Chi è casa per infortunio deve stare in casa a determinati orari o è libero di uscire

Quale trattamento è previsto per i lavoratore infortunato? Al pari del lavoratore in malattia deve rispettare le fasce di reperibilità per le visite fiscali? Ecco cosa dicono le leggi 2022

Chi è casa per infortunio deve stare in

Lavoratore infortunato: deve rimanere a casa o può uscire?

A meno di specifiche nel Contratto collettivo nazionale di categoria applicato, non c'è alcun obbligo di reperibilità da parte di chi ha subito un infortunio sul lavoro.

Quando si parla di assenza del lavoratore, il riferimento va non solo alla malattia, ma anche agli infortuni. Nonostante il risultato finale sia lo stesso, cambiano le norme relative al trattamento del lavoro e alle fasce di reperibilità per le visite fiscali.

Qualunque sia il Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato fra terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici. Approfondiamo meglio:

  • Lavoratore infortunato: deve rimanere a casa o può uscire

  • Punti in comune tra infortunio sul lavoro e malattia

Lavoratore infortunato: deve rimanere a casa o può uscire

Si parla di infortunio sul lavoro nel caso di causa violenta che si determina con un'azione che provoca danno all'organismo del lavoratore. Dopodiché l'inabilità può essere permanente assoluta con infortunio che determina l'impossibilità completa a lavorare, permanente parziale con diminuzione oltre il 10% della capacità lavorativa, temporanea assoluta con infortunio che impedisce totalmente per più di tre giorni di svolgere il proprio lavoro.

Infine, l'infortunio deve verificarsi durante il lavoro ma per il lavoro ovvero nel contesto di situazioni ricollegabili all'attività lavorativa e fattori propri del lavoratore così come elementi dell'apparato produttivo. In pratica è indispensabile che sia un legame diretto tra l'attività lavorativa.

A meno di specifiche nel Contratto collettivo nazionale di categoria applicato, non c'è alcun obbligo di reperibilità da parte di chi ha subito un infortunio sul lavoro. Di conseguenza non deve stare necessariamente in casa a determinati orari ed è libero di uscire.

Per essere chiaro, il lavoratore infortunato, a differenza del lavoratore in malattia, non è chiamato a rispettare le fasce di reperibilità, quelle in cui il medico dell'Inps può controllare le condizioni di salute. Per i lavoratori privati vanno dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 mentre per i lavoratori pubblici dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, sabato e domenica inclusi.

Punti in comune tra infortunio sul lavoro e malattia

Lo stesso trattamento previsto per gli infortuni sul lavoro si applica quindi nel caso di malattie professionali. Non sono generalmente lesioni acute o immediate sul posto di lavoro.

Si manifestano in genere dopo aver lavorato per un periodo di tempo significativo in un ambiente in cui è presente una sostanza pericolosa o chimica o un prodotto tossico. Queste malattie non si manifestano in genere fino a mesi o anni dopo la prima esposizione.

A differenza di molti infortuni sul lavoro acuti, la maggior parte delle malattie professionali non ha alcun evento scatenante specifico a cui un lavoratore può indicare. Il punto di riferimento per sapere quali sono le malattie riconosciute sono le tabelle dell'Inail.

Finché il dipendente può dimostrare il nesso di causalità tra la malattia e il lavoro può avere diritto ai benefici. L'ultima data di esposizione diventa quella del pregiudizio ai fini di una richiesta di risarcimento dei lavoratori.

In caso di malattia non tabellata, il lavoratore può dimostrare l'origine professionale della malattia per richiedere la tutela dell'Inail, In caso di malattia tabellata, il lavoratore non ha bisogno di dimostrare l'origine professionale della malattia.

Dal punto di vista procedurale, spetta al datore presentare la denuncia all'Inail entro 2 giorni dal ricevimento del primo certificato medico che attesta l'evento e la durata di inabilità per prognosi superiore ai 3 giorni.

Nel caso di infortunio del lavoratore che viene giudicato guaribile in 3 giorni, il conteggio dei 2 giorni inizia dal quarto di convalescenza del lavoratore. Il lavoratore deve comunicare immediatamente al datore ogni tipo di infortunio sul lavoro, anche quelli di modesta entità. In caso contrario l'Inail non riconosce l'indennità temporanea per i giorni precedenti alla tardiva comunicazione.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il