore sociale utilizzato:

Limiti temporali della CIGO

La cassa integrazione ordinaria per i lavoratori del settore ristorazione e pubblici esercizi può essere concessa per un massimo di 13 settimane consecutive, prorogabili trimestralmente fino a un totale complessivo di 52 settimane in un biennio mobile.

Dopo aver raggiunto il limite massimo, l'azienda potrà presentare una nuova domanda solo dopo che sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.

Limiti temporali della CIGS

La cassa integrazione straordinaria può essere autorizzata per diverse causali, con i seguenti limiti di durata:

  • Riorganizzazione aziendale: fino a 24 mesi in un quinquennio mobile
  • Crisi aziendale: fino a 12 mesi, utilizzabili anche in modo continuativo
  • Contratto di solidarietà: fino a 24 mesi in un quinquennio mobile (36 mesi per le aziende del Mezzogiorno)

Il limite complessivo di durata massima degli interventi di CIGS per ciascuna unità produttiva è di 36 mesi in un quinquennio mobile.

Aspetti contributivi durante la cassa integrazione

Durante il periodo di cassa integrazione, i lavoratori del settore pubblici esercizi e ristorazione continuano a maturare l'anzianità di servizio e mantengono intatti i diritti ai fini pensionistici grazie all'accreditamento dei contributi figurativi.

I contributi figurativi vengono versati direttamente dall'INPS, senza alcun onere a carico del lavoratore. Il datore di lavoro è esonerato dal pagamento dei contributi previdenziali nei seguenti casi:

  • Per le ore in cui il dipendente è in cassa integrazione a zero ore (sospensione totale dell'attività)
  • Per le ore non lavorate in caso di riduzione dell'orario lavorativo

L'azienda deve invece continuare a versare regolarmente i contributi per le ore effettivamente lavorate dai dipendenti. Questa disposizione rappresenta un importante vantaggio per le imprese che possono ridurre significativamente il costo del lavoro durante i periodi di crisi, mantenendo al contempo il rapporto di lavoro con i propri dipendenti.