Chi osserva Exor solo come una holding di partecipazioni industriali, ne coglie appena la superficie. Exor N.V. è il motore silenzioso e sofisticato che alimenta e ridefinisce, decennio dopo decennio, l'influenza della famiglia Agnelli nel panorama economico europeo e globale. Fondata nel 1927 con il nome di Istituto Finanziario Industriale, la società ha cambiato pelle fino a diventare, oggi, uno dei gruppi di investimento più importanti d'Europa, con sede legale ad Amsterdam ma cuore strategico a Torino. A guidarla è John Elkann, erede diretto dell'avvocato Gianni Agnelli, che da oltre vent'anni ne traccia la rotta con un'impronta manageriale internazionale e una filosofia orientata al lungo periodo.
Il gruppo opera attraverso Giovanni Agnelli B.V., società privata che controlla Exor con oltre il 56% del capitale e circa l'86% dei diritti di voto, grazie a una struttura di governance che premia la fedeltà degli azionisti di lungo corso. Questa configurazione consente alla famiglia di mantenere il controllo pur lasciando spazio a investitori istituzionali di primo piano, come Baillie Gifford o Harris Associates, che hanno quote inferiori ma influenza strategica. Nel 2023, Exor ha avuto un valore patrimoniale netto di oltre 35 miliardi di euro, consolidando la sua posizione tra le holding più capitalizzate del continente. Andiamo oltre:
Le aziende di Exor: dall'auto alla moda, passando per media e salute
Strategia, visione e nuova frontiera degli investimenti
La forza di Exor sta nella sua capacità di essere multi-settoriale pur mantenendo coerenza strategica. Alcune partecipazioni sono storiche e identitarie, altre sono state acquisite di recente per diversificare il portafoglio e ridurre l'esposizione ciclica dell'automotive. Una delle più importanti è senza dubbio Stellantis, il colosso dell'automobile nato dalla fusione tra Fca e Psa, di cui Exor possiede il 14,9% del capitale e circa il 23% dei diritti di voto. Questa posizione fa di Exor il principale azionista industriale del gruppo, che comprende marchi iconici come Fiat, Jeep, Peugeot, Citroen e Opel.
Altro asset chiave è Ferrari, la più redditizia tra le case automobilistiche, considerata il gioiello del portafoglio Exor. Nonostante la vendita di una quota del 4%, la holding conserva una partecipazione di oltre il 20%, con il 30% dei diritti di voto, e mantiene la guida strategica della casa di Maranello. Sempre nel settore industriale, Exor controlla CNH Industrial, attiva nei macchinari agricoli e per costruzioni, dove detiene quasi il 30% delle azioni e oltre il 45% dei voti, confermandosi come azionista di riferimento.
La presenza nella comunicazione e nei media si concretizza attraverso il controllo quasi totale di Gedi Gruppo Editoriale, che pubblica testate come La Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, e numerose testate locali. Exor possiede anche una quota rilevante del prestigioso The Economist Group, con un 34,7% del capitale.
Nel 2021 ha fatto ingresso anche nel mondo della moda di lusso, acquisendo il 24% di Christian Louboutin, celebre maison francese nota per le iconiche scarpe con suola rossa. Sul fronte tecnologico e della salute, Exor ha compiuto un passo importante aumentando nel 2025 la propria quota nel gruppo olandese Philips al 18,7%, diventandone il principale azionista. Non da ultimo, figura anche Juventus Football Club, di cui Exor è azionista di maggioranza con oltre il 63% delle azioni.
Se in passato l'obiettivo era consolidare il controllo delle partecipazioni industriali tradizionali, oggi la visione di John Elkann è più ampia e trasversale. L'approccio di investimento si fonda su tre pilastri: valore intrinseco delle aziende, orizzonte temporale lungo e capacità di influenzare le decisioni strategiche, anche senza detenere la maggioranza assoluta. La diversificazione settoriale è un obiettivo dichiarato così come l'apertura verso realtà innovative, scalabili e con forte contenuto tecnologico.
Nel 2023 è nata Lingotto Investment Management, società di gestione patrimoniale con sede a Londra e New York, fondata da Exor con un capitale iniziale di 6 miliardi di dollari. A guidarla è George Osborne, ex Cancelliere britannico, affiancato da una squadra di esperti provenienti dalla finanza globale. Lo scopo è duplice: da un lato, gestire il capitale di Exor con strumenti più agili; dall'altro, attrarre fondi esterni e costruire una piattaforma d'investimento in grado di competere con i grandi nomi dell'asset management europeo.
Tra le nuove partecipazioni spicca l'ingresso nella mobility tech americana Via Transportation, con un investimento da 200 milioni di dollari e una quota del 18%, che consolida l'interesse di Exor per i settori in trasformazione. Anche l'investimento nella cinese Shang Xia, brand nato da una costola di Hermès, testimonia l'attenzione crescente verso l'Asia e verso il design di fascia alta.
In parallelo, Exor ha attivato un programma di riacquisto azioni proprie da un miliardo di euro, segnale di fiducia nella solidità del proprio modello e nella capacità di generare valore per gli azionisti anche in una fase economica incerta.